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Basket femminile: Italia, sfida all’Australia per i quarti ai Mondiali, Zandalasini a 100 presenze
Italia-Australia non è soltanto l’assalto italiano a un quarto di finale dei Mondiali di Berlino. Si tratta, infatti, anche di un confronto che accende lo spirito di qualcosa che raramente è riuscito alle azzurre a livello senior: battere le Opals.
È accaduto un’unica volta, nel 2015 e in amichevole, in una fase nella quale era già presente Stephanie Talbot, una delle colonne della moderna squadra oceanica, ancora oggi punto fermo dal quale passano numerose azioni del team guidato in panchina da Sandy Brondello.
Nonostante le sette giocatrici in WNBA, tra le quali spicca indubbiamente anche Ezi Magbegor, il fattore reale è legato al fatto che si tratta di una squadra che convince un po’ meno di altre volte. Ha faticato a uscire dalla ragnatela del gioco duro di Porto Rico, ha trovato un po’ più fluidità contro la Turchia, ma contro il Belgio sono emersi limiti vari di una selezione forse mai come quest’anno davvero lontana da una teorica speranza di giungere sul podio iridato.
Rimane però inteso che l’Italia possa e debba migliorare il proprio rendimento. Deve essere innanzitutto recuperata la condizione fisica e mentale, evidentemente rimasta più lontana dopo la sconfitta contro la Cina. E soprattutto va rimarcato come il vero obiettivo sia trovare anche solo qualcosa che sia a metà tra quanto visto con la Cechia e la partita difensivamente ai limiti dell’impensabile contro gli USA. Certo, resta un problema: quello delle percentuali di tiro, perché nel torneo la precisione da tre è stata drammaticamente bassa, del 16,1%, e solo Mariella Santucci ha tenuto un rendimento in zona 50%.
Attenzione: non è che anche l’Australia stia tirando tanto bene, visto che viaggia con il 25,8% dall’arco dei tre punti. E soprattutto sta avendo seri problemi in lunetta, visto il 65,9% dalla proverbiale linea della carità. Tantissimi i minuti concessi a Stephanie Talbot, che ne gioca oltre 30 ad allacciata di scarpe, ed è un po’ come se fossero lei, Ezi Magbegor, Jade Melbourne ed Alex Wilson quelle su cui Sandy Brondello può e deve tenere imprescindibilmente sul parquet, se non tutte assieme almeno con due di loro in giro. Non a torto soprattutto nel caso delle prime due, visto che viaggiano l’una a 14.7 punti e 7.7 rimbalzi di media e l’altra a 15.7 e 6.3. Ma anche Melbourne più di Wilson è in grado di avere punti nelle mani, e questa è una squadra che può permettersi di tenere un’ottima giocatrice come Chloe Bibby a uso abbastanza ridotto, considerata anche la crescita di Isobel Borlase che, dopo gli anni importanti con le selezioni under, sta provando a prendersi l’eredità di un paio di generazioni veramente importanti.
Per l’Italia, oltre alle percentuali da tre e alla difesa sulle lunghe come Magbegor, deve funzionare davvero tanto. Deve esserci la miglior Cecilia Zandalasini, ma è necessario trovare anche l’apporto da chi in questa rassegna sta ancora aspettando di avere il suo momento di gloria in senso assoluto. Ed è chiaro che le azzurre, avendo parecchie diverse soluzioni che passano alternativamente dalle mani di Verona, Santucci e Pasa, hanno la chance di piazzare il grande colpo. L’obiettivo non è in alcun modo impossibile, stiamo del resto parlando dell’Australia che meno ha impressionato negli ultimi 20 anni, da quell’oro mondiale. E, oltre al sostegno interno della squadra, sarebbe bello poterlo vedere anche dal pubblico, sia quello italiano rimasto a Berlino che quello italiano che a Berlino ci vive e a cui, magari, un paio di cose o tre alle orecchie su questa squadra sono arrivate. Tutto per andare a giocarsi la sfida contro la Spagna. Tutto nel giorno in cui Cecilia Zandalasini assomma la sua centesima presenza in Nazionale.