Nuoto

Pagelle Europei nuoto 2026 (12 agosto): Curtis nello spazio, rinascita Pilato, Ceccon rinfrancato, il carattere di Mao

Giandomenico Tiseo

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Sara Curtis / LaPresse

PAGELLE EUROPEI NUOTO 2026 OGGI

Mercoledì 12 agosto

Sara Curtis 10: da eclissare le avversarie. Viene da descriverla così la prestazione da record del mondo dei 50 dorso. Una prova incredibile, ad aprire la vasca in maniera devastante. La piemontese ha espresso nella semifinale tutta la sua potenza, volendo mandare un chiaro messaggio alle rivali, come fanno le campionesse. Un nuovo primato del mondo si tinge d’azzurro e domani si dovrà confermare col titolo continentale della distanza. Il sigillo d’argento nella staffetta 4×100 sl, la ciliegina sulla torta da 52″2 di frazione interna…

Thomas Ceccon 8: nessuno si poteva aspettare che il campione veneto avesse dentro di sé una prestazione del genere nei 200 dorso. E invece…Record italiano fantascientifico, sotto l’1’54” a meno di un secondo dal campione olimpico Hubert Kos, nella finale più veloce di sempre in Europa. Un bronzo che vale più del suo colore ed è la conferma che la scelta in chiave Los Angeles su questa distanza è tutt’altro che un azzardo.

Benedetta Pilato 7.5: il bronzo della redenzione per la pugliese nei 100 rana. Quattro anni fa aveva vinto l’oro, ma oggi questo risultato ha i connotati dalla seconda vita. Tante cose sono capitate e per una nuova ripartenza questo riscontro dà fiducia in vista di quel che sarà, già in ottica 50 rana in questa rassegna.

Alessandra Mao 7.5: qualcuno già iniziava a criticare lei e il direttore tecnico, Cesare Butini, per averla convocata. La decisione di non disputare i 200 sl e di dedicarsi alla staffetta è stata corretta. In ultima frazione, quella della massima responsabilità, Mao ha dimostrato di avere qualità e carattere. La chiusura a 53″3 per una ragazza del 2011 fa impressione. L’argento è stato il giusto premio.

Le altre staffettiste della 4×100 sl femminile 7.5: Emma Virginia Menicucci e Chiara Tarantino hanno dato un contributo decisivo alla staffetta d’argento, entrambe sotto i 54″ nelle loro frazioni, mettendo nelle condizioni Curtis e Mao di fare la differenza ed esprimere il loro potenziale. Quando più contava, tutto è andato per il verso giusto.

Carlos D’Ambrosio 7: può apparire una valutazione eccessiva per un settimo posto in una finale europea dei 100 sl. L’atto conclusivo però non è stato qualcosa di normale, perché tre atleti sotto i 47″ stanno a rappresentare qualcosa che non si era mai visto a livello mondiale. E così il personale dell’italo-cubano, su una distanza che è meno naturale rispetto ai 200 sl, è una grande cosa, parlando poi di un classe 2007, con una struttura fisica ancora da definire.

Christian Mantegazza 6.5: il raggiungimento della finale continentale con un crono da 2’09” sui 200 rana è da sufficienza piena, ma per pensare in grande servirà un cambiamento di passo importante.

Alberto Razzetti 6.5: migliora due volte il personale su una distanza non sua (100 farfalla), essendo il primo degli esclusi dalla finale. Indicazioni buone per il ligure, pensando ai 200 farfalla e ai 200 misti, privi in quest’ultimo caso di Leon Marchand. Ma anche in chiave 4×100 mista…

Giada Alzetta 6.5: l’altura a Sierra Nevada, con Thomas Ceccon, ha fatto bene e la prestazione nella finale dei 400 misti è stata degna di questo nome. Un prospetto interessante, con ampi margini di miglioramento, in una specialità tanto complessa.

Silvia Di Pietro 5: prestazione sottotono della capitana azzurra nella finale dei 50 farfalla. Il podio era difficile, ma il riscontro che è emerso non merita la sufficienza.

Anna Pirovano 4: mai in gara e lontana dai suoi migliori tempi. Probabilmente, l’aver inseguito la qualificazione al Settecolli ha portato a queste controindicazioni. Al di là di tutto, la valutazione non può che essere negativa.

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