Pallavolo

Europei volley 2026, il girone dell’Italia ai raggi X. Dalla Svezia alla Slovenia quanti tranelli per gli azzurri

Enrico Spada

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Giovanni Sanguinetti / Fivb

L’Italia riparte da casa, con uno scenario destinato a rendere ancora più particolare l’esordio agli Europei. Giovedì 10 settembre alle 21.05, nella cornice di Piazza del Plebiscito a Napoli, gli azzurri affronteranno la Svezia nella prima partita della Pool F, che proseguirà poi interamente al PalaPanini di Modena. Un girone nel quale la Nazionale di Ferdinando De Giorgi parte con l’obiettivo dichiarato del primo posto, ma che presenta almeno due avversarie capaci di alzare sensibilmente il livello: Slovenia e Repubblica Ceca. Grecia, Svezia e Slovacchia appaiono invece un gradino più indietro e dovrebbero giocarsi soprattutto le altre posizioni utili per accedere alla fase a eliminazione diretta.

L’Italia arriva all’appuntamento con il peso e le responsabilità dei campioni del mondo in carica, ma anche con qualcosa da riscattare dopo una Nations League conclusa prima del previsto. Gli azzurri avevano terminato la fase preliminare al quarto posto con otto vittorie e 26 punti, ma nei quarti di finale erano stati nettamente battuti 3-0 dagli Stati Uniti. Un risultato che non modifica le gerarchie internazionali della squadra di De Giorgi, ma rende l’Europeo il primo grande banco di prova dopo il trionfo mondiale del 2025. Tre anni fa l’Italia arrivò fino alla finale continentale, perdendo contro la Polonia, mentre nel 2021 aveva conquistato il titolo superando proprio la Slovenia.

Ed è ancora la Slovenia la principale rivale degli azzurri nella Pool F. La squadra guidata da Fabio Soli ha disputato una Nations League di altissimo livello: terza nella fase preliminare con dieci vittorie e 26 punti, ha eliminato nettamente la Turchia 3-0 nei quarti, prima di arrendersi alla Polonia in semifinale. Nella finale per il terzo posto ha poi battuto il Giappone 3-1, chiudendo quindi la competizione sul podio. Numeri che rendono gli sloveni qualcosa di molto più consistente di una semplice outsider e trasformano Italia-Slovenia del 17 settembre nell’appuntamento teoricamente decisivo per il primo posto.

La Slovenia ha cambiato diversi interpreti rispetto alla squadra che per anni ha frequentato stabilmente le zone alte delle grandi manifestazioni, ma conserva esperienza e qualità. Uroš Planinšič e Nejc Najdič sono gli alzatori, mentre Nik Mujanović rappresenta il riferimento nel ruolo di opposto. In posto 4 Fabio Soli può contare su Tine Urnaut e Rok Možič, affiancati da Luka Marovt, Rok Bračko e Klemen Šen. Al centro restano giocatori di grande esperienza internazionale come Alen Pajenk, Jan Kozamernik e Sašo Štalekar, insieme a Janž e Jošt Kržič. È una squadra alta, fisica e abituata a giocare partite di questo livello, capace soprattutto a muro e in fase break di creare problemi a chiunque.

Se la Slovenia rappresenta la minaccia più evidente, la Repubblica Ceca è probabilmente l’avversaria più pericolosa da sottovalutare. Il settimo posto nella European League 2026 non fotografa pienamente il valore di una Nazionale che soltanto un anno fa aveva chiuso addirittura quarta ai Campionati Mondiali, alle spalle di Italia, Bulgaria e Polonia. Un risultato enorme, che dimostra come i cechi siano ormai capaci di competere anche nelle partite a eliminazione diretta contro formazioni teoricamente superiori.

Nel gruppo ceco ci sono inoltre diversi giocatori interessanti. La regia è affidata a Lubos Bartunek e Ondrej Roman, mentre Marek Sotola e Patrik Indra garantiscono peso in posto 2. Tra gli schiacciatori spiccano Lukas Vasina, Matej Pastrnak, Jiri Benda e Jan Svoboda, con Lukas Trojanowicz, Stepan Svoboda, Antonin Klimes e Jakub Klajmon al centro. Jan Pavlicek e Milan Monik completano il reparto dei liberi. Per l’Italia sarà particolarmente importante non arrivare scarica alla sfida del 15 settembre, perché il confronto con la Cechia precederà di appena due giorni quello con la Slovenia e potrebbe avere già un peso notevole nella classifica.

Più difficile attribuire alla Grecia lo stesso ruolo, ma la squadra ellenica arriva all’Europeo dopo un discreto quinto posto in European League e possiede individualità in grado di rendere scomoda una partita se lasciate entrare in ritmo. Dimitris Mouhlias e Angelos Markou sono le principali alternative in diagonale, mentre tra gli schiacciatori figurano Thanasis Protopsaltis, Alexandros Raptis, Spyros Chandrinos e Charalambos Andreopoulos. A costruire il gioco saranno Markos Galiotos, Stavros Kasambalis e Mateo Hasbala. L’Italia la affronterà sabato 12 settembre, nella prima partita al PalaPanini: sulla carta gli azzurri saranno nettamente favoriti, ma proprio il calendario rende importante partire subito con continuità.

La Svezia sarà invece la prima avversaria dell’Europeo. Nona nell’ultima European League, torna a confrontarsi con il massimo livello continentale portandosi dietro una tradizione particolare proprio contro l’Italia: nel 1989 svedesi e azzurri disputarono la finale europea, vinta dall’Italia, con la Svezia che conquistò l’argento. Oggi le gerarchie sono completamente differenti e la squadra scandinava parte lontana dai favori del pronostico, ma l’esordio all’aperto di Napoli presenta inevitabilmente condizioni diverse rispetto alla normalità di una partita indoor e richiederà agli azzurri attenzione immediata.

Tra le squadre apparentemente più indietro c’è anche la Slovacchia, soltanto quattordicesima nella European League. La rosa presenta però diversi giocatori impegnati nei campionati stranieri e anche qualche elemento che conosce bene la pallavolo italiana: lo schiacciatore Július Firkaľ giocherà a Brescia, mentre l’universale Patrik Lamanec è legato a Vibo Valentia. In regia ci sono Filip Palgut e Peter Barták, con un gruppo che non sembra avere la stessa profondità delle prime tre forze della Pool ma che può diventare fastidioso se affrontato con poca aggressività. Italia-Slovacchia è in programma domenica 13 settembre alle 21.05.

Il calendario sembra costruito quasi come un progressivo aumento del livello di difficoltà per gli azzurri. Dopo Svezia a Napoli, arriveranno Grecia e Slovacchia a Modena, quindi un giorno di riposo prima delle due partite potenzialmente più delicate: Repubblica Ceca il 15 settembre e Slovenia il 17. De Giorgi avrà dunque la possibilità di utilizzare la prima parte del girone anche per trovare ritmo, distribuire energie e verificare la condizione dei propri uomini, senza però permettersi di perdere punti che potrebbero complicare la corsa al primo posto.

La classifica conta infatti non soltanto per la qualificazione agli ottavi, che per l’Italia rappresenta l’obiettivo minimo, ma soprattutto per costruire il percorso migliore possibile nel tabellone della fase a eliminazione diretta. Per una squadra che punta apertamente alla medaglia e al titolo, arrivare prima può significare evitare incroci prematuri con alcune delle altre grandi favorite.

Sulla carta la gerarchia appare abbastanza definita: Italia e Slovenia davanti, Repubblica Ceca immediatamente alle loro spalle, quindi Grecia e Svezia con qualcosa in più rispetto alla Slovacchia nella corsa agli ottavi. Ma i risultati dell’ultima stagione invitano a non considerare scontato praticamente nulla. La Slovenia ha preceduto l’Italia nella fase preliminare della VNL e ha poi conquistato il bronzo, mentre la Cechia è reduce dal quarto posto mondiale del 2025: due dati sufficienti per capire che il girone azzurro non può essere ridotto a una semplice formalità.

Per l’Italia il vero obiettivo sarà dunque costruire progressivamente il proprio Europeo. La notte di Napoli servirà per rompere il ghiaccio in uno scenario straordinario, le prime giornate di Modena per acquisire continuità, gli ultimi due incontri per misurare concretamente le ambizioni della squadra. Il 17 settembre contro la Slovenia potrebbe arrivare il primo autentico scontro diretto del torneo. E, per i campioni del mondo, sarà probabilmente quello il momento in cui inizierà a delinearsi il vero volto dell’Europeo.

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