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Vela, Italia fuori dal podio ai Mondiali di iQFoil. Falcioni e Pilloni out in semifinale, rimpianti per Renna

Erik Nicolaysen

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Falcioni / Martina Orsini FIV

Va in archivio una Medal Series amara per i colori azzurri ai Campionati Mondiali di iQFoil 2026, andati in scena questa settimana nella acque della Manica presso Weymouth e Portland (in Gran Bretagna). Italia che chiude la rassegna iridata del windsurf olimpico senza medaglie, ma con la consapevolezza di avere all’orizzonte un futuro roseo in questa classe sia al femminile che al maschile.

Alla fine il miglior piazzamento assoluto della manifestazione lo ottiene Federico Alan Pilloni, qualificatosi in extremis per la fase finale con il decimo e ultimo posto utile per poi superare il primo turno a eliminazione diretta (2° nel quarto di finale alle spalle dell’israeliano Tom Reuveny) e fermarsi in semifinale (4° su cinque) dopo aver lottato a lungo per l’accesso alla Finale.

Il ventenne cagliaritano, bronzo europeo in carica, si è aggiudicato l’argento mondiale tra gli U23 (battuto solamente dal danese Johan Søe) attestandosi in sesta piazza overall e confermando i grandi progressi di questa stagione. Rimpianti enormi per il campione del mondo 2024 Nicolò Renna, caduto nel corso del quarto di finale mentre stava viaggiando verso la qualificazione in semifinale e costretto ad accontentarsi del nono posto assoluto. Trionfa il neerlandese Luuc Van Opzeeland, al secondo titolo iridato della carriera, battendo in Finale lo statunitense Noah Lyons ed il danese Johan Søe.

Nella prova femminile si interrompe in semifinale la splendida settimana di Medea Falcioni, quindicenne anconetana plurititolata a livello giovanile ma ormai già pronta a competere con le big dell’iQFoil internazionale. La rising star azzurra classe 2010, terza al termine dell’Opening Series, ha visto sfumare il sogno dell’ingresso in Finale arrivando quinta nella regata di semifinale e venendo classificata al settimo posto assoluto (quarta U23). Doppietta israeliana con Tamar Steinberg davanti a Sharon Kantor e all’australiana Stella Bilger.

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