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Ginnastica artistica, Italia ai piedi del podio agli Europei. La Gran Bretagna sorprende la Russia e vince la gara a squadre

Stefano Villa

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Italia ginnastica / Simone Ferraro/FGI

Gli Europei 2026 di ginnastica artistica maschile si sono conclusi con la disputa dell’attesissima finale a squadre, la prova che premia la profondità e la caratura del movimento di un’intera Nazione. La gara andata in scena a Zagabria (Croazia) ha regalato tantissimi colpi di scena, con un copione ben diverso da quello pensato alla vigilia dell’atto conclusivo del team event.

Si pensava a una fuga solitaria della Russia verso il titolo, mentre Gran Bretagna, Svizzera e Italia erano accreditate per battagliare per gli altri gradini del podio, senza sottovalutare Francia, Germania, Belgio e Ungheria. Lo schema sviluppatosi in terra balcanica, però, è stato ben diverso dalla linearità immaginata in avvicinamento alla competizione.

La Russia ha dovuto scontare alcuni passaggi a vuoto (12.066 di Savelii Sleedin al cavallo, 12.866 di Daniel Marinov e 12.566 di Mukhammadzhon Iakubov agli anelli, 12.700 di Iakubov al volteggio) e si è così trovata coinvolta nella serratissima lotta con la Gran Bretagna per impossessarsi dello scettro continentale, al rientro sul palcoscenico continentale dopo cinque anni di assenza dovuti alla sospensione per il conflitto bellico. La Gran Bretagna ha mantenuto sangue freddo ed è riuscita a vincere, imponendosi con il totale di 246.728. Festa grande per Joe Fraser, Harry Hepworth, Jonas Rushworth, Sol Scott e Courtney Tulloch, mentre la Russia si arrende con 246.158: doccia fredda per Arsenii Dukhno, Mukhammadzhon Iakubov, Daniel Marinov, Savelii Sieedin e Ilia Zaika.

L’Italia ha concluso al quarto posto con il punteggio di 240.494: gli azzurri hanno battagliato con grandissimo onore, ma purtroppo si spezza il filotto di podi in campo continentale che durava da quattro edizioni (argento nel 2022, oro nel 2023, bronzo nel 2024 e 2025). La rotazione iniziale al cavallo con maniglie non ha dato quanto ci si aspettava con Yumin Abbadini (13.300) ed Edoardo De Rosa (13.633). Agli anelli si sono dovuti scontare i punteggi non incisivi di Ares Federici (12.500) e Riccardo Villa (13.000), parzialmente rimediati da Simone Speranza (13.566).

Il doppio 14.0 al volteggio di Speranza e Villa, accompagnati dal 12.733 di Federici, hanno rilanciato i ragazzi del DT Giuseppe Cocciaro, andati però nuovamente in difficoltà alle parallele pari: 13.066 di Abbadini, 12.700 di De Rosa e 12.366 di Federici. I Moschettieri si sono rilanciati alla sbarra con Abbadini (13.833) e Villa (13.433), ma il 12.966 di Federici ha complicato ulteriormente la rincorsa, prima di una buona rotazione finale al corpo libero (13.766 di Abbadini, 13.633 di Federici e 13.433 di Speranza).

Gli azzurri sono rimasti a 1,6 punti dalla medaglia di bronzo, finita al collo della Svizzera (242.094): un divario non eccessivo, con qualche sbavatura in meno gli azzurri sarebbero potuti salire sul gradino più basso del podio. Alle spalle dell’Italia si sono piazzate la Germania (240.160), la Francia (238.362), il Belgio (235.528) e l’Ungheria (232.830).

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