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Ginnastica artistica, l’Italia firma il poker di podi in World Challenge Cup: Targhetta, Macchini e Brugnami in spolvero

Stefano Villa

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Gabriele Targhetta / Simone Ferraro/FGI

A Parigi è andata in scena l’ultima tappa della World Challenge Cup, il secondo circuito internazionale itinerante di ginnastica artistica. L’evento disputato nella capitale francese ha storicamente un notevole prestigioso e una valenza tecnica impattante, visto che lancia la volata verso l’appuntamento più importante della stagione: mancano soltanto tre settimane ai Mondiali, previsti a Rotterdam dal 17 al 25 ottobre. L’Italia ha conquistato quattro podi a livello maschile. Gabriele Targhetta e Carlo Macchini si erano qualificati alle finali con il miglior punteggio di ammissione sui rispettivi attrezzi, ma nell’atto conclusivo non sono riusciti a piazzare la zampata necessaria per meritarsi il gradino più alto del podio.

Il 20enne lombardo, fresco Campione d’Europa al cavallo con maniglie, ha chiuso al secondo posto con il punteggio di 15.000 (5.9 il D Score, 9.1 di esecuzione), venendo battuto dall’armeno Hamlet Manukyan (15.200, 9.3 di esecuzione e 5.9 come nota di partenza), che era stato argento nella recente rassegna continentale alle spalle del nostro portacolori. L’allievo di Gianmatteo Centazzo ha confermato di essere ai vertici internazionali e, nonostante un’esecuzione leggermente inferiore alla perfezione sciorinata a Zagabria a metà agosto, ha lanciato un chiaro segnale in vista dei Mondiali, dove sarà tra i grandi favoriti della vigilia.

Il 30enne marchigiano ha meritato il secondo posto alla sbarra con il punteggio di 14.500 (6.1 il D Score e 8.400 di esecuzione): dopo aver sciorinato un pirotecnico 14.800 nel turno preliminare, l’azzurro ha commesso qualche piccola incertezza e si è dovuto accontentare della piazza d’onore per appena 33 millesimi, accodandosi al francese Cooper Kim (14.533). Basterà per meritarsi la convocazione per la rassegna iridata? Al momento il ribattezzato Bistecca è fuori dalla lista dei preselezionati diffusa dal DT Giuseppe Cocciaro, ma potrebbero esserci dei cambiamenti.

Due eccellenti terzi posti per Tommaso Brugnami: il 20enne marchigiano, quarto al volteggio agli ultimi Mondiali, sta ben recuperando dopo una prima parte di stagione complicata e ha chiuso alla tavola con la media di 13.966 (14.266 sul primo salto e 13.666 sulla seconda prova), alle spalle dell’ucraino Nazar Chepurnyi (14.400) e del bielorusso Yahor Sharamkou (14.199). Il ribattezzato Piumino è sulla strada giusta del pieno recupero e ha dimostrato di avere i mezzi necessari per rimanere ai vertici dell’universo ginnico, al corpo libero ha eseguito un valido esercizio da 13.800, terminando alle spalle del fuoriclasse israeliano Artem Dolgopyat (14.500) e dello sloveno Anze Hribar.

Agli anelli ha vinto il russo Ilia Zaika (14.566), alle parallele pari si è imposto il turco Ferhat Arican (14.633), alle parallele asimmetriche ha gioito la francese Elena Colas (14.300), alla trave ha dettato legge la belga Naomi Descamps (13.066), la francese Maiana Prat ha brillato al corpo libero (13.766), la belga Lisa Vaelen è stata la migliore al volteggio (13.666).

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