Atletica

Italia in finale con la 4×400 femminile agli Europei: passaggio comodo, attesa per due rinforzi

Stefano Villa

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Italia 4x400 femminile / Grana/FIDAL

L’Italia si è qualificata con disinvoltura alla finale della 4×400 femminile, raggiungendo l’obiettivo minimo prefissato alla vigilia per la staffetta del miglio agli Europei 2026 di atletica, in corso di svolgimento sulla pista dell’Alexander Stadium di Birmingham (Gran Bretagna). Le azzurre hanno concluso al secondo posto nella seconda batteria con il tempo di 3:25.99, meritandosi il biglietto dell’atto conclusivo, che si disputerà domenica 16 agosto in chiusura della rassegna continentale.

Dopo lo sbalorditivo record nazionale siglato dal quartetto maschile, anche le donne hanno voluto ben distinguersi nel turno preliminare, a cui la nostra Nazionale non ha preso parte con la formazione tipo: sono rimaste a riposo Alice Mangione ed Eloisa Coiro (attesa questa sera dall’imperdibile finale sugli 800 metri). Buon lancio di Ilaria Accame (parziale di 52.1, 0.184 il tempo di reazione), poi Anna Polinari ha alzato le marce: forma strepitosa, confermata dall’aver sfiorato il record italiano di Libania Grenot sul giro di pista, risale un paio di posizioni e chiude in 50.4 alle spalle dei Paesi Bassi.

Il bastone passa nelle mani di Sara Cirillo: la 22enne stupisce per la disinvoltura di corsa e per l’atteggiamento propositivo, frazione da 51.6 e seconda posizione per l’Italia. Finale in mano ad Alessandra Bonora (51.9), che sul rettilineo conclusivo sorpassa la tedesca per garantirsi la seconda piazza alle spalle dei Paesi Bassi (3:25.00) e davanti alla Germania (3:26.24). L’Italia sarà indubbiamente tra le pretendenti alle medaglie, potendo contare anche su un paio di rinforzi non di poco conto.

Dall’altra batteria sono state promosse la Gran Bretagna (3:22.25), la Spagna (3:26.41), la Francia (3:26.44), il Belgio (3:26.59) e la Polonia (3:26.92). Le padrone di casa sembrano essere le grandi favorite insieme ai Paesi Bassi (potranno contare su Femke Bol e Lieke Klaver), ma le azzurre hanno tutti i mezzi per giocarsela.

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