Formula 1
Antonelli e Russell, Mercedes divisa in due a Singapore: perché Kimi parte avvantaggiato
Il weekend di Marina Bay si apre per la Mercedes con un’immagine insolita: due W17 gemelle sulla carta, ma diverse nella sostanza. Kimi Antonelli debutta con il nuovo pacchetto di aggiornamenti, mentre George Russell resta sulla specifica precedente e scatterà dal fondo della griglia. Un imprevisto che il team di Brackley può trasformare in un test comparativo di rara utilità, e che per il giovane bolognese, arrivato in Asia con 84 punti di margine sul primo inseguitore (Russell), rappresenta una garanzia in più.
All’origine c’è la rottura del propulsore a Sepang, che ha costretto la Mercedes ad anticipare il cambio di Power Unit sulla monoposto del britannico, con relativa penalità. Su un tracciato cittadino dove superare è difficile e le interruzioni frequenti, rimontare dall’ultima fila somiglia più a un esercizio di sopravvivenza che a una vera rimonta.
L’aspetto tecnico più interessante è però un altro: il motore nuovo non coincide con il debutto dell’evoluzione “ADUO 1”. A Brixworth si è tentato di anticiparne l’introduzione, prevista per Austin, proprio per evitare a Russell una doppia penalità, ma non c’è stato il tempo di produrre e omologare i componenti. La FIA impone infatti la disponibilità simultanea delle parti, turbocompressore in primis, anche per i team clienti motorizzati Mercedes.
Le due vetture in configurazione asimmetrica permettono una prova comparativa completa, con stesse condizioni di pista, temperatura ed evoluzione dell’asfalto. A Sepang la nuova versione aveva evidenziato un passo indietro e al team serve capire quanto fosse colpa della pista malese e quanto delle novità. Avere sullo stesso tracciato una W17 aggiornata e una di riferimento consente di isolare le variabili e rispondere con i numeri.
Con 84 punti di vantaggio su Russell, Antonelli può trarre dal weekend almeno tre benefici:
- Sportivo: con il compagno in ultima fila, le possibilità che il distacco si riduca sensibilmente sono minime;
- Tecnico: guidando la vettura aggiornata, il suo feedback su trazione, guidabilità e stabilità orienterà lo sviluppo nelle gare successive;
- Gestionale: ad Austin potrà cambiare una o più parti del motore con una pianificazione ordinata e già con componenti evoluti, senza sostituzioni d’emergenza.
C’è però anche un fattore di rischio: se il pacchetto si rivelasse meno competitivo del previsto, sarebbe proprio Antonelli a pagarne il prezzo, mentre Russell potrebbe offrire una base più affidabile. Ma con 84 punti di margine il leader può permettersi di fare da apripista: un passo falso isolato non intaccherebbe la sostanza della classifica.
Singapore si annuncia dunque come un laboratorio a cielo aperto. Per il britannico, un weekend di sacrificio utile ai dati; per il bolognese, l’occasione di accumulare esperienza sulla vettura del futuro con una rete di sicurezza che pochi, in questa fase, possono vantare.