Artistica

Daiki Hashimoto incarna la ginnastica artistica: poker all-around, allarga il trono ai Mondiali. Abbadini in top-15

Stefano Villa

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Daiki Hashimoto / IPA Agency

Daiki Hashimoto si è laureato Campione del Mondo nel concorso generale individuale per la quarta volta consecutiva, confermandosi Imperatore indiscusso della Polvere di Magnesio e il legittimo proprietario del trono che spetta di diritto al miglior interprete sui sei attrezzi. Il fuoriclasse giapponese ha dettato legge alla AHOY Arena di Rotterdam (Paesi Bassi), al termine di una gara in cui ha dovuto rincorrere per quattro rotazioni il cinese Haonan Yang e il russo Arsenii Dukhno, salvo poi piazzare la micidiale zampata risolutrice.

Dopo le perle di Liverpool 2022, Anversa 2023 e Jakarta 2025, il 25enne nativo di Narita si è meritato il gradino più alto del podio anche in questa occasione e ha firmato la doppietta dei fenomeni, visto che due giorni fa aveva trascinato il Sol Levante all’apoteosi nella prestigiosa gara a squadre. Quella odierna è l’ottava medaglia d’oro che Daiki Hashimoto ha saputo conquistare ai Mondiali di ginnastica artistica, ad affiancare le tre gemme olimpiche (all-around e sbarra a Tokyo 2020, squadra a Parigi 2024).

Il ribattezzato Mr. Infinite Stamina ha aperto la gara con qualche imprecisione al corpo libero (13.666), ma si è prontamente riscattato con uno splendido esercizio al cavallo con maniglie (14.500) e con una solida prova agli anelli (13.900). Il ginnasta asiatico ha poi alzato il livello al volteggio (14.466), ha messo la freccia sciorinando tutta la sua classe alle parallele pari (14.700) e ha poi piazzato il punto esclamativo con una sbarra ai limiti del surreale (14.766).

Daiki Hashimoto ha vinto con il punteggio complessivo di 85.998, precedendo il cinese Haonan Yang (84.199), che non era in pole position alla vigilia e che è riuscito a tirare fuori il massimo nel momento più importante. Il poker ha permesso all’allievo di Hiroyuki Tomita di avvicinare lo straordinario filotto di sei trionfi consecutivi che il suo connazionale Kohei Uchimura firmò tra il 2009 e il 2016, consolidando lo status di secondo uomo più vincente nell’all-around iridato.

Il britannico Joe Fraser si è meritato la medaglia di bronzo (83.531), battendo di misura il russo Daniel Marinov (83.297) e il colombiano Angel Barajas (83.232), sesto il britannico Jake Jarman (82.865). Due grandi favoriti della vigilia hanno steccato: il russo Arsenii Dukhno, encomiabile per cinque rotazioni, è caduto alla sbarra e ha terminato in settima posizione (82.697); il giapponese Shinnosuke Oka, primo in qualifica, è caduto al volteggio e alla sbarra, non andando oltre l’ottava piazza (82.165).

Il nostro Yumin Abbadini ha confermato il riscontro del turno preliminare: tredicesimo posto con il punteggio di 79.632. Il 25enne bergamasco ha incominciato con 12.700 sui poco congeniali anelli, poi è andato via liscio tra volteggio (13.400) e parallele pari (13.333), ma alla sbarra è caduto (12.333). L’errore sull’attrezzo che lo vedrà protagonista nella finale di specialità ha un po’ frenato l’azzurro, che ha prontamente reagito al corpo libero (13.766) e al cavallo con maniglie (14.100), ottenendo un buon riscontro complessivo.

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