Artistica
Gabriele Targhetta torna da Campione d’Europa e incanta in World Challenge Cup. Macchini show, Brugnami in finale
Gabriele Targhetta ha fatto il proprio ritorno in pedana dopo essersi laureato Campione d’Europa al cavallo con maniglie e ha prontamente illuminato la scena in occasione delle qualificazioni dell’ultima tappa della World Challenge Cup, il secondo circuito internazionale itinerante per importanza. Il 20enne brianzolo ha portato in gara un esercizio di notevole respiro tecnico (5.9 la nota di partenza), lo ha ben eseguito (9.133) e si è portato al comando della classifica con il punteggio complessivo di 15.033.
L’allievo di Gianmatteo Centazzo ha preceduto di 33 millesimi il grande rivale armeno Hamlet Manukyan (15.000), con cui aveva battagliato durante la rassegna continentale di metà agosto in quel di Zagabria. Il duello si rianimerà domani pomeriggio a Parigi, quando andrà in scena la finale che metterà in palio la vittoria in questo fondamentale appuntamento di avvicinamento ai Mondiali 2026 di ginnastica artistica, lontani ormai soltanto tre settimane. Sono molto distanti gli altri ammessi all’atto conclusivo: lo spagnolo Ignacio Yockers (14.333), lo statunitense Brandon Dang (14.333), il francese Benjamin Osberger (14.300), lo sloveno Gregor Rakovic (14.166), il croato Mateo Zugec (14.000) e il padrone di casa Melwin Touchais (14.000).
Carlo Macchini ha confezionato uno degli esercizi più belli degli ultimi anni alla sbarra: nota di partenza di 6.1, 8.7 di esecuzione e punteggio superlativo di 14.800, meritevole del primo posto! Il marchigiano ha tirato fuori il massimo del proprio potenziale e ha fatto capire di poter puntare in alto: se riuscisse a mantenere questa continuità sarebbe davvero uno dei big mondiali. L’azzurro partirà con tutti i favori del pronostico in finale, oggi ha tramortito la concorrenza dell’israeliano Noam Berkovich (13.700), dei francesi Kevin Carvalho (13.666) e Lorenzo Aymes (13.466).
Tommaso Brugnami sta risalendo in quota, dopo una prima parte di stagione complicata e dopo essere salito sul podio ai Giochi del Mediterraneo. Il 20enne marchigiano, quarto al volteggio agli ultimi Mondiali, ha staccato il pass per la finale alla tavola con il quinto accredito: 14.400 (5.2) sul primo salto e 13.433 con la seconda prova (un decimo di penalità per uscita dalle linee di riferimento), per la media di 13.916. L’azzurro insegue l’ucraino Nazar Chepurnyi (14.466), il bielorusso Yahor Sharamkou (14.150), il francese Alan Moullec (13.983) e il marocchino Hamza Hossaini (13.933).
Il ribattezzato Piumino si è distinto anche al corpo libero: esercizio da 13.500 (5.5 la nota di partenza, 8.2 per l’esecuzione, un decimo di bonus e 0.3 di penalità), utile per piazzarsi in terza posizione alle spalle del fuoriclasse israeliano Artem Dolgopyat (14.066) e dell’emergente sloveno Anze Hribar (14.000). Brugnami sarà dunque in finale anche al quadrato, dove si giocherà un piazzamento sul podio con una vasta concorrenza: sono molto vicini il norvegese Theodor Gadderud (13.366), il russo Timofei Akinshin (13.333), gli statunitensi Crew Bold (13.300) e Cooper Kim (13.300), il norvegese Sebastian Sponevik (13.233).
Carlo Macchini
Agli anelli il migliore è stato il russo Ilia Zaika (14.500), a precedere l’armeno Artur Avetisyan (14.233) e il turco Mehmet Kosak (14.233), mentre il turco Ferhat Arican è stato il migliore alle parallele pari (14.233). Non ci sono italiane in gara sul fronte femminile: al volteggio si è distinta la statunitense Isabel Stassi (13.475), alle parallele asimmetriche svetta la francese Elena Colas (14.400), al corpo libero guida la francese Maiana Prat (13.700).