Tennis
McEnroe: “Nel nostro paese il tennis è costoso. In Europa è molto più accessibile”
Ben Shelton ci è andato molto vicino, ma il tennis americano dovrà aspettare ancora un po’ per tornare a vincere un torneo dello Slam e interrompere un digiuno di oltre vent’anni. Alexander Zverev è diventato il nuovo campione degli US Open, il che significa che Andy Roddick sarà, almeno per un altro Grande Slam, l’ultimo giocatore a stelle e strisce ad aver vinto un Major.
John McEnroe, nel corso di un’intervista concessa a Eurosport, ha spiegato la ragione principale delle difficoltà del tennis statunitense soprattutto in campo maschile: “Ho l’impressione che il tennis sia più accessibile in altri paesi, soprattutto in Europa”.
Sul problema dell’accessibilità al tennis e dei costi elevati: “Nel nostro Paese, a dire il vero, l’accessibilità è un grosso problema. I migliori atleti giocano a football americano, basket e, in alcuni casi, a calcio. Ci sono problemi di costi, e il tennis è costoso”.
Un problema che non si riscontra nel tennis femminile, grazie alla figura di Serena Williams: “Nel tennis femminile si vedono più opportunità grazie alla parità di premi in denaro e al fatto che atlete di alto livello, come Serena Williams, finiscono per giocare a tennis”.
Sull’impegno personale per promuovere il tennis negli Stati Uniti: “Cerco di offrire più opportunità ai ragazzi del mio club e a coloro che altrimenti non potrebbero permetterselo, ma non è facile. C’è una grande tradizione in Europa. Il tennis ha una grande tradizione negli Stati Uniti, ma è passato molto tempo dall’ultima volta che abbiamo avuto un vincitore maschile agli US Open”.
La valutazione della prova di Ben Shelton, che, pur non riuscendo a conquistare il titolo, ha disputato una partita epica contro Carlos Alcaraz. Secondo McEnroe, Shelton “ha giocato la partita della sua vita per battere Alcaraz”.
Il rammarico per una grande sfida finita nel cuore della notte: “Non è stato un bene per il nostro gioco che la partita migliore del torneo sia finita alle 3:30 del mattino. Ho parlato con Ben e non è andato a letto prima delle 7:30, il che non è l’ideale”.