Tennis
Ben Shelton: “La crescita è un processo continuo, devo semplicemente migliorare”
Ben Shelton ha perso la finale degli US Open 2026 di tennis contro il tedesco Alexander Zverev: in conferenza stampa lo statunitense ha analizzato gli aspetti in cui il teutonico è stato superiore nell’ultimo atto, ammettendo poi di dover crescere ancora molto.
Le qualità del teutonico che hanno fatto la differenza: “Zverev ha il miglior servizio del tennis. Oggi gli ho strappato il servizio per la prima volta in 66 game. Se a questo aggiungi quanto sia forte come giocatore al di là del servizio, quanto sia completo, quanto sia migliorato a rete, il fatto che sia un atleta eccezionale negli spostamenti per uno alto 2 metri, che abbia grande apertura alare e quindi risponda molto bene, che sia solido da fondo campo e anche uno dei più allenati del Tour, capisci che è un avversario durissimo da affrontare. Nel terzo set ho iniziato a capire alcune cose. Ero arrabbiato ed ero piuttosto stanco alla fine della partita. Ma credo che in campo ti proponga molte difficoltà diverse“.
Gli aspetti in cui invece lo statunitense è stato carente: “Sicuramente da fondo campo non ho eseguito come avrei voluto. Con il passare della partita non mi sarei potuto chiedere di più dal lato del rovescio, ma oggi non ho colpito bene il dritto. Non sono stato preciso quando attaccavo con quel colpo. Ho commesso troppi errori quando avevo la palla sulle corde. O mettevo in gioco un’ottima risposta e avevo una palla comoda, oppure giocavo bene da fondo e mi ritrovavo un dritto comodo. Oggi non sono stato eccezionale nell’attaccare con il dritto. Non sono stato bravo nelle transizioni. Ho commesso troppi errori, e penso che questo sia l’aspetto principale per me. Voglio essere più letale con il dritto. Non è facile affrontare uno come lui, perché le occasioni sono pochissime. Devi lavorare duramente per ogni punto che vinci, senza dubbio. Ma questo è l’aspetto che oggi mi è mancato“.
La fatica dei turni precedenti si è fatta sentire: “Per quanto mi riguarda, la stanchezza era chiaramente cumulativa. Me l’aspettavo. Ero stanco prima ancora di scendere in campo oggi. Era una finale Slam. Ho giocato quasi 30 set, una cosa del genere, nelle ultime due settimane. È un aspetto su cui posso continuare a lavorare per migliorare, ma ovviamente era la prima volta che mi trovavo in questa posizione ed è il maggior numero di partite che abbia mai giocato in due settimane“.
Le emozioni di una finale Slam: “È un momento bellissimo. Entrare in quel campo oggi, non c’è nulla di simile. Non avevo mai provato una sensazione del genere. È una sensazione che crea dipendenza, trovarsi in posizioni come questa. Per me è stato terribile, negli ultimi due Slam, restare a casa per 10, 11, 12 giorni mentre il torneo era ancora in corso, guardando gli altri avanzare nel tabellone. È motivante. Anche perdere in finale è motivante, ma questa è la posizione in cui voglio trovarmi. Per tutta la vita ho sempre avuto giocatori davanti a me, giocatori che inseguivo, giocatori che cercavo di raggiungere. Sono maturato tardi. È sempre stato così e non è diverso adesso. Non ho sempre avuto successo la prima volta che sono arrivato in finale, da quando ero molto giovane fino al livello Challenger e ora al livello ATP e Slam. Per me è un processo continuo. È così che lo vedo“.
Le caratteristiche da migliorare: “Non sono neanche lontanamente il giocatore che voglio diventare. Penso di essere un grande combattente. Penso di competere molto bene in campo. Riesco a restare concentrato e presente in campo per molte, molte ore. Penso che questo mi aiuterà in futuro. Ma per vincere la domenica devi giocare un tennis di altissimo livello. Chiunque affronti in questa fase del torneo sarà rodato e giocherà in modo straordinario. Devo semplicemente migliorare“.