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Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti in cerca dei quarti a Cincinnati. Grande spettacolo in vista nell’Ohio

Federico Rossini

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Lorenzo Musetti / IPA Sport

Giorno di ottavi di finale a Cincinnati, giorno anche di speranze per il tennis italiano. Sono due i nomi che, dalle nostre parti, sono da tenere d’occhio per quanto riguarda un vero martedì da leoni (parafrasando quel film che di tutt’altro parla). Flavio Cobolli nel nostro pomeriggio, Lorenzo Musetti nella notte: l’apertura e la chiusura, in sostanza.

Il compito più difficile è quello di Cobolli, naturalmente, e basta il nome a far capire il livello della situazione. Rafael Jodar è ormai a caccia della top ten, a Montreal è arrivato fino in semifinale e sta riuscendo a decodificare molto in fretta le situazioni che si trovano nel circuito maggiore. Rimane il fatto che tra il madrileno e l’italiano non ci sono precedenti. Considerato che Jodar ha spesso difficoltà iniziali con i giocatori che affronta per la prima volta, questo per Cobolli è un vantaggio non da poco. Vantaggio che, peraltro, si unisce anche al fatto di aver ritrovato, se non la costanza all’interno dello stesso match, perlomeno la capacità di restare sempre attaccato (Blockx ne sa qualcosa), il fatto naturale che sempre lo contraddistingue. Per Flavio è il terzo ottavo 1000, la caccia è al secondo quarto in questa categoria di tornei.

Più tardi ci sarà Musetti, opposto al qualificato portoghese Jaime Faria. Sebbene la classifica dica altro, questo è un ostacolo molto serio: il ventitreenne di Lisbona, infatti, proprio in questo torneo è riuscito a eliminare Ben Shelton, che era appena arrivato dalle vittoriose fatiche di Montreal. Già al terzo turno al Roland Garros, sta dimostrando di essere anche un giocatore che si sa difendere lontano dal mattone tritato, caratteristica che sta emergendo sempre più tra tutti i portoghesi dopo la strada aperta da Nuno Borges. Chiaramente Musetti arriva sulla scia della bella fiducia acquisita dopo il 6-1 6-3 all’americano Michael Zheng, ma Faria è anche più pericoloso, e a certificarlo c’è un numero 79 del ranking ATP che non sarà, questo è sicuro, il suo ultimo limite.

In caso di vittoria per Cobolli o Jodar potrebbe esserci Alexander Zverev: il tedesco, però, deve vedersela con uno dei giocatori con cui è indietro nei precedenti, l’americano Tommy Paul (anche se quei precedenti sono datati 2022). Per Musetti, invece, la potenziale prospettiva di uno tra Frances Tiafoe e Felix Auger-Aliassime: con l’americano le lotte proseguono incessanti da anni, con il canadese pure, ma intanto per tutti i citati i quarti devono arrivare. E, se si vuole scegliere un secondo match di spicco oltre a Cobolli-Jodar, quello è sicuramente Fils-de Minaur.

E a proposito di match di spicco, bisogna dire che, al di là delle situazioni legate al pubblico americano, la WTA si è giocata i suoi slot in modo, per così dire, particolare. Certo, c’entrano anche le richieste delle giocatrici (Swiatek-Parry è primo match perché di solito Iga, per varie ragioni, preferisce proprio quello slot ed è fatto noto), ma considerato l’uso di quattro campi si sarebbe potuto far di meglio. In particolare, la rivincita della finale di Madrid Kostyuk-Andreeva è stata posta sul Champions Court, il quarto campo per importanza, mentre il miglior match di giornata, Noskova-Anisimova, è subito a seguire. E, di nuovo, suona come una mancanza di rispetto verso la campionessa in carica di Wimbledon, cui dovrebbe essere garantito ben altro trattamento. Ma anche Rybakina-Shnaider sul Tony Trabert Stadium 3 (non) ha il suo perché. Si può capire lo status americano di Coco Gauff, attesa dall’altra ceca Marie Bouzkova, e si può pure capire Sabalenka a chiudere il centrale, essendo la numero 1 del mondo. Anche Pegula-Cirstea sul Grandstand ha il suo buon valore; semmai, posta l’impossibilità di porre Swiatek fuori dai primi due campi, forse Keys-Xiyu Wang in molti altri tornei sarebbe stata senz’altro rimpiazzata da uno tra i match con i quali si è aperto questo discorso. Il che fa capire che, se è vero che in un campo partecipanti davvero forte come quello della WTA in questa fattispecie delle scelte si devono fare, forse, delle volte, possono essere fatte diversamente.

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