Judo

Judo, pochi lampi tra le seconde linee azzurre al Grand Prix di Qingdao. Trasferta asiatica comunque positiva per l’Italia

Erik Nicolaysen

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Manuel Parlati / IJF

Dopo i tre podi raccolti in Mongolia nel Grand Slam di Ulan Bator, arriva un solo piazzamento nelle prime tre posizioni al Grand Prix di Qingdao per la Nazionale italiana di judo. Il bilancio complessivo della trasferta asiatica resta comunque positivo per l’Italia, che ha cominciato con il piede giusto il biennio di qualificazione olimpica verso Los Angeles 2028.

In Cina erano presenti tante seconde linee del movimento azzurro, oltre ad un paio di “vecchi” big sulla via del recupero come Fabio Basile e Martina Esposito. Il miglior risultato del torneo a Qingdao si è materializzato nella categoria -81 kg, con il ventunenne Manuel Parlati ed il 23enne Bright Maddaloni Nosa che hanno raggiunto la finale di consolazione affrontandosi in un derby che metteva in palio la terza moneta.

A spuntarla per somma di sanzioni al Golden Score è stato Manuel (cugino dell’argento mondiale 2022 e campione europeo 2025 Christian Parlati), che ha centrato la prima top3 della carriera nel World Tour avanzando la sua candidatura per venire convocato ai Mondiali di Baku e giocarsi probabilmente con Antonio Esposito nei prossimi 24 mesi il pass a cinque cerchi.

Segnali positivi per Martina Esposito, passata quest’anno dai -70 ai -78 kg dopo i problemi fisici che le erano costati la qualificazione a Parigi 2024, con un settimo posto a Qingdao in cui ha perso solamente da due top player della categoria come Anna Monta Olek ed Emma Reid. Nuova categoria e nuova sfida anche per Thauany David Capanni Dias, che si conferma in un buon momento di forma arrivando settima nei -63 kg dopo aver trionfato a maggio in un European Open. Poco da dire invece su Basile, fermato al secondo turno dal n.2 del ranking mondiale dei -73 kg in attesa di rimettersi in gioco più avanti nel corso della stagione.

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