Atletica
Fiasconaro e Dorio, bussole per l’eternità: hanno segnato un’epoca. Pernici e Coiro levigano la patina agli 800
27 giugno 1973 e 5 luglio 1980 erano, sono e resteranno due date simbolo dell’atletica italiana. Due Colonne d’Ercole. Due pilastri rivelatisi insormontabili per tempo immemori, eretti da Marcello Fiasconaro e Gabriella Dorio, che in quei giorni di un’altra epoca, di un altro mondo, di un altro scenario geopolitico, di un altro universo sportivo, siglavano i record italiani degli 800 metri. Sarebbero rimasti tali, rispettivamente, per 53 anni e 46 anni: oltre mezzo secolo sul fronte maschile, poco meno di cinque decenni per le donne. Quello di Fiasconaro fu anche primato mondiale, fino all’evento di Alberto “El Caballo” Juantorena (lo zio di Osmany).
3 luglio 2026 e 11 agosto 2026 sono le date della sostituzione, le coordinate del rinnovamento, non della cancellazione, non della rimozione, non dell’annullamento. Fiasconaro e Dorio rimarranno per sempre lì, come bussole mai datate, come certezze mai ingiallite, come riferimento nei libri di statistica e di storia. La notte dell’Arena Civica di Milano va ben oltre l’atletica, è nell’immaginario collettivo, è qualcosa passato in mano di generazione in generazione, la magia di un uomo estroso, di un personaggio totale, di un bellissimo che piaceva, di un pioniere dalla vita da film.
La fiammata di Pisa rappresentò la prima esplosione di una grande lavoratrice, di una ragazza che si è avvicinata all’atletica con i Giochi della Gioventù, poi progredita in maniera lineare, passando anche per il cross, fino al gran tempo sul doppio giro di pista in Toscana (prima italiana a scendere sotto il sempre significativo muro dei due minuti). Un antipasto a quanto successe l’11 agosto 1984 (42 anni fa esatti, ironia della sorte), quando si laureò Campionessa Olimpica sui 1500 metri a Los Angeles. Negli USA studiò una tattica che prevedeva una progressione dopo il primo giro e mezzo di pista, con l’intento di costringere la rumena Doine Melinte a reagire, la mossa di scacchi sortì il proprio effetto e l’azzurra aprì poi il gas nel finale, involandosi verso la gloria imperitura.
1:43.7 (si viaggiava ancora con il manuale) e 1:57:66 sono state cifre da superenalotto dell’atletica tricolore per tanto tempo. Ora in cima alle liste ci sono Francesco Pernici ed Eloisa Coiro, con 1:43.60 e 1:57.56, da Milano si è passati a Nancy, da Pisa ci si è trasferiti a Birmingham.
Sono cambiati epoche e contesti: il 23enne bresciano proverà a giocarsi una medaglia nella rassegna continentale e sembra essere in grandissima rampa di lancio, con doti da frontrunner che tanto piacciono a Fiasconaro, con la consapevolezza che serve scendere sotto 1:43 per puntare a qualcosa di importante tra Mondiali e Olimpiadi; la 25enne romana è cresciuta con grande costanza, ma ora il panorama è caratterizzato da talenti come Hodgkinson, Werro e Bol, contro cui è davvero difficile emergere. Intanto in questa estate si è riscritta la storia e, curiosità, ad aprile Francesco ed Eloisa avevano fatto una foto insieme: ha portato bene.