Judo

Assunta Scutto: “Non mi divertivo più, argento ai Mondiali con l’antidolorifico. L’obiettivo è vincere le Olimpiadi”

Erik Nicolaysen

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Scutto / IJF

Assunta Scutto è stata l’ospite speciale dell’ultima puntata di Focus, trasmissione visibile sul canale Youtube di OA Sport. L’ex numero uno al mondo della -48 kg rappresenta una delle punte di diamante del judo italiano, con alle spalle una carriera già ricca di soddisfazioni in cui spiccano le cinque medaglie consecutive ai Mondiali (tra cui il meraviglioso oro di Budapest 2025), due podi al Master e quattro titoli Slam. Recentemente “Susy” ha ottenuto uno splendido argento nella rassegna iridata di Baku, tornando a brillare dopo un periodo molto complicato tra scarsi risultati ed un’operazione al gomito in primavera.

“Da un anno e mezzo a questa parte è stato un periodo di alti e bassi. Io pensavo che dopo il Mondiale 2025 fosse una carriera tutta in salita, ma in realtà ho dovuto affrontare anche momenti in discesa, perché non mi aspettavo che un titolo mondiale potesse dare tutta questa pressione. Diciamo che dopo il Mondiale quasi per un anno non ho ottenuto podi e non mi divertivo neanche più, perché andavo in gara con una percezione diversa di me stessa. Ero più tesa, come se dovessi dimostrare a tutti che meritavo di essere campionessa del mondo, quindi nelle prime gare ho perso sempre al primo incontro ed il mio umore non era bellissimo in quel periodo. Poi è arrivato l’infortunio al gomito, quindi non riuscivo a divertirmi più neanche in allenamento, perché ogni allenamento era una sofferenza, e abbiamo preso la decisione di operarlo perché l’obiettivo finale è quello delle Olimpiadi. Abbiamo deciso di fare questa operazione ad aprile e secondo me era una pausa che avevo bisogno di fare, perché in quel momento ho iniziato a rimettere un po’ in ordine i miei pensieri ed i miei obiettivi. Mi sono ricordata perché faccio questo sport, perché mi piace, quindi ho gestito meglio la pressione. Infatti, quando sono ritornata, la prima gara a Lima l’ho vinta, quindi penso sia il risultato che mi aspettavo“, racconta la 24enne napoletana.

Sui dubbi maturati nel periodo più difficile: “Ti vengono dubbi se stai sbagliando il lavoro tecnico o è solo una cosa emotiva, quindi non riesci a capire bene dov’è il problema e a volte metti in discussione anche il lavoro che stai facendo. Però in queste gare che ho perso prima di operarmi si vedeva che judoisticamente ero nettamente superiore e non avevo mai problemi fisici, quindi era proprio una cosa mentale. All’inizio c’è sempre quel dubbio, chissà se sto sbagliando questo o quello, ma era troppo evidente che fosse una cosa solamente di emotività. I periodi difficili mi hanno sempre insegnato qualcosa e spero che anche chi mi segue possa, attraverso quello che ho passato io, avere una speranza in più oppure anche capire che è normale, perché io all’inizio non accettavo come mi stavo sentendo. Quando ho iniziato ad accettare che è normale sentirmi diciamo pressata o avere a volte paura, quando ho iniziato ad accettare queste cose le ho risolte. Nei momenti no c’è il periodo di crescita maggiore. Io mi sento una persona completamente diversa dall’anno scorso, sia come donna che come atleta, mi hanno fatto crescere molto questi periodi“.

“Quando sono nel palazzetto da gara ho solamente tanta voglia di vincere, perché io amo questo sport, quindi sul momento della gara non ho tensione e ho solamente tanta voglia di fare, che spesso mi ha penalizzata perché a volte quando vuoi fare troppo commetti più errori, perché sei un po’ meno concentrato, invece quando hai un po’ di tensione sei un po’ più concentrato. Adesso ho imparato a bilanciare un po’ le cose, tra la tensione giusta ma anche la tanta voglia di fare. Infatti il mio allenatore dice sempre: ‘Ok, va bene così, arrabbiata ma concentrata’. Perché a volte quando metti troppa voglia rischi di essere un po’ distratto. Ogni volta che ha avuto dei bassi, è servito per arrivare al momento giusto al picco alto. Dopo Lima io ho fatto un’altra gara a Losanna, uno Slam, e l’ho perso con la cinese che poi ho battuto nel primo incontro al Mondiale. La rabbia che ho avuto dopo quell’incontro l’ho tenuta da parte per il Mondiale e quindi non penso sia una coincidenza che l’ho trovata al primo turno, in cui se perdi non vieni ripescato, quindi era quello l’incontro difficile della gara. Poi lei era numero uno al mondo, cioè una posizione che era la mia prima di operarmi, quindi l’ho vista un po’ come una sfida personale. Dovevo prendermi la mia rivincita ed il mio posto, che è il numero uno. Quindi ho vinto quell’incontro, ho capito che la gara mi si era aperta e mi sono divertita“, prosegue la stella azzurra.

Sulla sconfitta contro la giapponese Wakana Koga nella finale iridata di Baku: “Non è bello perdere una finale per l’oro, perché partendo da campionessa in carica vuoi tenere il tuo titolo. Però ho tralasciato un dettaglio: due settimane prima del Mondiale mi sono fatta male alla spalla. Non era un infortunio grave, però mi ha limitato tanto durante gli allenamenti, in cui non sono riuscita a fare combattimenti. Quindi sono arrivata al Mondiale non avendo ben chiaro cosa potessi fare quel giorno. Ho preso l’antidolorifico, quindi è stata tutta una cosa così. Quando sono arrivata in finale, a livello nervoso ero un po’ scarica perché comunque avevo fatto anche uno sforzo che non facevo da tanto, quindi un po’ forse mi sono anche rilassata. Poi c’è la pausa dopo la semifinale, l’effetto dell’antidolorifico stava passando, quindi un po’ di fattori. Se non provenissi da quel periodo ci sarei rimasta male, però pensando a come sono arrivata in gara per me già era una vittoria arrivare sul podio, quindi sono felicissima. Poi sul lato tecnico penso che devo ancora lavorare in quella situazione. È meglio perdere sapendo che l’altro era più preparato e quindi io mi devo preparare rispetto a perdere quando sei più forte. Questa sconfitta mi ha dato cose su cui lavorare in allenamento“.

Scutto ha le idee chiare sul grande sogno della sua carriera: “Il mio obiettivo finale è quello di vincere le Olimpiadi, che è il mio sogno da quando sono bambina. Quindi tutte queste medaglie sono, diciamo, solamente di passaggio per arrivare poi all’obiettivo finale. Quindi, anche se una gara va bene ed una va male mi dico: ‘Vabbè, l’importante è l’obiettivo finale ed essere preparata quel giorno’. Anch’io sono stupita del fatto di salire per la quinta volta consecutiva sul podio mondiale. Diciamo che il Mondiale è la mia gara preferita perché è la più importante, dopo le Olimpiadi ovviamente. Ottenere la quinta medaglia di fila ai Mondiali è motivo di orgoglio. Infatti mi prendono anche in giro perché magari perdo le gare che sono un po’ più semplici e poi faccio medaglia al Mondiale. Mi dicono ‘vabbè, tu perdi le battaglie ma non la guerra’. Spero che possa continuare così e di tenere questa continuità anche per le Olimpiadi“.

Sulla paura di chiudere la carriera senza un oro olimpico: “Un po’ mi spaventa perché penso che sia il mio obiettivo più grande, però questo sport mi ha dato tanto ed io ho dato tanto a questo sport, quindi se a fine carriera non dovessi avere quello che desideravo, posso comunque essere contenta della mia carriera e della judoka che sono stata. Però sì, sarebbe comunque una brutta delusione da metabolizzare all’inizio, ma penso che anche nella storia uno venga ricordato per tutti i risultati che ha fatto“.

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