Formula 1

Allarme motori per la Mercedes: Antonelli e Russell già al limite, penalità sempre più vicina

Giandomenico Tiseo

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Kimi Antonelli / LaPresse

L’affidabilità continua a rappresentare il principale tallone d’Achille della Mercedes in questa stagione di F1. Dopo una prima parte di campionato costellata da problemi tecnici, la squadra di Brackley si trova ora a gestire una situazione estremamente delicata sul fronte power unit: sia George Russell sia Kimi Antonelli hanno infatti già esaurito la quota di quattro motori termici consentita dal regolamento FIA per l’intero Mondiale.

Una circostanza che complica sensibilmente il prosieguo della stagione. Al prossimo impiego della quinta unità termica, infatti, scatterà inevitabilmente la penalità in griglia, uno scenario che appare ormai difficilmente evitabile considerando il numero di appuntamenti ancora in calendario.

Il Gran Premio d’Ungheria ha rappresentato l’ennesimo campanello d’allarme per la Stella a tre punte. Nel corso delle qualifiche, George Russell è stato costretto a fermare la propria monoposto dopo il Q3 a causa di una perdita di pressione dell’acqua provocata da un violento passaggio sul dosso di curva 4. Il timore iniziale del Team Principal Toto Wolff era quello di una possibile crepa nel basamento del propulsore, circostanza che ha spinto Mercedes a sostituire precauzionalmente l’intera power unit prima della gara.

L’intervento non ha comportato penalità, poiché il britannico ha montato la quarta unità stagionale, ultimo elemento ancora disponibile all’interno della quota regolamentare. Da questo momento, però, ogni ulteriore sostituzione comporterà inevitabilmente una retrocessione sulla griglia di partenza.

Situazione analoga anche per Antonelli. Il leader del campionato era già stato costretto a utilizzare il quarto motore nel precedente appuntamento di Spa-Francorchamps, dove Mercedes aveva preferito anticipare la sostituzione per evitare possibili cedimenti strutturali. In Ungheria il bolognese scatterà comunque più indietro, ma esclusivamente per la penalità di tre posizioni inflitta dopo il mancato rispetto della bandiera gialla durante il Q3.

L’emergenza motori non è il frutto di un singolo episodio, bensì la conseguenza di una lunga serie di criticità emerse sin dall’inizio della stagione. Le prime unità termiche sono state compromesse da guasti meccanici importanti: Russell ha pagato un cedimento in Canada, mentre Antonelli aveva accusato un problema analogo a Barcellona, eliminando definitivamente quei propulsori dalla rotazione.

A complicare ulteriormente il quadro si sono aggiunte le difficoltà del comparto ibrido. Le monoposto a effetto suolo, estremamente rigide, sottopongono batterie e MGU-K a forti sollecitazioni verticali, causando episodi ricorrenti di surriscaldamento e un’usura ben superiore alle previsioni. Russell aveva già esaurito parte dei sistemi di accumulo molto prima della tabella di marcia prevista dagli ingegneri.

Negli ultimi appuntamenti, inoltre, Mercedes ha dovuto fare i conti con un’ulteriore anomalia. Tra Silverstone e Spa, sia Russell sia Antonelli avevano segnalato perdite di velocità sul dritto nell’ordine dei 15 km/h rispetto ai principali rivali. Dopo approfondite verifiche, gli uomini guidati da Simone Resta hanno individuato la causa in un bug del software di gestione della power unit: il sistema interrompeva prematuramente l’erogazione dell’energia elettrica dell’MGU-K, scaricando la batteria troppo presto e lasciando le monoposto prive della piena spinta nei tratti più veloci.

Con ancora numerosi Gran Premi da disputare, la gestione delle quattro unità disponibili appare praticamente impossibile. L’introduzione del quinto motore termico sembra soltanto una questione di tempo e comporterà una penalità di dieci posizioni sulla griglia di partenza per ciascun pilota.

A Brackley resta una sola speranza per limitare i danni. I propulsori più compromessi verranno analizzati nella sede di Brixworth, dove i tecnici valuteranno la possibilità di recuperare almeno alcune unità. Qualora il danno riscontrato sul motore utilizzato da Russell in Ungheria risultasse confinato al carter o ad altre componenti esterne, senza interessare gli organi interni, la power unit potrebbe essere ripristinata e riutilizzata almeno durante le sessioni di prove libere, preservando così i motori destinati a qualifiche e gara.

Resta però evidente come la Mercedes sia ormai chiamata a una difficile gestione strategica delle proprie risorse. Eventuali weekend da affrontare con penalità rischiano infatti di compromettere pesantemente le ambizioni iridate di Russell e Antonelli, soprattutto in un campionato in cui la sfida con McLaren e Ferrari si gioca ormai sul filo dei dettagli.

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