Formula 1

Toto Wolff conferma la penalità di Russell a Singapore: “Ora pensiamo a dargli la miglior macchina possibile”

Giandomenico Tiseo

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Toto Wolff / LaPresse

Una penalità annunciata, un pacchetto tecnico da decifrare e un campionato che non concede tregua. Il weekend di Singapore, diciassettesimo round del Mondiale 2026 e sesto e ultimo con formato Sprint, si apre per la Mercedes con più domande che certezze. Una condizione insolita per una squadra che in questa stagione ha quasi sempre dettato il ritmo, e che a Sepang ha invece incassato una delle trasferte più complicate dell’anno.

A mettere ordine ci ha pensato Toto Wolff, che nelle dichiarazioni della vigilia ha confermato la sanzione per George Russell. La sostituzione della power unit, resa necessaria dal ritiro in Malesia a pochi giri dalla bandiera a scacchi, costringerà il pilota inglese a scattare dall’ultima fila domenica sul tracciato cittadino di Marina Bay. Nella Sprint, salvo imprevisti, partirà invece dalla posizione ottenuta nella qualifica-sprint del venerdì.

Il Team Principal ha affrontato il tema con realismo, senza cercare alibi. Il punto di partenza è la volontà di trasformare il fine settimana in un’occasione: “Dobbiamo massimizzare questo ultimo weekend sprint dell’anno, continuare a imparare e ottenere il miglior risultato possibile con entrambe le vetture. Singapore sarà una prova importante della nostra comprensione e della nostra resilienza come squadra“.

Il vero nodo, però, è tecnico. Il pacchetto di aggiornamenti debuttato a Sepang ha reso meno del previsto, e già a fine gara Kimi Antonelli aveva sottolineato la necessità di verificarne la bontà. Wolff ammette le difficoltà e rivela il lavoro svolto nei giorni successivi: “La Malesia è stato ovviamente un weekend molto difficile. Abbiamo passato questi ultimi giorni cercando di capire perché la nostra performance non è stata quella che avrebbe dovuto essere, identificando diverse aree che dobbiamo approfondire“.

Il dirigente austriaco evita tuttavia di tirare conclusioni affrettate, e anzi invita a distinguere tra sintomi e cause: “La F1 però non offre risposte semplici e abbiamo bisogno di più prove prima di trarre conclusioni. Singapore ci offre un’opportunità immediata da questo punto di vista“.

È qui che il calendario diventa un alleato. Il confronto tra due circuiti agli antipodi, il veloce impianto malese e lo stretto cittadino di Marina Bay, permette di isolare meglio i difetti della vettura. Lo spiega lo stesso Wolff: “Le caratteristiche del circuito infatti sono molto diverse da quelle di Sepang e questo ci aiuterà a costruire un quadro più chiaro di dove ci troviamo“.

La Mercedes ha scelto così di non scommettere tutto sulla novità, ma di farla correre contro il proprio recente passato: “Per questo motivo valuteremo durante il fine settimana sia il pacchetto di aggiornamenti più recente sia la nostra specifica precedente, per assicurarci di comprendere appieno la direzione da prendere“. Una scelta prudente, che ha un costo in termini di programma di lavoro ma promette dati più chiari proprio nell’ultima Sprint dell’anno.

Resta infine il capitolo Russell, il più amaro. Il britannico paga due volte: prima con il problema che lo ha fermato quando la gara sembrava ancora alla sua portata, poi con la penalità che compromette la griglia di domenica. Wolff non nasconde il dispiacere: “Dopo il problema della Malesia, Russell ha davanti la sfida aggiuntiva di una penalità per la sostituzione della power unit che lo obbligherà a partire dal fondo della griglia domenica. Questo è particolarmente frustrante considerando il modo in cui George ha guidato lo scorso weekend e il risultato per il quale meritava di lottare negli ultimi giri. Purtroppo, queste cose fanno parte dello sport e ora il nostro obiettivo è dargli la migliore macchina possibile e le opportunità per rimontare dal fondo“.

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