Artistica
Ginnastica artistica, l’Italia si gioca due carte da medaglia agli Europei: Targhetta per una vetta inesplorata, squadra da podio
Un italiano non ha mai vinto al cavallo con maniglie nell’ambito degli Europei di ginnastica artistica: sono passati 71 anni dalla prima edizione della rassegna continentale e mai nessun azzurro è riuscito a fare suonare l’Inno di Mameli in quella che viene considerata una delle specialità di riferimento in ambito maschile. La prima medaglia porta la firma addirittura di Jury Chechi, che da Signore degli Anelli riuscì a mettersi al collo un bronzo in questa disciplina a Budapest nel 1992.
A seguire tre perle di Alberto Busnari (bronzo a Patrasso 2002, argento a Lubiana 2004, bronzo nel 2015) e la stoccata firmata lo scorso anno da Gabriele Targhetta, splendido terzo in quel di Lipsia. Il 20enne brianzolo ci riproverà oggi pomeriggio (seconda gara a partire dalle ore 18.00), quando si presenterà all’atto conclusivo con il miglior punteggio di qualifica (15.200, 9.3 di esecuzione!) e con tutte le carte in regola per fare saltare il banco.
Il nostro portacolori dovrà vedersela soprattutto con tre avversari di razza: gli armeni Hamlet Manukyan e Mamikon Khachatryan (rispettivamente oro e argento nel 2025) e l’irlandese Rhys McClenaghan (Campione Olimpico di Parigi 2024, due volte Campione del Mondo e tre volte sul trono continentale). Nel turno preliminare Targhetta ha rifilato mezzo punto di distacco all’intera concorrenza, ma si ripartirà da zero e bisognerà stare molto attenti.
Domenica pomeriggio, invece, appuntamento con la squadra: Yumin Abbadini, Simone Speranza, Edoardo De Rosa, Riccardo Villa, Ares Federici hanno chiuso le qualifica al quarto posto, in scia alla Svizzera e alla Gran Bretagna. Si adotterà la formula 5-3-3, che non prevede scarti: ogni errore conterà, bisognerà essere precisi per rimanere in corsa. I Moschettieri se la vedranno con gli elvetici e i britannici per puntare al podio, senza sottovalutare Germania e Francia, mentre la Russia si lancerà verso una vittoria che sembra già scritta. Si insegue la conferma ai vertici dopo l’argento del 2022, l’oro del 2023, i bronzi del 2024 e 2025.