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Ginnastica artistica, le pagelle dell’Italia agli Europei: Esposito cuore tricolore, Iorio spumeggiante. Quando Perotti si accende…

Stefano Villa

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Manila Esposito / Simone Ferraro/FGI

L’Italia ha ben figurato nelle qualificazioni degli Europei 2026 di ginnastica artistica femminile, incominciati nella giornata di ieri a Zagabria (Croazia). La nostra Nazionale ha chiuso al secondo posto alle spalle della Russia e domenica pomeriggio cercherà di difendere lo scettro contro la grande corazzata, tornata a disputare la rassegna continentale dopo cinque anni. Le ragazze del DT Enrico Casella hanno conquistato quattro finali di specialità e avranno modo di essere grandi protagoniste anche sabato nella caccia alle medaglie sui singoli attrezzi. Di seguito le pagelle dell’Italia nel turno preliminare degli Europei di ginnastica artistica.

PAGELLE ITALIA EUROPEI GINNASTICA ARTISTICA

MANILA ESPOSITO: 9. Una campionessa tutto cuore, che non si tira mai indietro e che trova sempre il modo per brillare di luce propria, dimostrando un talento innato e tutto il lavoro che sta dietro ai suoi risultati. Al momento non ha i quattro attrezzi nelle gambe, ha rinunciato a volteggio e parallele, ha dovuto abdicare e non siede più sul trono continentale nel concorso generale, ma tra trave e corpo libero è stata fantastica. Prima sui 10 cm con 14.000 (5.8 il D Score), sciorinando un paio di serie acrobatiche pulite e una bella uscita. Terza al quadrato con 13.400, togliendo delle difficoltà (5.4) e non esagerando. Può sognare nelle finali di specialità e poi avrà il compito di guidare la squadra nella finale di domenica: ieri è stata esemplare da capitana, reagendo alla caduta iniziale di Perotti e indicando la via.

ELISA IORIO: 8+. Le si era chiesto un volteggio di copertura, vista la situazione di squadra: non può andare oltre l’avvitamento, ma si rivela esemplare. L’attesa era tutta per le parallele asimmetriche, chiamata a firmare un esercizio di lusso, tra l’altro dopo la bella figura fatta dalle compagne sull’attrezzo a lei più congeniale. Tira tutto a lucido (anzi, manca il collegamento Pak-Shapo, dunque in finale si può alzare l’asticella), manda in tilt tutti con una velocità disarmante e viene premiata: 14.533 (6.2 il D Score), secondo posto dietro alla tedesca Helen Kevric e caccia alla medaglia apertissima.

GIULIA PEROTTI: 6/7. Che abbia le potenzialità non si discute, ma gli errori in campo internazionale iniziano a diventare tanti per la quasi 17enne piemontese. Ieri sera è caduta in uscita alla trave e ha commesso una sbavatura evidente al quadrato, poi al volteggio ha eseguito solo un avvitamento, che a certi livelli risulta essere davvero troppo poco. La sensazione è che l’azzurra paghi la tensione e l’emotività in certi contesti: lo scorso anno, quando raggiunse la finale al corpo libero ai Mondiali, aveva parlato di lavorare su certi aspetti mentale ed è quella la via da perseguire, perché il talento e i margini sono acclarati. Come ha poi dimostrato con una grande prova alle parallele: dopo tre rotazioni complicate, salire sugli staggi, confezionare un esercizio di notevole caratura tecnica (6.0), ottenere 14.133 e meritarsi la finale, non può essere casuale. Il voto è mediato tra la prima parte di gara e lo squillo conclusivo.

JULY MARANO: 7+. Peccato per qualche incertezza alla trave in avvio di gara, poi la Campionessa d’Italia nel concorso generale individuale si è fatta valere in maniera brillante, solida e continua. Il 13.000 al corpo libero ha un certo peso per la squadra, bravissima alle parallele (14.000, 7.8 il D Score), dove è fuori dalla finale solo per la regola dei passaporti. Promossa. Settima nel concorso generale individuale (53.033): non si poteva fare molto di più, con Melnikova, Kalmykova e Colas era impossibile pensare a una medaglia.

ANTHEA SISIO: 7. Prima gara in Nazionale maggiore. L’esordio è sempre complicato, ma la classe 2010 non trema, eseguendo quattro esercizi puliti e senza errori. Le prove tra trave e corpo libero sono relativamente semplici, ma è brava a risultare precisare e a farsi trovare pronta. Il doppio avvitamento al volteggio è pesantissimo per la squadra (13.800), da non sottovalutare il 13.400 alle parallele in una rotazione poi rivelatasi superlativa per le azzurre.

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