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Basket femminile: troppa Spagna per l’Australia, le iberiche in semifinale contro gli USA
Di fronte agli 8619 spettatori rimasti alla Berlin Arena per l’ultimo appuntamento di giornata, è la Spagna a guadagnare il biglietto per la sfida in semifinale a Team USA. Sconfitta l’Australia in un quarto di finale a senso unico, in cui mai le iberiche hanno momenti di difficoltà: 66-89 il punteggio finale. Va comunque detto che alle Opals, oltre ad Alanna Smith, manca anche Ezi Magbegor: proprio prima del match viene rivelato che, contro l’Italia, la stella della squadra ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore, con conseguente stop lunghissimo. Per la Spagna 16 di Megan Gustafson, ma la vera “game changer” è l’eterna Alba Torrens, che pur con soli sei punti piazza quelli decisivi per l’allungo nel primo quarto.
Partenza a percentuali altissime per entrambe le squadre, con Reid che inizia subito spingendo sull’acceleratore dall’arco dei tre punti fino al 6-3 aussie. La Spagna, però, sa come reagire con Gustafson, Fam e soprattutto Martin, che risponde praticamente colpo su colpo a Reid. Sul 15-15 dei primi sei minuti, e una volta esaurita la furia offensiva della numero 12 delle Opals, Mendez estrae dal cilindro Alba Torrens, che non si fa pregare: la leggenda spagnola diventa, con due triple, motore del parziale iberico che, in quattro minuti, diventa di 2-16 e chiude il primo quarto sul 17-31.
L’Australia, però, reagisce subito al rientro in campo e lo fa con Borlase e soprattutto i 5 di fila di Talbot, che provocano il timeout da parte di Mendez sul 25-33. La Spagna, però, ha due elementi a proprio favore: la qualità data dal gioco di Mendez e la possibilità di giocare molto vicino a canestro visto che le Opals si ritrovano di fatto senza vere lunghe. Grande è lo sforzo collettivo iberico per arrivare sul 28-46 dopo nemmeno 15′, e il dominio continua sostanzialmente per tutto il tempo che rimane. Il tutto anche se Wilson piazza il buzzer beater prima dell’intervallo, ma il punteggio è pur sempre 37-58: il secondo più alto dato di punti mai realizzati dalla Spagna in una prima metà di gara iridata.
Si ricomincia, e la Spagna mantiene all’incirca lo stesso controllo sul match visto in precedenza: l’Australia non ha la forza tattica o di altro genere di ribaltare la situazione, in questa fase. Il fatto è, più che altro, che le percentuali semplicemente crollano, tanto che per otto minuti le due squadre realizzano 10 punti in totale (4 l’Australia e 6 la Spagna). Fondamentalmente di veri spunti tecnici non ce ne sono e non ce ne possono essere, almeno fino a quando arrivano quattro punti in fila di Sowah. A questi rispondono Gustafson e Conde, ma alla fine dei conti a 10′ dal termine è 51-70.
Qualche piccolo segnale le Opals lo riescono a lanciare nel quarto conclusivo, anzi nei primi cinque minuti, quando il distacco scende a 13 lunghezze con Bibby e Wilson che iniziano ad avere una più importante costanza realizzativa. A richiudere la porta, però, ci pensano Carrera, Martin e Florez, che riconsegnano 18 punti di vantaggio e, soprattutto, il biglietto de facto per la semifinale alla squadra iberica. Che, negli ultimi istanti, dilaga in maniera significativa tra i cori festanti dei connazionali giunti fino a Berlino. Finisce 66-89.
AUSTRALIA-SPAGNA 66-89
AUSTRALIA – Sowah 6, Melbourne ne, Wilson* 13, Talbot* 11, Smith ne, Reid* 11, Magbegor ne, Borlase 8, Aokuso* 2, Fowler*, Bourne 2, Bibby 13. All. Brondello
SPAGNA – Buenavida ne, Ortiz 2, Cazorla* 8, Torrens 6, Pueyo 2, Conde* 10, Fam* 9, Carrera 9, Gustafson* 16, Florez 10, Ginzo 4, Martin* 13. All. Mendez