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Puppo: “Alcaraz non ha fatto una cosa carina nei confronti di Sinner. Vedrei bene Murray come allenatore”

Federico Rossini

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Jannik Sinner / LaPresse / Olycom

Seconda puntata della versione giornaliera di TennisMania dedicata allo swing asiatico, che per la verità ha molto meno di cinese e molto più d’italiano da raccontare. Sul canale YouTube di OA Sport riecco l’appuntamento quotidiano con Dario Puppo, Guido Monaco e Massimiliano Ambesi: qui ritroviamo le parole di Puppo, che spazia soprattutto sui temi di Jannik Sinner, qui riportati, mentre nel resto della puntata ci sono diversi approfondimenti anche su Pechino, Tokyo e tennis femminile.

Puppo inizia con il tema usuale della parte comunicativa: “Quando si parla di comunicazione non sono interessato a conoscere nello specifico le problematiche di Jannik, ma solo le informazioni necessarie, è giusto sia lui a parlarne. Se non vuole è legittimo. Non mi sembra giusto però fare ipotesi“. E poi si concentra sulla questione del gruppo stretto di Jannik: “Penso ci sia stato un forte dibattito nel team Sinner. Le sensazioni che ha provato quando ha tentato di metter su un’adeguata condizione per rientrare, penso ne abbiano parlato a lungo“.

Il tema si allarga ancora alla questione infortuni in quanto tale anche legata alle condizioni: “Anche oggi de Minaur s’è fatto male, e ritorna quel discorso che avevo iniziato con Cincinnati e Shanghai 2025. Quest’anno le condizioni non sono state così tremende, ma sia al Roland Garros che qualche giorno a New York ci sono stati giorni difficili, l’umidità non era da sottovalutare. Ha fatto caldo per 4 mesi in Europa, e anche a Wimbledon ci sono stati giorni di caldo anomalo. Al calendario ci si potrà mettere mano quando possibile. Sul discorso di Sinner sarei curioso se si potesse riuscire a organizzare un’intervista, potrebbe farlo Sky, anche se lo sponsor è cambiato. Magari un altro sarà contento di proporsi. Avendo visto alcune immagini, lui comunque vive le cose in modo totalmente normale. Per fortuna ha quel carattere. Forse è più adatto di altri ad affrontare queste situazioni. Certo che negli ultimi due anni ha saltato tanti tornei, ed è un peccato non vederlo giocare“.

Non viene peraltro nascosto un fastidio: “Mi ha dato un po’ fastidio una cosa a Tokyo: ci sono alcuni che si vestono da altri tennisti, con completino tipico. Uno si è vestito da Sinner con la fasciatura al ginocchio destro. Alcaraz l’ha filmato. Questa cosa non è tanto carina, Carlitos!”.

Breve passaggio sul discorso televisivo: “Teoricamente l’Italia il primo turno con la Corea del Sud lo passa. E in caso di semifinale Rai1 deve farla vedere. Poi c’è Mediaset che nel primo anno di Finals è sfortunata“.

Osservazioni legate ai commenti: “In diversi dicono, ma siamo sicuri che vedremo Sinner a Melbourne? Quella frase detta ad Anna Wintour… effettivamente c’era ancora il fatto di chiarirsi per l’operazione ed è arrivato: non è il caso di operarsi. Su Ferrero: quando gli ho sentito fare quella dichiarazione negli stadi ho avuto la sensazione che non dipendesse solo da lui. Non credo che Sinner andrebbe da lui, come faceva Alcaraz“.

E infine lancia l’idea su chi avere dopo Cahill: “La questione di certi cambi di allenatore è legata a quello: il fatto che Ferrero si porta il pacchetto. Jodar non ha niente. Ribadisco una cosa: non sono solo Sinner e Alcaraz. L’attesa è anche per i progressi di Jodar, cosa può fare Rune, se rientra Draper. Se Draper non riuscisse a rientrare, io il nome di Murray ce l’avrei… E sapete chi aveva suggerito Murray a Sinner? Riccardo Piatti. Ad aprile. E dopo un mese c’è stato il discorso dell’aiuto a Draper, che però è durato quant’è durato. Murray è molto simile per tante cose ad Agassi. Fa tanta ricerca, soprattutto sui materiali. Mi ha fatto ridere un’intervista della mamma. Murray diceva alla mamma, a 16 anni, ‘come faccio a competere con Nadal che non va a scuola, s’allena con suo zio che è un fenomeno, che ci posso fare? Ho bisogno che mi diate una mano’“.

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