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Ginnastica artistica, che Italia torna dagli Europei maschili? Targhetta il predestinato atteso. Spezzato il filotto di squadra, ma…

Stefano Villa

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Gabriele Targhetta / IPA Agency

Gabriele Targhetta ha fatto sognare l’Italia agli Europei 2026 di ginnastica artistica maschile, conquistando una meravigliosa medaglia d’oro al cavallo con maniglie e diventando il primo azzurro di sempre a imporsi in questa specialità a livello continentale. Il 20enne brianzolo ha scritto una bella pagina di storia per la Polvere di Magnesio tricolore e ha confermando il suo status di fenomeno predestinato, esploso lo scorso anno quando salì sul terzo gradino del podio e definitivamente entrato nell’elite internazionale.

L’allievo di coach Gianmatteo Centazzo è oggettivamente di una categoria superiore per livello tecnico (5.9 di D Score e 9.300 di esecuzione in qualifica, abbassato di appena 67 millesimi in finale: sono numeri da vero fenomeno), volontà e capacità di migliorarsi (lo scorso anno commise delle sbavature nell’atto conclusivo agli Europei e fu il primo degli esclusi dalla finale iridata, questa volta ha limitato ogni possibile sbavatura), tenuta mentale (vincere a Zagabria esibendosi dopo un’interruzione di trenta minuti è un gesto da fuoriclasse).

Di questo ragazzo piacciono anche l’umiltà, la lucidità delle sue analisi, il modo genuino di porsi, la gradevole sobrietà: sono qualità innate e assolutamente da valorizzare in un contesto agonistico. Lo aspettiamo ai Mondiali previsti tra due mesi a Rotterdam (con il 15.133 stampato in Croazia è legittimo andare a caccia del titolo iridato), ma bisognerà già iniziare a guardare alle Olimpiadi di Los Angeles 2028: Gabriele Targhetta è il nome nuovo che aspettavamo e va tutelato, perché è un’indubbia carta da medaglia.

Qui ci riallacciamo a un aspetto regolamentare: ai Giochi ci si qualifica con la squadra, dodici Nazioni avranno diritto di portare una formazione composta da cinque atleti. Targhetta è un portento al cavallo e tale deve rimanere: schierarlo anche su altri attrezzi non di punta per le sue caratteristiche potrebbe magari fargli perdere del potenziale in questa specialità. Il DT Giuseppe Cocciaro dovrà essere bravo a trovare i giusti incastri per garantire la migliore copertura dei suoi attrezzi e inseguire il pass ai Mondiali 2027.

La gara a squadra è prestigiosa e premia la qualità del movimento ginnico di un’intera Nazione, ma assegna un solo titolo (e tre medaglie). Nelle Finali di Specialità si mettono in palio ben sei corone… Inoltre salire sul podio nel team event è estremamente complicato (Giappone, Cina, Russia, Gran Bretagna, USA sono di elevata caratura), dunque è opportuno trovare la giusta mediazione per allestire sì un quintetto competitivo, ma che permetta poi di attaccare il podio sui singoli attrezzi.

L’Italia ha chiuso il team event al quarto posto agli Europei 2026, alle spalle di Gran Bretagna, Russia, Svizzera: il distacco di 1,6 lunghezze dai rossocrociati è contenuto, purtroppo alcune piccole sbavature hanno impedito di conquistare una medaglia tutt’altro che impossibile per questo gruppo. Si spezza il filotto di podi continentali dopo l’argento nel 2022, l’oro nel 2023, i bronzi nel 2024 e 2025, ma una formazione giovane (ben quattro esordienti in finale) ha ben figurato e ha dato risposte importanti.

Simone Speranza ha margini interessanti (lo si era visto agli ultimi Mondiali juniores), Yumin Abbadini è un eccellente generalista, Riccardo Villa può trovare la sua dimensione, Ares Federici ha un paio di picchi interessanti, Edoardo De Rosa è un ottimo specialista al cavallo (a Zagabria non ha forse reso al massimo sul suo attrezzo). In attesa di recuperare Lorenzo Minh Casali e Thomas Brugnami, che rivedremo ai Giochi del Mediterraneo, e senza dimenticarsi di uno specialista alla sbarra come Carlo Macchini.

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