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Costanza Verona: “Migliorare dai nostri errori per non rifarli in futuro. Ho dato tutto quello che avevo”

Federico Rossini

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Costanza Verona / Ciamillo

Costanza Verona, quasi un ruolo eroico. La play siciliana, con 23 punti e con una prestazione indimenticabile nella seconda metà di gara, è stata molto vicina a dare un contributo decisivo a ribaltare l’intera Italia-Australia. Molto vicina a dare all’Italia i quarti di finale contro la Spagna. Invece è andata male, all’ultimo.

Queste le parole di Verona in conferenza stampa: “Questa è stata una partita tosta e lo sapevamo. Sapevamo il valore dell’Australia. Penso che questa partita abbia avuto due fasi: nel primo tempo non abbiamo giocato nel modo in cui sappiamo e nel secondo abbiamo aumentato l’aggressività, abbiamo iniziato a credere l’una nell’altra giocando più insieme. In difesa abbiamo cercato di fermare i loro attacchi e ha funzionato, ma sfortunatamente l’abbiamo fatto solo nel secondo tempo. Dobbiamo cercare di migliorare dai nostri errori per non rifarli in futuro“.

E sulle compagne Blasigh e Zandalasini: “Vittoria è stata grandissima. Ieri ad allenamento ha fatto gara di tiro con Ceci ed è una tiratrice super. È super giovane ma ha una mano bellissima. Cercavamo di darle fiducia, ogni volta che entrava in campo le dicevamo, ‘Tira’ perché ha un rilascio unico secondo me nel campionato italiano e in generale nella Nazionale. È stata super brava, è giovane ma ha dimostrato molta faccia tosta, quindi siamo molto felici e orgogliosi che fosse con noi nella squadra. Non ha mai fatto un passo indietro, quindi devo dire che è stata veramente brava. Sono molto orgogliosa di lei“.

E ai nostri microfoni, in riferimento al fatto che nell’ultimo quarto fosse ormai virtualmente in grado di azzeccare qualsiasi scelta possibile e immaginabile: “Stavamo cercando di chiudere il divario, di vincere la partita. Sono una persona molto testarda e non volevo andare a casa, quindi stavo cercando di dare il massimo, qualunque cosa avessi dentro. Ho cercato di dare tutto sul camp per tentare di aiutare la squadra. Ho cercato di parlare alle mie compagne, ho cercato di motivarle e di dare loro energia, perché davvero non volevo finire qui. Non è stato sufficiente, chiaro, ma so di aver dato ogni cosa che avevo“.

 

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