Formula 1
George Russell spiega il suo momento: “Campionato estenuante a livello mentale. È dura ma credo in me stesso”
George Russell prova a concentrarsi solamente sulla pista in vista del via ufficiale del Gran Premio di San Paolo, ventesimo e quartultimo appuntamento del Mondiale di Formula Uno 2026. Sullo splendido tracciato di Interlagos, infatti, il pilota del team Mercedes cercherà di mettersi alle spalle tutto quello che ha vissuto in Messico, con un post-gara carico di emozioni e delusione dovute al trionfo del suo vicino di box, Kimi Antonelli, il nuovo campione del mondo della massima categoria del motorsport.
Il pilota inglese, che aveva dato il via a questa stagione con la chiara intenzione di vincere il titolo e portare la migliore vettura in alto, ha subito numerosi pugni “da ko” da parte del giovane talento bolognese. Una sconfitta infinita che ha portato all’ex portacolori della Williams a disertare la festa per il successo finale di Kimi a Città del Messico ed a scrivere, il giorno successivo, un post accorato nel quale sottolineava il peso emozionale di questa stagione.
Nel corso della conferenza stampa odierna George Russell ha iniziato dal riepilogo della sua annata puntando molto sull’aspetto mentale: “È stato davvero estenuante. Credo che la sfida mentale, il dover affrontare delle battute d’arresto e doversi rialzare ogni volta – unito a fattori che esulano dal proprio controllo – sia la parte più difficile; poi arrivi alla gara successiva e le prestazioni non sono quelle che vorresti. Sì, è stato mentalmente molto logorante. Affronto ogni fine settimana convinto di poter vincere; amo le corse, ma questa stagione, sotto ogni aspetto, semplicemente non è andata come doveva andare”.
L’inglese puntualizza un suo ragionamento: “Non sto dicendo di voler chiudere qui la stagione – lotterò fino alla fine, come sempre – ma non ho mai vissuto un’annata con così tanti colpi duri. Arriva un momento in cui ti chiedi: come si fa a continuare a rialzarsi, quando quasi ogni due settimane vieni buttato di nuovo a terra”?
Il classe 1998 prova poi a guardare al bicchiere mezzo pieno: “È dura, certo, ma credo in me stesso. Ho avuto molti più anni positivi che negativi, decisamente di più. Credo che per chiunque – atleta o meno – non tutto nella vita vada sempre come si vorrebbe; tutti dobbiamo affrontare problemi e situazioni complesse, e a chiunque può capitare un anno segnato dai fallimenti. Per me, questo è stato uno di quegli anni. Ma non sarà questo a definirmi, né a definire la mia carriera: devo solo tornare più forte e ricominciare a lottare nella prossima stagione”.