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Lo US Open è di Zverev: batte Shelton in 4 set e sorpassa Sinner al n.1 della Race

Andrea Ziglio

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Alexander Zverev / LaPresse

Il 2026 è l’anno di Alexander Zverev. Dopo il primo titolo Slam al Roland Garros, arriva anche il secondo per il tedesco agli US Open, sei anni dopo proprio quella prima finale a New York persa in maniera clamorosa contro Thiem. Zverev ha spento il sogno del pubblico americano di veder tornare campione un proprio beniamino, battendo in quattro set Ben Shelton con il punteggio di 6-3 7-6 5-7 6-2 dopo tre ore e trentatré minuti di gioco.

Una stagione veramente formidabile quella del tedesco, che ha conquistato la venticinquesima vittoria Slam di quest’anno. Oltre ai due titoli ci aggiunge anche la finale a Wimbledon persa contro Jannik Sinner. Proprio nei confronti dell’italiano, però, è arrivato il sorpasso nella Race da parte di Zverev. Infatti i due erano a pari punti, ma con questa vittoria Zverev si porta a 8650 in attesa del ritorno in campo di Sinner (7950) che dovrebbe avvenire nella trasferta asiatica delle prossime settimane.

C’è anche, però, da fare i complimenti a chi ha raggiunto la finale, la prima della carriera a livello Slam per Ben Shelton. L’americano ha mostrato una crescita importante a livello tecnico e anche nella gestione della partita. Oggi si è trovato un avversario decisamente superiore, ma resta comunque uno straordinario torneo, nel quale ha saputo battere Carlos Alcaraz nei quarti in una delle partite più belle del torneo.

Inizio di partita con un po’ di tensione per Shelton ed infatti arriva il break in apertura per Zverev, che sfrutta anche un doppio fallo sulla palla break dell’americano. Il tedesco non concede davvero nulla nei propri turni di servizio, vincendo addirittura il 94% dei punti quando serve la prima (15/16). Nel nono game Zverev si porta sul 30-40 e si procura un set point ed ancora una volta arriva un doppio fallo di Shelton, con il tedesco che chiude il set sul 6-3.

Anche nel secondo set Zverev continua a non lasciare la minima occasione all’avversario nei propri turni di servizio. Dall’altra parte, invece Shelton deve affrontare una palla break nel quarto game, ma il rovescio di Zverev finisce in rete. Si prosegue poi seguendo l’andamento dei turni di servizio e si arriva al tie-break. Zverev parte fortissimo e va sul 3-0 con due mini-break di vantaggio e alla fine chiude sul 7-2, portandosi avanti di due set nel match.

Shelton resta comunque aggrappato alla partita e nel terzo set si va avanti con i turni di servizio. Sembra un altro set pronto a finire al tie-break, visto che entrambi non hanno occasioni. Improvvisamente, però, nel dodicesimo game Shelton trova alcune belle risposte e arriva clamorosamente sullo 0-40. Al secondo set point Zverev sbaglia la volée e l’americano chiude sul 7-5 nell’esplosione dell’Arthur Ashe che sogna la rimonta.

L’entusiasmo dell’americano, però, si placa subito in avvio di quarto set, perché Zverev si procura due palle break e sulla seconda è bravo a gestire lo scambio e a portare Shelton all’errore con il rovescio. Nel settimo game Shelton combina due disastri prima con un inspiegabile dritto al volo e poi con una palla corta che quasi non arriva a rete. Sulla prima palla break Zverev è un muro a rete e si prende un altro break, scappando sul 5-2. Il tedesco non trema e chiude sul 6-2, con anche un simpatico siparietto finale, visto che non si era accorto di aver chiuso la partita. Uno sguardo al tabellone e al suo angolo e solo a quel punto Zverev ha alzato le braccia al cielo.

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