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Argento e bronzo per l’Italia: la Nations Cup di Budapest si chiude tra sorrisi e qualche rimpianto per le squadre azzurre

Enrico Spada

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Gottardi Orsi Toth / Fivb

Due podi, una finale persa sul filo e il rimpianto di non essere riusciti a trasformare in oro una giornata che sembrava poter regalare molto di più. L’Italia chiude la Nations Cup di Budapest con il secondo posto nel torneo femminile e il terzo in quello maschile, al termine di una giornata conclusiva intensa, combattuta e per certi versi amara. Le azzurre si sono arrese all’Ucraina soltanto nel Golden Set della finale, mentre gli uomini hanno visto interrompersi in semifinale il proprio cammino contro la Norvegia, conservando comunque un posto sul podio.

Il rammarico più grande arriva dal torneo femminile, perché l’Italia si era presentata all’atto conclusivo con la concreta possibilità di conquistare il titolo. La formula della Nations Cup prevedeva due incontri tra le coppie delle rispettive Nazionali e, in caso di parità, un Golden Set ai 15 punti disputato da due atlete scelte dai commissari tecnici tra le quattro componenti della squadra. Proprio il set decisivo ha premiato l’Ucraina, capace di imporsi 15-12 e di completare una delle sorprese più significative dell’intera manifestazione.

Ad aprire la finale sono state Giada Scampoli e Claudia Bianchi, opposte a Maryna Davidova e Tetiana Khmil. La coppia italiana ha lottato nel primo parziale, riuscendo a rimanere agganciata alle avversarie fino ai vantaggi, ma l’Ucraina ha trovato il guizzo decisivo sul 23-21. Il secondo set ha avuto un andamento più netto: Davidova e Khmil hanno preso progressivamente il controllo della partita, chiudendo 21-17 e consegnando alla propria Nazionale il primo punto della finale. Con l’Italia già spalle al muro, Valentina Gottardi e Reka Orsi Toth hanno risposto da coppia di alto livello contro Anhelina Serdiuk e Yevheniia Romaniuk. Le azzurre hanno dominato il primo set, vinto 21-14 grazie a una maggiore incisività al servizio e a una gestione più efficace delle fasi di contrattacco. Nel secondo parziale, però, l’Ucraina ha reagito, portandosi avanti e pareggiando i conti con il 21-16. Il tie-break ha restituito la versione migliore di Gottardi e Orsi Toth, capaci di imporsi con autorità per 15-8 e di trascinare la sfida al Golden Set.

Per il confronto decisivo il commissario tecnico Caterina De Marinis ha scelto Gottardi e Scampoli, già protagoniste del Golden Set vinto in semifinale contro l’Olanda. Dall’altra parte l’Ucraina ha confermato Davidova e Khmil, la coppia che aveva aperto la finale con una vittoria. L’avvio è stato equilibrato, ma nella seconda parte del set le ucraine sono riuscite a costruire un piccolo margine e a difenderlo fino al 15-12 finale. Per l’Italia resta un argento importante, ma anche la sensazione di aver lasciato sfuggire una grande occasione. Il percorso delle azzurre a Budapest era stato di alto livello, con il primo posto nel girone e la qualificazione diretta alla semifinale, seguita dal successo sofferto ma meritato contro l’Olanda. La finale ha confermato la profondità della squadra italiana, capace di reagire dopo la sconfitta iniziale e di portare il confronto fino all’ultimo set, ma nei momenti decisivi l’Ucraina ha mostrato maggiore continuità e freddezza.

Nel torneo maschile l’Italia ha chiuso al terzo posto, dopo aver ceduto in semifinale alla Norvegia con due sconfitte entrambe maturate al tie-break. Il punteggio complessivo di 0-2 non racconta fino in fondo l’equilibrio delle due partite e lascia parecchi rimpianti a una squadra che è rimasta a lungo in corsa per la finale. Nel primo incontro Marco Viscovich e Davide Borraccino hanno sfiorato il successo contro Ringøen/Aas. Gli azzurri si sono aggiudicati un primo set combattutissimo per 23-21 e nel secondo hanno avuto la possibilità di chiudere la partita, prima di arrendersi 22-20. Il tie-break è stato ancora più equilibrato: Italia e Norvegia hanno proceduto punto a punto fino ai vantaggi, con Ringøen e Aas capaci di prevalere soltanto 18-16.

La seconda sfida ha seguito un copione simile. Samuele Cottafava e Gianluca Dal Corso hanno ceduto il primo parziale a Hendrik Mol e Christian Berntsen per 21-17, ma hanno reagito con personalità, pareggiando i conti con lo stesso punteggio nel secondo set. Nel tie-break la Norvegia è riuscita a prendere il comando nella fase centrale e ha chiuso 15-12, eliminando l’Italia e conquistando il diritto di giocarsi il titolo.

La finale maschile ha poi premiato nettamente la Lettonia, che ha superato la Norvegia con due successi senza concedere set. Tocs/Auziņš hanno sconfitto Ringøen/Aas per 21-15, 21-15, mentre Plavins/Fokerots hanno completato l’opera battendo Mol/Berntsen 21-12, 21-16. Una dimostrazione di forza che ha consegnato ai lettoni il trofeo e ha confermato la solidità di una squadra capace di esprimersi al meglio proprio nella giornata decisiva.

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