Atletica

L’infortunio di Jacobs complica la rincorsa dell’Italia alla vittoria del medagliere. Britannici favoriti, ma non è finita

Federico Militello

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Nadia Battocletti / Lapresse

L’amara delusione per l’infortunio di Marcell Jacobs ha lasciato strascichi pesanti per l’atletica italiana. In primis, come abbiamo spiegato in mattinata, la 4×100 maschile può sostanzialmente ormai ammainare la bandiera. Inoltre il mancato oro, che appariva quasi scontato, considerata l’enorme superiorità mostrata in semifinale, ha complicato enormemente la rincorsa al primato nel medagliere, soprattutto perché il titolo dei 100 metri è andato alla Gran Bretagna.

Nel 2024 l’Italia, per la prima volta nella storia, dominò il medagliere con ben 11 ori, 9 argenti e 4 bronzi. Tanti azzurri raggiunsero il picco di forma a giugno, proprio per l’evento casalingo di Roma, salvo (la maggior parte) pagare dazio un mese dopo alle Olimpiadi di Parigi. Era noto che questa volta non sarebbe stato semplice. Con il successo di Jacobs la tabella di marcia sarebbe stata ideale, con 2 ori di vantaggio sui padroni di casa britannici. Invece gli azzurri si trovano addirittura ad inseguire a causa del minor numero di argenti.

IL MEDAGLIERE DEGLI EUROPEI DI ATLETICA 2026

Non tutto è perduto. L’impresa è diventata difficile, ma non ancora impossibile. Diciamo che c’è ancora un 10/15% di possibilità di realizzare un bis leggendario.

LE CARTE DA ORO DELL’ITALIA

Nadia Battocletti, dopo aver dominato i 5000 metri, punterà al bis nei 10000, dove sarà ancora nettamente la donna da battere: si tratta della gara che offre maggiori certezze ai colori azzurri. Punta al titolo anche Andy Diaz, ma qui il discorso si complica: nel salto triplo potrebbe andare in scena un duello stellare con il portoghese Pedro Pichardo, senza dimenticare il vice-campione del mondo Andrea Dallavalle. Altra sfida imprevedibile nel salto in lungo femminile, dove Larissa Iapichino dovrà vedersela con la fuoriclasse tedesca Malaika Mihambo.

La marcia potrebbe rappresentare il vero ago della bilancia, considerando che sabato mattina si assegneranno ben quattro titoli! Nella maratona puntano in alto Sofia Fiorini e Massimo Stano, mentre nella mezza Francesco Fortunato si presenta tra i principali favoriti. Difficile invece un acuto nella 21 km da parte di Antonella Palmisano: parte dietro nei pronostici rispetto alla spagnola Maria Perez. Ad ogni modo, per l’Italia sarà fondamentale che dalla marcia arrivino almeno un paio di ori. Rappresenta proprio una condicio sine qua non per poter sperare.

Dunque Battocletti, Diaz, Iapichino e la marcia saranno le punte su cui costruire l’impresa. Senza dimenticare poi alcuni outsider che potrebbero far saltare il banco. Pensiamo a Dariya Derkach ed Erika Saraceni nel salto triplo (una delle finali più equilibrate ed incerte della rassegna continentale), a Matteo Sioli e Gianmarco Tamberi nel salto in alto, magari la maratona maschile (anche se i tecnici hanno schierato le seconde linee).

Insomma, l’Italia potrebbe ambire ad un ventaglio di ori complessivi tra 5 e 10. Basteranno? Difficile. La Gran Bretagna parte nettamente favorita nei 200 femminili e maschili ed anche in entrambe le staffette 4×100. Negli 800 metri femminili andrà in scena il ‘triello’ stellare tra Keely Hodgkinson, la svizzera Audrey Werro e l’olandese Femke Bol, nei 1500 la favorita sarà la britannica Georgia Hunter Bell, così come nei 1500 maschili l’uomo da battere sarà Josh Kerr. Oro prenotato nei 400 metri da Matthew Hudson-Smith. Attenzione, i padroni di casa potrebbero lasciare il segno anche negli 800 maschili, nel salto in lungo femminile, nel salto con l’asta femminile e persino nel salto in alto, entrando in rotta di collisione con Tamberi e Sioli. Come si comprende, i padroni di casa partono sulla carta con svariate chance da oro in più rispetto all’Italia. Se le concretizzeranno, diventeranno imprendibili nel medagliere. Sarà la pista ad emettere il verdetto inappellabile.

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