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Shelton: “La regola della posizione di attesa sulla prima di servizio è stupida”

Andrea Addezio

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Ben Shelton / LaPresse

Il notevole numero di rimbalzi che Alexander Zverev imprime alla pallina prima di scagliare la sua palla di servizio è stato oggetto di discussione nel post partita della finale degli US Open. Ben Shelton ha preso una posizione molto netta a tale riguardo e ha auspicato che la regola che impone a un giocatore di rimanere in posizione di attesa per trenta secondi prima dell’inizio del gioco possa cambiare.

Sul tempo richiesto ai giocatori per tenere la posizione in risposta: “Non credo che esista un atleta al mondo che rimanga in posizione di attesa per 30 secondi prima che inizi l’azione. Vale lo stesso anche per me. Non starò lì fermo ad attendere con le ginocchia piegate e il corpo in tensione. Lascerò che il mio avversario faccia quello che deve fare quando sta servendo, ma non starò fermo, concentrato e in posizione di attesa per tutto quel tempo”.

Il dialogo con l’arbitro della finale:Mi ha detto che dovevo andare prima sulla linea, e io le ho risposto: ‘Può iniziare la sua routine quando vuole. Ti assicuro che non ci sarà mai un momento in cui lui servirà e io non sarò pronto’ . Ma non dovrei essere costretto a stare sulla linea. Se lui fa rimbalzare la palla 20 o 25 volte, non dovrei essere obbligato a stare lì ad aspettare. Io sarò sempre pronto quando sarà pronto a servire”.

Sulle possibili variazioni regolamentari da apportare: “Penso che sia una regola stupida, il fatto che tu debba stare lì ad aspettare quando affronti un giocatore che ha una routine del genere. Finché sei pronto quando lui inizia a far rimbalzare la palla, è questo ciò che dovrebbe contare. Bisogna cambiare la regola? Assolutamente sì. Penso che, sulla prima di servizio, si dovrebbe poter fare quello che si vuole. Possono essere utilizzati tutti i 25 secondi ogni volta. Sulla seconda, invece, dovrebbe esserci una regola diversa, non so esattamente come si potrebbe formulare, in grado di limitare il tempo a disposizione. Non si dovrebbe avere un tempo illimitato. Per il nostro sport e gli spettatori è difficile aspettare così a lungo”. 

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