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Volley, Europei 2026: all’Italia servono due set con la Slovenia per il primato. Bulgaria da urlo, Polonia e Francia sconfitte, Turchia eliminata

Enrico Spada

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Aleksandar Nikolov ( Cev

Verdetti, sorprese e una notte da ricordare a Sofia nella settima giornata di un Europeo spumeggiante. La Slovenia supera 3-1 la Cechia e domani sfiderà l’Italia nel confronto che assegnerà il primo posto della Pool A: agli azzurri, ancora imbattuti, basterà conquistare due set per chiudere al comando. Il risultato più spettacolare arriva però dalla Bulgaria, capace di trascinare nella bolgia di Sofia oltre 13.000 spettatori e di infliggere alla Polonia la prima sconfitta del torneo: 3-2 al termine di 144 minuti e di un tie-break chiuso 20-18, con Aleksandar Nikolov scatenato a quota 36 punti. Fa rumore anche la clamorosa eliminazione della Turchia, battuta 3-1 dalla Lettonia e fuori dagli ottavi. La Serbia rimonta due set alla Danimarca e vince al tie-break, mentre Romania ed Estonia si regalano due successi di prestigio contro Francia e Paesi Bassi. In coda alla Pool B, infine, la Macedonia del Nord supera Israele 3-0 nella sfida tra due formazioni già destinate all’eliminazione.

La Slovenia vince lo scontro diretto con la Cechia, si assicura il secondo posto nella Pool A e prepara la sfida di domani contro l’Italia, che assegnerà il primato nel girone. A Modena gli sloveni si impongono 3-1 (24-26, 25-13, 27-25, 25-23) e salgono a nove punti. Agli azzurri, ancora imbattuti e a quota 12, serviranno due set contro la Slovenia per avere la certezza di chiudere al comando.

La partita è combattutissima fin dall’avvio. La Slovenia conduce 8-5 e 16-14 nel primo set, ma la Cechia recupera, passa avanti nel finale e strappa il parziale 26-24. La risposta slovena è violentissima: 8-3, 16-7 e 21-10 nel secondo, dominato fino al 25-13. Il terzo diventa il momento decisivo. La Cechia conduce 16-14 e 21-20, ma non riesce a chiudere e la Slovenia piazza il sorpasso ai vantaggi, imponendosi 27-25. Equilibrio anche nel quarto: cechi avanti 8-7, sloveni sul 16-14 e 21-19, prima del 25-23 che consegna la vittoria alla squadra di Fabio Soli.

La Slovenia fa la differenza soprattutto con un eccellente 58% in attacco e 11 muri. Nik Mujanovic chiude con 21 punti, Rok Mozic ne firma 17 con il 68% offensivo, mentre Alen Pajenk e Jan Kozamernik ne aggiungono 11 ciascuno. Alla Cechia non bastano i 16 punti di Patrik Indra, i 15 di Jiri Benda e i 12 di Lukas Vasina. Domani l’ultimo atto: Italia-Slovenia per il primo posto della Pool A.

Partita memorabile nella bolgia dell’Arena 8888 di Sofia, dove davanti a 13.186 spettatori la Bulgaria piega 3-2 la Polonia al termine di 144 minuti di spettacolo: 20-25, 31-29, 25-23, 19-25, 20-18. Una sfida ininfluente per le posizioni nel girone, con i polacchi già certi del primo posto e i padroni di casa del terzo, ma tutt’altro che priva di significato: le due squadre potrebbero ritrovarsi di fronte nei quarti di finale.

La Polonia parte meglio e domina il primo set, passando dal 16-11 al 21-15 prima del 25-20. Nel secondo sembra poter prendere il largo sull’8-3, ma la Bulgaria ricuce fino al 16-15 e dà vita a un finale interminabile, conquistato 31-29. I padroni di casa insistono nel terzo: recuperano dal 4-8, sorpassano sul 16-14 e difendono il vantaggio fino al 25-23. La Polonia reagisce nel quarto, scappando 16-10 e 21-17 per il 25-19 che porta tutti al tie-break. Qui la Bulgaria vola 10-5, viene raggiunta e superata sul 12-10, ma nella battaglia punto a punto finale trova la forza per imporsi 20-18, facendo esplodere Sofia.

Prestazione mostruosa di Aleksandar Nikolov: 36 punti, 34 attacchi con il 64%, un ace e un muro. Denislav Bardarov ne aggiunge 24 con il 61% offensivo. Alla Polonia non bastano i 22 punti di Kamil Semeniuk, i 16 di Bartlomiej Boladz e i 15 di Tomasz Fornal. La Bulgaria chiude con un eccellente 57% in attacco, contro il 50% polacco.

La Serbia vince lo spareggio per il terzo posto della Pool C e lascia alla Danimarca la quarta posizione, risultato che interessa direttamente anche l’Italia: se gli azzurri chiuderanno al comando il proprio girone, saranno proprio i danesi i loro avversari negli ottavi. A Tampere i serbi rimontano da 0-2 e si impongono 3-2 (19-25, 21-25, 25-21, 25-23, 16-14), salendo a nove punti contro gli otto della Danimarca.

L’avvio è tutto danese. La squadra scandinava scappa 16-8 e 21-12 nel primo set prima di chiudere 25-19, poi nel secondo recupera dal 6-8, passa avanti 16-14 e conserva il controllo fino al 25-21. La Serbia cambia completamente passo nel terzo parziale: dopo una lunga fase di equilibrio, dal 16-15 per la Danimarca arriva il sorpasso sul 21-19, preludio al 25-21. Il quarto set è ancora combattutissimo. La Serbia conduce 16-14, la Danimarca torna sotto sul 20-21, ma sono ancora i balcanici a trovare lo spunto decisivo per il 25-23. Al tie-break i danesi recuperano dal 7-10 e mettono la testa avanti 12-11, ma nel finale la Serbia completa la rimonta imponendosi 16-14.

Decisivo Veljko Masulovic con 34 punti, frutto di 29 attacchi, tre ace e due muri, mentre Marko Ivovic ne aggiunge 13. Alla Danimarca non bastano i 29 punti di Mads Kyed Jensen, con 28 attacchi vincenti, e i 14 di Oskar Madsen. La Serbia chiude con il 55% in attacco e nove muri.

Clamorosa eliminazione della Turchia agli Europei. La squadra turca crolla 3-1 contro la Lettonia a Cluj-Napoca e saluta il torneo già al termine della fase a gironi. I lettoni si impongono 26-24, 23-25, 26-24, 25-16, conquistano la terza vittoria e salgono a 9 punti, mettendosi definitivamente al riparo da qualsiasi scenario legato all’ultima sfida tra Francia e Romania. La Turchia chiude invece con appena una vittoria e quattro sconfitte.

Il primo set indirizza subito la serata. La Lettonia conduce 8-7, 16-13 e 21-18, ma la Turchia riesce a riaprire tutto nel finale prima di arrendersi 26-24. Reazione immediata nel secondo parziale: i turchi passano dal 16-14 al 21-19 e questa volta resistono al ritorno avversario, pareggiando i conti sul 25-23. La svolta arriva nel terzo set. La Lettonia resta avanti fino al 16-14, la Turchia recupera e passa sul 20-19, ma ancora una volta ai vantaggi sono i lettoni ad avere maggiore lucidità: 26-24. Il contraccolpo è pesantissimo. Nel quarto la Lettonia scappa 8-4, 16-8 e 21-12, chiudendo senza affanni 25-16 e facendo calare il sipario sull’Europeo turco. Prestazione straordinaria di Kristaps Smits, 23 punti con 21 attacchi vincenti e il 70% offensivo. Renars Pauls Jansons ne aggiunge 19 e Janis Eduards Medenis 14. Alla Turchia non bastano i 30 punti di Kaan Gürbüz, autore di 26 attacchi e quattro ace. La Lettonia fa la differenza soprattutto in attacco: 61% contro 55%.

La Svezia conquista la prima vittoria agli Europei e chiude la propria fase a gironi superando 3-1 la Slovacchia al PalaPanini di Modena. Gli scandinavi, reduci da quattro sconfitte consecutive, si impongono in rimonta con i parziali di 19-25, 25-23, 25-21, 25-19 e salgono a quattro punti, mentre la Slovacchia termina il proprio cammino con cinque ko in altrettante partite.

L’avvio è favorevole agli slovacchi, che nel primo set prendono progressivamente il comando: 16-12 e 21-17, prima del 25-19 che vale lo 0-1. La Svezia fatica soprattutto in ricezione, ma cambia passo nella seconda frazione. La Slovacchia resta avanti fino al 16-12 e conserva un piccolo margine sul 21-19, ma nel finale gli scandinavi ribaltano la situazione e con il 25-23 riportano il match in equilibrio. È la svolta. Nel terzo set la Svezia recupera ancora dopo essere stata sotto 8-7, passa avanti 16-14 e allunga sul 21-18, chiudendo 25-21. Nel quarto gli slovacchi provano nuovamente a partire forte, ma dal 16-15 la formazione svedese prende definitivamente il controllo: 21-16 e 25-19.

La Svezia chiude con 47 attacchi vincenti, otto muri e due ace. Il migliore è Jacob Link con 16 punti, seguito da Jacob Ekman con 15, autore di uno straordinario 12 su 13 in attacco, e Axel Enlund con 14. Alla Slovacchia non bastano i 19 punti di Erik Gulak, i 16 di Jakub Ihnat e i 12 di Martin Rendla. Gli slovacchi producono addirittura otto ace, ma pagano 18 errori al servizio e soprattutto un attacco sceso al 30% nel quarto set, quando la Svezia costruisce l’allungo decisivo.

Partita ininfluente per la qualificazione ma decisamente spettacolare a Cluj-Napoca, dove la Romania rimonta due set alla Francia e si impone 3-2 al termine di una battaglia di 140 minuti: 16-25, 25-27, 25-20, 35-33, 15-12. I transalpini erano già certi del primo posto nella Pool D, mentre i rumeni avevano già in tasca la qualificazione agli ottavi. La Francia sembra poter chiudere rapidamente i conti. Nel primo set scappa 16-10 e 21-12, imponendosi 25-16. Più equilibrata la seconda frazione: i francesi passano avanti 16-14 e 21-19, la Romania trascina il parziale ai vantaggi, ma sono ancora i transalpini a spuntarla 27-25.

Da quel momento cambia la partita. La Romania domina l’avvio del terzo set, vola 8-4 e 16-11 e riapre l’incontro con il 25-20. Il quarto è una maratona: la Francia conduce 16-13, i rumeni sorpassano sul 21-20 e dopo una lunghissima serie di occasioni da una parte e dall’altra conquistano il 35-33 che vale il tie-break. Nel quinto la Francia è avanti 9-7, ma la Romania ribalta ancora la situazione, passa 12-11 e chiude 15-12. Protagonista Cristian-Daniel Chitigoi con 28 punti, 24 attacchi con il 65%, tre muri e un ace. Bela Bartha ne firma 15. Per la Francia, che ha lasciato a riposo diversi protagonisti, Stephen Boyer chiude a 21 punti, Mathis Henno a 20 e Mousse Gueye a 14. I francesi terminano comunque la Pool D al primo posto, davanti a Germania, Lettonia e Romania.

L’Estonia trova il primo successo agli Europei e condanna i Paesi Bassi all’ultimo posto della Pool C. A Tampere gli estoni si impongono 3-1 con i parziali di 27-25, 25-22, 18-25, 25-23, lasciando gli olandesi ancora senza vittorie dopo cinque partite. L’Estonia sale invece a un successo e tre sconfitte, in attesa dell’ultimo impegno contro la Finlandia. Il primo set è subito combattuto. I Paesi Bassi partono meglio e conducono 8-4, 16-14 e 21-19, ma l’Estonia rimonta nel momento decisivo e ai vantaggi piazza il sorpasso per il 27-25. Nel secondo parziale sono ancora gli olandesi avanti 8-7, prima del cambio di ritmo estone: 16-14, 21-19 e 25-22.

La reazione dei Paesi Bassi arriva nel terzo set. La squadra olandese prende il comando sull’8-6, allunga nettamente sul 16-10 e 21-13 e riapre la partita con il 25-18. Il quarto è il più incerto: Paesi Bassi avanti 8-5, Estonia sul 16-14, nuovo sorpasso olandese sul 21-19. Nel finale, però, sono gli estoni a trovare lo spunto vincente e a chiudere 25-23. L’Estonia distribuisce bene il proprio attacco: Renee Teppan firma 14 punti, Märt Tammearu 13, mentre Alex Saaremaa ne aggiunge 9 con sette attacchi su otto. Importante anche Timo Ander Lõhmus con quattro ace. Ai Paesi Bassi non bastano i 19 punti di Silvester Meijs, i 12 di Bennie Tuinstra e Youri Ebbelaar. Gli olandesi salutano così la competizione con cinque sconfitte in cinque gare.

La Macedonia del Nord conquista la prima vittoria agli Europei, superando 3-0 Israele all’Arena 8888 di Sofia. La formazione macedone si impone con i parziali di 25-21, 25-23, 25-22 e chiude la Pool B con un bilancio di una vittoria e quattro sconfitte. Stesso bilancio per Israele, che aveva ottenuto il proprio unico successo battendo 3-2 il Portogallo. Entrambe salutano la competizione.

Nel primo set la Macedonia del Nord prende immediatamente il comando sull’8-4, conserva il vantaggio sul 16-14 e respinge il tentativo di riavvicinamento israeliano, passando dal 21-19 al 25-21. Più combattuta la seconda frazione: Israele conduce 8-7, ma i macedoni ribaltano la situazione sul 16-13 e allungano 21-17. Nel finale Israele recupera terreno, senza però completare la rimonta: 25-23. Equilibrio anche nel terzo set, con la Macedonia del Nord avanti 8-7 e 16-14. Israele rimane in scia sul 18-21, ma la formazione macedone conserva il margine e chiude 25-22. Il protagonista è Nikola Gjorgiev con 20 punti, 19 dei quali in attacco con il 63%. Grande efficacia anche per Stojan Iliev, autore di 14 punti con il 74% offensivo. La Macedonia del Nord termina con il 55% in attacco. A Israele non bastano i 21 punti di Shay Mayo Liberman, con il 62% offensivo, e i 12 di Mark Rura.

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