Judo

Assunta Scutto non si accontenta: “Cercherò la contromossa per battere Koga: voglio tornare a vincere l’oro”

Giandomenico Tiseo

Pubblicato

il

Assunta Scutto / IJF

L’Italia trova subito il podio ai Mondiali di judo 2026. Nella giornata inaugurale alla National Gymnastics Arena di Baku, Assunta Scutto conquista la medaglia d’argento nei -48 kg e conferma la propria presenza ai vertici della categoria per la quinta edizione consecutiva dei Campionati del Mondo senior. Un risultato di grande valore per la 24enne napoletana, soprattutto alla luce delle difficoltà affrontate negli ultimi mesi e di una preparazione condizionata da diversi problemi fisici.

La campionessa del mondo in carica, oro a Budapest nel 2025, si ferma soltanto in finale contro la giapponese Wakana Koga, che conquista il primo titolo iridato della carriera dopo un argento e tre bronzi. L’azzurra resta in partita per 1’41”, prima di essere sorpresa dalla combinazione O Uchi Gari-osaekomi: l’azione vale inizialmente lo yuko e si trasforma poi nell’ippon decisivo.

Un epilogo che conferma le difficoltà di Scutto contro Koga, ora avanti 3-0 nei precedenti, e più in generale contro le judoka giapponesi, contro le quali l’azzurra non ha ancora trovato una vittoria a livello senior. Il secondo posto, però, assume un peso particolare considerando le condizioni con cui Scutto è arrivata a Baku.

“È sempre un orgoglio salire sul podio mondiale, soprattutto per la quinta volta di seguito – ha dichiarato Assunta Scutto a caldo dopo essere scesa dal tatami (fonte: Fijlkam)  –. Ovviamente da campionessa uscente volevo riconfermarmi, ma non ero al 100% della forma, ho avuto piccoli infortuni e non sono riuscita nemmeno a fare randori questa settimana. Nonostante mi trovassi in difficoltà, ho trovato sempre la forza di andare avanti“.

Un percorso che rende ancora più significativo il risultato, arrivato senza i riferimenti abituali di una vigilia da favorita. “Per come è arrivato, per me questo argento vale quanto un oro: sono venuta qui senza certezze e senza essere testa di serie“.

Resta naturalmente il rammarico per una finale che Scutto avrebbe voluto interpretare diversamente, ma anche la consapevolezza di avere individuato con chiarezza il prossimo margine di crescita. “Sulla finale, lo stile giapponese è un mio gap su cui continuerò a lavorare; Koga era preparata, ma ora mi allenerò per trovare la contromossa“.

Il messaggio, dunque, guarda già oltre Baku. L’argento non chiude un ciclo, ma diventa un punto di ripartenza per la judoka italiana, che ha ritrovato il podio mondiale dopo un periodo complicato e ora punta a colmare il divario con le avversarie giapponesi. “Questo è già un impegno per l’anno prossimo per migliorarmi e tornare a vincere l’oro“.

Exit mobile version