Formula 1
F1, pagelle GP USA 2026: Antonelli di un’altra caratura, Leclerc si scatena, Russell scompare
Il Circuit of the Americas non ha tradito le attese: una corsa vera, di quelle che scaldano il pubblico e avvicinano la F1 a un passaggio di consegne ormai nell’aria. Domini assoluti, rimonte furiose e passaggi a vuoto clamorosi: ecco le pagelle del weekend texano.
KIMI ANTONELLI, 10 e lode. Finiti gli aggettivi, si passa ai fatti. Parte, comanda, non si volta mai: dalla prima all’ultima curva gestisce gomme, nervi e avversari con la freddezza di un veterano e la velocità di chi i veterani li ha già messi in fila. Il Mondiale è lì, a portata di mano, e il Messico lo aspetta. L’Italia, intanto, si ritrova in casa un predestinato. Di quelli veri, non di quelli da copertina.
CHARLES LECLERC, 9. Con una Ferrari che alla Mercedes di Kimi non può far altro che guardare la schiena, il monegasco si inventa una gara di cuore e di mestiere. Il sorpasso su Verstappen vale il prezzo del biglietto: coraggioso, pulito, chirurgico. Il secondo posto che ne esce pesa come un macigno, perché rimanda la festa iridata di Antonelli e conferma che Charles, quando c’è da combattere, non lascia un centimetro di asfalto in omaggio.
LEWIS HAMILTON, 6. La rimonta c’è, e va riconosciuta: Lewis risale la corrente con il mestiere di chi su questa pista ha vinto più volte di chiunque altro. Ma una pagella non si scrive sul solo finale, e il quadro d’insieme resta sbilanciato. Il compagno di squadra, nello stesso weekend, ha messo in scena una prestazione di ben altro spessore, e il confronto interno, impietoso, sta lì a ricordarlo. Il sette volte campione del mondo alterna lampi da fuoriclasse a lunghe pause di anonimato: troppo poco per chi pretende di essere il leader. Sufficienza, e niente più.
MAX VERSTAPPEN, 6. Domenica opaca per l’olandese. Su una pista che dovrebbe sorridergli, Max non morde. Subisce il ritmo di Antonelli senza reagire e poi si fa infilare da Leclerc senza appello. Il terzo posto sa di sconfitta, e di quelle che lasciano il segno: il momento d’appannamento, ormai, è difficile da negare.
LANDO NORRIS, 6.5. Gara ordinata, pulita, senza grandi squilli. La McLaren va bene tra le curve di Austin, ma a Lando manca il guizzo per infilarsi nella lotta per il podio. Porta a casa punti preziosi per i costruttori, ma per puntare stabilmente alla vittoria serve un salto in più. Quello che, per ora, non arriva.
GEORGE RUSSELL, 4. Il grande assente. Mentre il suo giovanissimo compagno vola verso la gloria, George sparisce dai radar texani: prestazione anonima, senza ritmo né mordente, e un piazzamento lontano dalle posizioni che contano. Da dimenticare in fretta, soprattutto con la testa, perché stare all’ombra di Kimi dentro lo stesso box comincia a farsi pesante.