Formula 1

Mercedes, niente gilet refrigeranti a Sepang: ecco perché Russell e Antonelli correranno nel caldo

Giandomenico Tiseo

Pubblicato

il

Kimi Antonelli / LaPresse

A Sepang il problema è il caldo. Per Mercedes, però, il problema è anche quanto costa combatterlo. Nel forno malese, con l’asfalto oltre i 60 °C, George Russell e Kimi Antonelli dovranno fare a meno dei gilet refrigeranti: non perché la tecnologia non sia disponibile, ma perché, nell’era del budget cap, anche un po’ di refrigerio può avere un prezzo troppo alto.

La Mercedes ha infatti deciso di non utilizzare il sistema di raffreddamento attivo nel Gran Premio del Bahrain a Sepang, preferendo destinare le risorse economiche e tecniche disponibili allo sviluppo prestazionale della W17. Una scelta che, dietro l’apparente rinuncia a un semplice dispositivo per rendere più sopportabile il lavoro dei piloti, nasconde una precisa logica di gestione delle risorse.

I cooling vest, infatti, non sono un semplice indumento da aggiungere all’equipaggiamento del pilota. Il loro impiego richiede un sistema di raffreddamento specifico, integrato nella monoposto e quindi soggetto a progettazione, sviluppo, validazione e affidabilità. Tutto questo significa denaro, componenti, ore di lavoro e risorse ingegneristiche che, in un campionato regolato dal tetto di spesa, devono essere sottratti ad altri capitoli dello sviluppo.

A Brackley hanno quindi scelto una priorità precisa: meglio investire sulla prestazione della W17 che sul comfort termico dei suoi piloti. Le risorse disponibili sono state indirizzate verso gli aggiornamenti aerodinamici e meccanici, nella convinzione che ogni margine di spesa debba essere sfruttato per migliorare la competitività della vettura.

E c’è un dettaglio regolamentare che rende la decisione ancora più interessante. Rinunciare al sistema di raffreddamento non permette infatti a Mercedes di trasformare la scelta in un vantaggio sul peso. Nei Gran Premi dichiarati a rischio calore (“heat hazard”), la FIA impone alle vetture che non utilizzano il sistema attivo di imbarcare comunque 5 chilogrammi di zavorra aggiuntiva. In altre parole: niente gilet refrigerante, ma neppure il premio di una monoposto più leggera.

Il sacrificio, dunque, è tutto dalla parte dei piloti. Russell e Antonelli dovranno affrontare le condizioni estreme della Malesia senza l’ausilio del sistema di raffreddamento, proprio mentre il clima promette di trasformare l’abitacolo in una vera e propria camera di calore. Durante le prove libere, l’asfalto ha già superato i 60 °C, fornendo un’anticipazione piuttosto eloquente di ciò che attende i piloti in gara.

Russell, del resto, ha descritto la sensazione con una metafora difficile da rendere più efficace: “È come stare seduto in un forno“. Una frase che, a Sepang, assume un significato quasi letterale. E che racconta anche un paradosso della Formula 1 moderna: mentre la tecnologia offre soluzioni sempre più sofisticate per proteggere il pilota dalle condizioni estreme, il budget cap obbliga le squadre a chiedersi se valga davvero la pena spendere per utilizzarle. In Mercedes, almeno questa volta, la risposta è stata no.

Exit mobile version