Artistica

Gabriele Targhetta all’assalto mondiale da Campione d’Europa: la medaglia passa da una sfida a 4. L’azzurro detta le regole

Stefano Villa

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Gabriele Targhetta / Simone Ferraro/FGI

Gabriele Targhetta si esibirà per primo nella finale al cavallo con maniglie, che animerà il pomeriggio della penultima giornata ai Mondiali 2026 di ginnastica artistica. Il sorteggio dell’ordine di rotazione, svolto prima della competizione e abbinato ai piazzamenti che si sarebbero ottenuti nelle qualificazioni, ha portato in dote all’azzurro l’onere di aprire l’atto conclusivo: una posizione scomoda e a tanti non gradita, ma da cui spesso si può fare la differenza.

Il ventenne brianzolo avrà il privilegio di dettare le regole: è vero che la giuria lo valuterà senza riferimenti, ma se sarà impeccabile avrà la possibilità di mettere spalle al muro tutti gli avversari e fare una corsa da lepre, non impossibile considerando il suo elevatissimo potenziale. Annotiamo un precedente favorevole al Bel Paese: Nicola Bartolini conquistò l’oro iridato al corpo libero cinque anni fa proprio gareggiando per primo. Il sardo fu magistrale in esecuzione a Kitakyushu  e si rese inarrivabile.

L’allievo di Gianmatteo Centazzo si è laureato Campione d’Europa due mesi fa in quel di Zagabria e si è presentato alla AHOY Arena di Rotterdam (Paesi Bassi) tra i grandissimi favoriti per la conquista di una medaglia, con il sogno di affiancare un alloro iridato all’apoteosi continentale di agosto. Il nostro portacolori si è ben espresso nel turno di ammissione, ma il riscontro di 14.833 (5.9 il D Score), valso il terzo posto provvisorio, può essere ampiamente migliorato.

Gabriele Targhetta si è sempre distinto per la sua elevata pulizia di esecuzione, oltre che per la notevole nota di partenza, ed è proprio sull’efficienza che dovrà puntare per fare la differenza: la plasticità delle linee, la fluidità sulle maniglie, la compostezza delle gambe, l’agilità in groppa all’attrezzo, la spettacolare uscita entrata nel Codice dei Punteggi con il suo nome saranno sotto i riflettori alle ore 15.49 odierne, quando è annunciato l’inizio della finale di specialità.

Gli avversari di riferimento restano sempre gli armeni Hamlet Manukyan e Mamikon Khachatryan, rispettivamente primo con 14.933 e quarto con 14.733 nel preliminare disputato tra sabato e domenica. Sono gli stessi avversari che Targhetta ha sconfitto agli Europei (nella capitale croata finirono alle sue spalle sul podio), ricordando che Khachatryan conquistò l’argento iridato dodici mesi fa a Jakarta, dove Manukyan fu quarto. In Indonesia vinse il cinese Yanming Hong con 14.600, oggi si andrà oltre.

Il quarto incomodo sarà il kazako Nariman Kurbanov, secondo in qualifica con 14.866 e pronto a sorprendere anche in questa occasione. Non andrà sottovalutato lo statunitense Patrick Hoopes, che si mise al collo il bronzo nella passata edizione e che si presenterà all’evento con il quinto accredito (14.666). Il giapponese Daiki Hashimoto si è laureato Campione del Mondo all-around, ma oggi partirà dietro nelle gerarchie (ottavo con 14.533).

Saranno della partita anche il sudcoreano Woong Hur (14.633) e il belga Kilan van der Aa (14.600). L’ordine di salita all’attrezzo: Targhetta, van der Aa, Hashimoto, Kurbanov, Khachatryan, Hur, Hoopers, Manukyan. Il tricolore non sventola sul podio iridato in questa specialità addirittura dal 1913: Giorgio Zampori trionfò a Parigi davanti a Osvaldo Palazzi (che si era presentato nella capitale francese da campione uscente dopo l’affermazione di due anni prima a Torino).

Ginnastica artistica da cartolina ingiallita e di un’altra epoca, addirittura alla vigilia della Grande Guerra: a Gabriele Targhetta la missione di rinverdire quei fasti. Nemmeno Alberto Busnari, che sarà oggi in pedana per assistere l’azzurro, riuscì nell’impresa di meritarsi il podio ai Mondiali, pur avendolo accarezzato alle Olimpiadi di Londra 2012. L’Italia sogna la prima medaglia a questi Mondiali, poi toccherà a Giulia Perotti ed Elisa Iorio alle parallele asimmetriche.

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