Roland Garros
Aryna Sabalenka: “Spero di ritrovare la concentrazione. Mi sono ritrovata in un baratro”
Nel secondo quarto di finale della parte alta del tabellone di singolare femminile del Roland Garros Diana Shnaider rimonta Aryna Sabalenka, numero uno del mondo, 3-6 7-5 6-0 in poco più di due ore vincendo gli ultimi dieci giochi consecutivi. Nella conferenza stampa successiva al match la numero uno ha analizzato la sua prestazione e il ripetersi di quei crolli che in diverse occasioni ne hanno penalizzato i risultati.
Sulle emozioni dopo la partita di oggi: “Nessun pensiero, nessuna emozione. Vorrei solo smettere di giocare a tennis in questo momento, ma vedremo. Vedremo tra qualche giorno. Spero di ritrovare la giusta concentrazione”.
Su ciò che è successo negli ultimi dieci game e nel terzo set in particolare: “Credo di aver avuto delle ottime opportunità nel secondo set. Ho sbagliato, e poi lei è intervenuta e ha giocato benissimo. Credo di non essere riuscita a riprendermi mentalmente dopo il secondo set. Quello è stato davvero… sì, penso che sia stato il mio errore più grande”.
Sulle scelte effettuate per cambiare l’incontro e su ciò che non ha funzionato: “Sì, non so quando sia stata l’ultima volta che ho perso 10 game di fila. Non lo so. Credo che mentalmente mi sia ritrovata in un baratro profondo e oscuro, e non sono riuscita a riprendermi mentalmente“.
Sull’influenza delle condizioni meteo e di un pomeriggio ventoso: “Sì, questa è un’altra domanda. Non so perché abbiano tenuto il tetto aperto con un vento fortissimo. Ma come posso lamentarmi se per quasi tutta la partita tutto è andato bene, e poi improvvisamente tutto è andato a rotoli? Mi sembrava che la situazione stesse diventando insostenibile, forse perché mentalmente non stavo bene. Quindi per me la situazione stava diventando folle, ma ricordo che anche l’anno scorso, per la nostra partita, avevano tenuto il tetto aperto, e il giorno dopo le condizioni erano simili, ma per i ragazzi lo avevano chiuso, credo per creare condizioni migliori e una qualità di gioco superiore. Non capisco perché lo tenessero aperto. Anche se stavo vincendo, il gioco era molto scorretto. Non so come la gente potesse stare lì seduta a guardarmi giocare. Voglio dire, poi a un certo punto è entrata lei e ha giocato in modo incredibile in quelle condizioni, ma non so. È un grande interrogativo“.
Sulla richiesta di chiudere il tetto: “No, non l’ho fatto. Non credo che ce ne sia bisogno“.
Sulle sfide presentate da terra battuta e anche l’erba, che hanno impedito di replicare il successo ottenuto sui campi in cemento: “Tante cose (sorride). No, non lo so. Mi sento benissimo sulla terra battuta. Mi sento benissimo sull’erba. Penso che, non so, forse mi concentro troppo sul fatto che non ho mai vinto uno Slam su entrambe le superfici, e forse questo mi porta a pensare troppo, a essere troppo emotiva in certi momenti. Non lo so. Questa è una cosa su cui devo fare un passo indietro e cercare di trovare una soluzione, perché sono stanca di perdere delle partite non nel modo migliore solo perché ero troppo emotiva”.
Sul duello con sé stessa e la sensazione di non poter invertire la rotta: “No, credo sia una combinazione di tutto. Pensi troppo, poi commetti errori banali, poi, non so, perdi delle occasioni. Poi l’altro giocatore dall’altra parte inizia a giocare in modo un po’ più aggressivo e più libero, quasi senza paura. Sai, a volte è davvero difficile mantenere la pressione e restituirla all’avversario“.
Sulle somiglianze con la finale dell’anno scorso: “Oh, sì. Sì, è proprio quello che intendo. Devo solo sedermi e, non so, pensare apertamente a ciò che mi passa per la testa in quei momenti difficili, perché sono una giocatrice piuttosto esperta. Ho passato tante cose e ne ho superate tante. Devo solo capire quel piccolo dettaglio che a volte non funziona per me e, si spera, riuscirò a superarlo”.
Sulla propria condizione prima della partita e sul momento prima del 5-3 in cui ha iniziato a sentire qualcosa: “No, no, mi sentivo benissimo. Mi sentivo pronta a lottare. Mi sentivo pronta, sai. Sì, ero super motivata, come sempre. Quindi non direi di aver fatto qualcosa di diverso, sai, stamattina. Penso solo che ci sia qualcosa in un momento specifico della partita che accade e per cui perdo il controllo”.
Sulle difficoltà ad accettare il risultato anche in considerazione del tabellone: “Non mi piacciono le vittorie facili, sai. Credo che per me si tratti di soffrire, superare gli ostacoli e portare a termine il lavoro (sorridendo). Come puoi dire una cosa del genere? Marta è in ottima forma. Mirra sta giocando un tennis fantastico. Sto per sbagliare a pronunciare il nome della ragazza polacca. Mi dispiace tanto. Maja. Mi dispiace tanto. Anche lei sta giocando un tennis davvero fantastico. Voglio dire, forse è quella che ha meno possibilità di vincere, la partita mostra che ne ho avute di meno, ma non so come si dica, possibilità“.
Sui modi di riprendersi da delusioni come questa e sul programma per i prossimi giorni: “Non lo so. Onestamente non lo so. Immagino… non lo so. Non lo so (sorridendo)“.
Sul ripetersi dei blocchi mentali nonostante gli sforzi compiuti per superarli: “Credo che ciò che non ci uccide ci renda più forti. Prima o poi capirò come superare questa piccola situazione e ne uscirò più forte. Comunque, sai, cerco sempre di capire come superarla. Conosci quelle stanze in cui entri e distruggi tutto (risate)? Probabilmente domani passerò un’intera giornata lì a distruggere cose. Forse mi aiuterà, forse no (sorride)”.