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Ben Shelton sfida Alcaraz agli US Open: “Servizio e risposta, ora sono un altro giocatore”

Giandomenico Tiseo

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Ben Shelton / LaPresse

Ben Shelton si presenta ai quarti di finale degli US Open con una fiducia crescente. Il tennista americano ha superato Stefanos Tsitsipas in tre set sulla Arthur Ashe, ottenendo così il primo successo del torneo senza concedere alcun parziale. Un risultato importante per il classe 2002, atteso ora dal confronto con Carlos Alcaraz.

Il prossimo ostacolo è infatti il numero 2 del tabellone, contro il quale Shelton è ancora alla ricerca della prima vittoria: nei tre precedenti disputati finora, lo spagnolo ha sempre avuto la meglio. L’appuntamento di New York rappresenterà però una nuova occasione per l’americano, che considera profondamente diverso il proprio tennis rispetto all’ultima sfida giocata contro Alcaraz.

Il primo pensiero di Shelton riguarda proprio il rendimento dello spagnolo. L’americano ha seguito il percorso di Alcaraz nel torneo e ha avuto anche l’opportunità di allenarsi con lui prima dell’inizio degli US Open. Il livello mostrato dal suo prossimo avversario lo ha colpito particolarmente.

Ci vorrà un tennis davvero speciale. Credo che il livello a cui sta giocando Carlos sia davvero impressionante. Essere rimasto fuori dalle competizioni per cinque mesi e tornare a fare quello che sta facendo in questo torneo finora è sovrumano. Ci siamo allenati insieme prima del torneo e ho seguito le sue partite. Penso che stia giocando a un livello molto alto. A me sembra il solito Carlitos di sempre, ed è impressionante dopo essere stato fermo per cinque mesi“, ha dichiarato

Parole che testimoniano il rispetto di Shelton nei confronti di Alcaraz, ma che non nascondono la voglia dell’americano di misurarsi con uno dei giocatori più attesi del torneo. Per Shelton, infatti, il quarto di finale arriva nel momento e nel luogo desiderati. “Penso che sarà una grande partita e non vedo l’ora di affrontarla. Non l’ho mai incontrato qui a New York e, ovviamente, mi trovo nella posizione in cui volevo essere“.

Il ricordo dell’ultimo confronto può essere utile come termine di paragone, ma Shelton ritiene di avere oggi armi differenti a disposizione. Il riferimento è soprattutto al rendimento nei colpi che possono condizionare maggiormente una partita contro un giocatore come Alcaraz. “Ho giocato una buona partita contro di lui a Parigi l’anno scorso, ma ora sto servendo meglio e rispondendo molto meglio“.

L’americano ha evidenziato anche una crescita nella gestione degli scambi e nella qualità generale del proprio tennis, oltre a un miglioramento sul piano atletico. “Credo anche di aver migliorato anche la mia capacità di sostenere gli scambi da fondo campo, la qualità generale del mio tennis e la mia mobilità“.

Tutti elementi che, secondo Shelton, potrebbero rendere il prossimo incontro molto diverso rispetto al precedente. “Sarà sicuramente una partita diversa. Probabilmente questi sono gli aspetti del mio gioco che sono cambiati di più da allora“.

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