Formula 1

Ordine di scuderia tra Antonelli e Russell: Mercedes ha capito che il vero rivale è Norris?

Giandomenico Tiseo

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Antonelli / LaPresse

Un segnale? Il team order imposto a George Russell in favore di Kimi Antonelli durante il Gran Premio d’Olanda 2026 non rappresenta necessariamente la prova che Mercedes abbia individuato in Lando Norris il principale avversario per il Mondiale. Piuttosto, è il segnale più evidente di una gerarchia ormai definita a Brackley: quando si tratta di difendere il titolo Piloti, la priorità è Antonelli.

A Zandvoort la matematica ha iniziato a pesare sulle decisioni del muretto Mercedes. Grazie al secondo posto conquistato, il giovane italiano ha portato a 59 punti il proprio vantaggio su Russell e Lewis Hamilton. Un margine così consistente rende sempre più difficile sostenere una politica di assoluta parità tra i piloti: proteggere chi è in testa al campionato diventa una scelta quasi obbligata.

Il punto, però, è capire quanto abbia inciso la crescita della McLaren e, soprattutto, quella di Norris. La squadra di Woking ha mostrato a Budapest e a Zandvoort un passo gara particolarmente competitivo, confermando di essere tornata prepotentemente nella lotta al vertice. A preoccupare Mercedes non è tanto la posizione di Norris in classifica, quanto la velocità espressa dalla vettura papaya.

Il britannico è infatti ancora lontano da Antonelli, con un distacco di 83 punti. Nell’immediato, dunque, non sembra essere la sua presenza alle spalle del leader a imporre un cambio di strategia a Mercedes. Il vero campanello d’allarme riguarda piuttosto il rendimento della McLaren. Il comportamento della vettura sulle Hard a Zandvoort ha evidenziato una competitività che gli uomini di Brackley dovranno analizzare con attenzione. Se questo livello di prestazione dovesse essere confermato nelle prossime gare, la McLaren potrebbe diventare una minaccia concreta non soltanto per il Mondiale Costruttori, ma anche per gli equilibri dello sviluppo della W17.

In questo contesto va letto anche l’ordine di scuderia arrivato nel finale del GP d’Olanda. Antonelli, grazie alla Virtual Safety Car, si è ritrovato con gomme Soft fresche, mentre Russell era ancora in pista con Medium ormai usurate. Il confronto diretto tra i due, in quelle condizioni, avrebbe avuto poco senso. Il delta prestazionale era troppo ampio e un duello interno avrebbe potuto rallentare entrambe le Mercedes, favorendo il recupero delle Ferrari di Hamilton e Charles Leclerc.

Da qui la scelta del muretto: chiedere a Russell di lasciar passare il compagno. Una decisione che ha avuto una doppia funzione. Ha permesso ad Antonelli di consolidare il secondo posto senza perdere tempo prezioso e, allo stesso tempo, ha trasformato Russell in una sorta di scudiero, chiamato a proteggere il risultato della squadra e il doppio podio dalle Ferrari in rimonta.

Leggere l’ordine di scuderia esclusivamente come una risposta alla crescita di Norris sarebbe quindi riduttivo. La McLaren ha certamente lanciato un segnale forte, ma Mercedes ha soprattutto preso atto di una realtà interna: Antonelli è ormai la punta di diamante nella corsa al titolo.

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