Artistica
Kaylia Nemour, Reginetta in pectore ai Mondiali? Storia all’orizzonte sul giro. Blakely, Colas e Roshchina in lizza. E l’Italia…
Kaylia Nemour si presenterà con i favori del pronostico alla finale del concorso generale individuale che animerà le terzultima giornata dei Mondiali 2026 di ginnastica artistica. La fuoriclasse algerina ha dettato legge nel turno preliminare, meritandosi la pole position con il punteggio di 55.999, e scenderà in pedana alla AHOY Arena di Rotterdam (Paesi Bassi) con un chiaro obiettivo: meritarsi lo scettro di Reginetta della Polvere di Magnesio e scrivere una pagina di storia.
La 19enne può diventare la prima ginnasta africana a imporsi nell’all-around iridato, la gara che premia l’atleta più completa sui quattro attrezzi e che incarna al meglio lo spirito della disciplina. La Campionessa Olimpica e del mondo alle parallele asimmetriche è, in effetti, estremamente versatile: sugli staggi è un portento assoluto (7.1 il D Score, livelli mai visti), alla trave ha trovato un bel connubio tra acrobatica e artisticità, al volteggio esegue un solido doppio avvitamento e al corpo libero si difende egregiamente.
Nel turno preliminare disputato lunedì mattina, Kaylia Nemour era rimasta sui livelli previsti alla tavola (14.033), aveva commesso una sbavatura sulla Kippe sugli staggi (14.933), aveva tentennato su un enjambé sui 10 cm (14.133) e poi era stata eccessivamente punita al quadrato (12.900), come tante avversarie esibitesi nella prima parte delle qualifiche. Rispetto a quattro giorni fa, dunque, i margini di miglioramento sono ancora importanti per l’atleta algerina, che, in caso di successo, porterebbe il quarto Continente diverso nella cartina del concorso generale ai Mondiali (all’appello mancherebbero Asia e Oceania).
In caso di errori importanti, allora si accenderebbe la sfida con la statunitense Skye Blakely (55.465 in qualifica), la russa Liudmila Roshchina (55.098) e la francese Elena Colas (55.032), tutte con i rispettivi limiti: l’americana ha una buona media, ma le manca il grande il picco; la transalpina non ha a disposizione un volteggio all’attrezzo; la russa è un po’ incline alle sbavature. Sembrano più attardate le cinesi Qinqin Ke e Qingying Zhang (ginnasta da over 15 alla trave, ma con lacune altrove), difficile immaginarsi in lotta la statunitense Claire Pease e l’olandese Naomi Visser.
La canadese Ellie Black non è più quella dei giorni migliori e alla brasiliana Flavia Saraiva manca un volteggio degno di nota per guardare molto lontano. L’Italia si affiderà a Giulia Perotti e Sofia Tonelli, entrambe alla prima finale mondiale sul giro completo: le nostre portacolori, ammesse con il 17mo e il 18mo accredito, punteranno a disputare una buona gara e a fare esperienza, cercando di rimanere in linea per la top-15.