Basket
Laura Macchi: “L’Italia non può essere solo cuore ed anima. Serve un’identità offensiva per non dipendere dalle stelle”
Laura “Chicca” Macchi è stata l’ospite dell’ultima puntata di Basket Base, in onda sul canale Youtube di OA Sport. L’ex alla della nazionale italiana di basket femminile e delle Los Angeles Sparks ha analizzato quanto avvenuto negli ultimi Mondiali di basket femminile, toccando diversi argomenti importanti.
Si è partiti, ovviamente, con un commento generale sul Mondiale appena concluso che ha visto il successo degli Stati Uniti: “Penso sia stato un Mondiale emozionante. Lo aspettavamo da 30 anni. Non l’ho vissuto più da atleta, ma da esterna ed è ancor più frustrante. Dal punto di vista generale è stato seguito tantissimo, sia nei palazzi che in tv. Anche a livello di merchandising è stato eccellente, con la maglia dell’Italia che è stata tra le più vendute”.
L’atto conclusivo ha visto la Francia spaventare gli USA che, alla lunga, hanno cambiato marcia e hanno vinto con il punteggio di 97-79: “A Sky facevamo un po’ di pronostici e davamo la finale USA-Francia come probabile. Una squadra che si è presentata per vendicare la finale olimpica. Erano arrabbiate e hanno giocato in maniera clamorosa. Non dipendevano da due giocatrici, ma sapevano trovare ogni volta altre protagoniste. Le statunitensi hanno pagato un po’ il cambio generazionale, si sono trovate solo 3 giorni prima del via della manifestazione, per cui non hanno fatto cose sensazionali. La Francia ha giocato due quarti straordinari, poi però è finita la benzina e gli USA hanno vinto in scioltezza”.
Passiamo quindi ad un commento generale sulle azzurre che hanno sfiorato la grande impresa proprio contro le statunitensi, con un ultimo lay-up che poteva addirittura portarci all’overtime: “Mi sono resa conto che su quel tiro ci eravamo alzati in piedi perchè non pensavamo che potesse riuscirci. Il tiro sembrava potesse anche entrare, l’abbiamo vissuto con le mani nei capelli. Davvero una beffa. Un epilogo che non ci voleva. Il nostro Mondiale? Bello, ma sofferto. Abbiamo fatto fatica sin dal primo match contro la Cechia. Abbiamo dovuto scavare per trovare le giocate di talento. Contro gli USA è stata una bellissima emozione in un match sporco e intenso. Con loro puoi solo vincere così, non certo di fioretto. Alla fine però oltre il danno c’è stata la beffa. Non hai vinto e hai finito le energie in vista del match contro la Cina nel quale non siamo mai entrate in campo. Capobianco in primis era spento, una cosa non da lui. Si era reso conto di quello che ci eravamo bruciate con le statunitensi”.
Tutto si è concluso nel match da dentro o fuori contro l’Australia. “Abbiamo pagato un prezzo altissimo che si è trasferito anche alla sfida contro l’Australia, quantomeno nei primi 2 quarti con poca attenzione e energia. Lo scatto d’orgoglio che hanno avuto nel secondo tempo è un qualcosa di mentale che è venuta all’improvviso. Bisogna anche dire che l’Australia nei primi due quarti era da finale. Nel complesso una partita strana. Quando noi abbiamo iniziato a girare bene loro si sono arenate sul +26 e non sono state in grado di reagire”.
In cosa può crescere il gruppo azzurro? “Bisogna approcciare le partite in maniera diversa, perché poi non puoi permetterti di essere solo una squadra di cuore e di anima. Ci vuole anche altro a livello tattico e di squadra, non solo le individualità. Certo, noi abbiamo ottime protagoniste, ma ci vuole un complesso”.
Passiamo alla nostra stella, Cecilia Zandalasini: “Sicuramente un Mondiale con tantissime aspettative. Lei ormai lo sa e capisce come gestire questa pressione. Penso sia diventata una giocatrice che sa quando prendersi la partita e quando aspettare. Il “fattaccio” con gli USA l’ha un po’ destabilizzata inconsciamente, tutto il carosello mediatico che c’è stato dietro. Il suo futuro è là e se le ha riservato quello per il presunto flop penso sia davvero terribile”.
Come si è sviluppato il gruppo azzurro? “Sapevamo che sarebbe stato fondamentale l’inserimento di Villa in un gruppo così. Io una così la vorrei sempre nella mia squadra. Alla prima partita subito la vediamo in campo 31 minuti per cui si è capito che gli equilibri stavano cambiando. Forse l’ha un po’ accusato Verona e ha faticato. Ad ogni modo ci vorrà tempo, perchè penso che possano coesistere perfettamente”.
Il primo aspetto da migliorare per il futuro, in vista di Los Angeles 2028: “La cosa più importante sarà trovare una identità offensiva a prescindere dalle nostre stelle. Se tiri con il 18% da 3 punti si fa tutto più difficile”.
La finale per il terzo e quarto posto ha visto il successo della Spagna per 81-58 sulla Germania e una grande e giovanissima protagonista: “Martin fa tutto con una naturalezza incredibile. 46% da 3 punti, inserita già nel team delle migliori. Ha soli 20 anni e potrà crescere ancora tantissimo. La nazionale iberica ha altre giocatrici importanti e sono convinta che nei prossimi anni saranno protagoniste”.
Ultima battuta sul campionato italiano. Tutti aspettiamo la finale Schio/Venezia con le due realtà italiane che, però, proveranno a crescere in diversi aspetti: “L’obiettivo sarà migliorare in EuroLega. Le rivali saranno meno forti perché molte andranno in WNBA. Ma, come dico sempre, le nostre squadre dovranno migliorare per meriti loro e non perché le altre calano. Occorrerà un percorso importante, un passo alla volta lungo il corso della stagione. Schio e Venezia devono spingere ancora di più sulle italiane per renderle ancor più solide a livello mentale”.
CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA COMPLETA DI BASKET BASE