Pallavolo
L’Italia chiude la prima settimana di VNL sfidando gli USA: esame di maturità per i giovani azzurri di De Giorgi
L’ultima fatica della prima settimana di Volleyball Nations League mette di fronte due squadre che, pur con organici profondamente rinnovati rispetto alle ultime grandi manifestazioni internazionali, hanno già dimostrato di possedere qualità tecniche, profondità e margini di crescita sufficienti per recitare un ruolo importante nel torneo. Italia e Stati Uniti si sfidano a Ottawa in una partita che rappresenta un test di alto livello per la giovane formazione guidata da Ferdinando De Giorgi, chiamata a chiudere nel migliore dei modi una prima settimana che ha già fornito indicazioni molto interessanti.
Per gli azzurri sarà soprattutto una verifica del percorso compiuto finora. Al di là dei risultati, infatti, l’Italia ha evidenziato una crescita costante sotto il profilo del gioco, della tenuta mentale e della personalità. La capacità di restare competitiva contro la Francia e la reazione mostrata contro la Germania hanno confermato la bontà del lavoro impostato da De Giorgi, che sta sfruttando questa VNL per allargare le rotazioni e valutare diversi giovani inseriti nel progetto della Nazionale.
Uno degli aspetti più incoraggianti riguarda proprio la profondità dell’organico. L’impatto di Alessandro Bovolenta dalla panchina contro la Germania ha confermato come l’Italia disponga di alternative credibili e già pronte per il livello internazionale. Anche Francesco Sani, Gargiulo e Pardo Mati hanno fornito segnali importanti, aumentando le possibilità di scelta dello staff tecnico e offrendo nuove soluzioni tattiche.
Contro gli Stati Uniti servirà però un ulteriore salto di qualità. La battuta sarà probabilmente il fondamentale chiave dell’incontro. Gli azzurri hanno alternato ottime serie a momenti caratterizzati da troppi errori dai nove metri. Contro una squadra dotata di eccellenti ricettori e di attaccanti molto fisici, sarà fondamentale trovare il giusto equilibrio tra aggressività e continuità, evitando di concedere ritmo alla costruzione offensiva americana.
Dall’altra parte della rete ci sarà una nazionale che ha iniziato la competizione con due vittorie convincenti. Gli Stati Uniti hanno superato la Turchia per 3-1 e successivamente hanno battuto la Germania con un netto 3-0, mostrando efficienza offensiva, organizzazione e grande solidità nei fondamentali di muro e difesa. Contro i tedeschi la squadra di Karch Kiraly ha chiuso con il 53% in attacco, realizzando 41 punti offensivi e 9 muri vincenti.
Il principale terminale offensivo americano è Jake Hanes, opposto del Berlin Recycling Volleys, autore di 21 punti contro la Turchia e di altri 19 contro la Germania. Il posto due statunitense sta garantendo continuità realizzativa e ottime percentuali, diventando il riferimento offensivo della squadra.
Accanto a lui spicca la figura di Matthew Anderson, autentica leggenda della pallavolo mondiale. Lo schiacciatore dei Nippon Steel Sakai Blazers, a 39 anni, continua a rappresentare una garanzia in termini di esperienza, qualità tecnica e leadership. Nelle prime due gare ha prodotto 15 punti contro la Turchia e 8 contro la Germania, gestendo con intelligenza i momenti più delicati dei match.
Molto interessante anche il contributo di Ethan Champlin, schiacciatore dello SVG Lüneburg, che contro la Turchia ha messo a segno 10 punti e contro la Germania 8, confermandosi una delle novità più promettenti del nuovo ciclo statunitense. Al centro gli USA possono contare su un reparto di altissimo livello composto da Jeffrey Jendryk (PAOK Salonicco), Taylor Averill (Toray Arrows Shizuoka), Michael Marshman (Tours Volley-Ball) e Merrick McHenry (Nice Volley-Ball). In regia si alternano il giovane Andrew Rowan della UCLA e Micah Ma’a, mentre nel ruolo di libero resta un punto fermo uno dei migliori interpreti mondiali del ruolo, Erik Shoji, oggi in forza all’Asseco Resovia. La ricezione americana ruota attorno alla sua straordinaria affidabilità.
Dal punto di vista tattico la sfida promette grande intensità. L’Italia dovrà cercare di limitare Hanes e Anderson con un sistema muro-difesa particolarmente efficace, evitando di concedere continuità all’attacco statunitense. Allo stesso tempo sarà fondamentale sfruttare la velocità di distribuzione di Paolo Porro e coinvolgere con continuità sia i centrali sia gli schiacciatori di banda. Un altro elemento da non sottovalutare riguarda il piano emotivo. Gli Stati Uniti restano l’avversario che nel 2024 negò all’Italia la medaglia di bronzo olimpica, imponendosi per 3-0 nella finale per il terzo posto di Parigi. Pur trattandosi di contesti molto diversi e con due squadre, soprattutto l’Italia in questa fase, profondamente cambiate, il confronto conserva inevitabilmente un significato e un fascino particolare.