Judo
Judo, Manuel Parlati sale sul podio nei -81 kg nel Grand Prix di Qingdao. 5° Maddaloni Nosa
Calato il sipario sulla seconda giornata del Grand Prix di Qingdao, in Cina, ottava tappa stagionale del World Tour di judo e secondo appuntamento del circuito maggiore valido per l’assegnazione dei punti del ranking olimpico in vista di Los Angeles 2028. Dopo la giornata inaugurale chiusa senza podi, l’Italia ha mosso la classifica grazie al terzo posto conquistato da Manuel Parlati.
L’azzurro ha firmato una prestazione di spessore al termine di un percorso impegnativo. All’esordio ha superato il padrone di casa Zan Li per waza-ari e ippon, ripetendosi poi contro il kazako Abylaikhan Zhubanazar grazie a un waza-ari seguito dal waza-ari-awasete-ippon. Negli ottavi di finale Parlati ha confermato il proprio stato di forma, imponendosi sullo sloveno Nace Herkovic per ippon con una tecnica di yoko-gatame.
La corsa verso la finale si è interrotta nei quarti di finale, dove l’azzurro è stato sconfitto dall’azero Hidayat Heydarov, decisivo con un kata-guruma valutato waza-ari a soli cinque secondi dalla fine. Nei ripescaggi, però, Parlati ha ritrovato energie e lucidità, superando prima il finlandese Eetu Ihanamaki e poi Brigh Maddaloni Nosa nella finale per il terzo posto.
Il derby italiano è stato estremamente equilibrato e si è deciso soltanto al Golden Score, dove il terzo shido ha condannato Maddaloni Nosa, comunque autore di un percorso di alto livello, concluso con il quinto posto. Nella categoria, il titolo è andato all’azero Zelim Tckaev, vincitore in finale sull’austriaco Bernd Fasching, mentre Heydarov ha completato il podio insieme a Parlati.
Tra gli altri azzurri impegnati nei -73 kg, Fabio Basile e Leonardo Valeriani non sono riusciti a raggiungere il Final Block. Basile ha iniziato il torneo battendo l’irlandese Josha Green, ma si è poi arreso al saudita Makhmadbek Makhmadbekov, sconfitto per waza-ari (o-soto-makikomi). Valeriani, invece, ha superato il tedesco Jano Ruebo prima di cedere allo svedese Narek Vardanian, impostosi per ippon con okuri-eri-jime. A conquistare il successo finale è stato il giapponese Tatsuki Ishihara.
Nelle categorie femminili, Raffaella Lelia Ciano e Thauany David Capanni Dias non hanno centrato il podio nei -63 kg. La migliore delle due è stata Capanni Dias, capace di superare la cinese Lin Qianyi e la russa Dali Liluashvili, prima di arrendersi nella finale della propria pool alla croata Iva Oberan, che ha ottenuto un waza-ari con tani-otoshi e due yuko, rispettivamente con o-uchi-gari e tani-otoshi. Ai ripescaggi l’azzurra ha poi ceduto al Golden Score contro la kosovara Laura Fazliu, a segno con uno yuko su ura-nage. Percorso più breve, invece, per Ciano, sconfitta all’esordio dalla ceca Renata Zachová per waza-ari-awasete-ippon. A imporsi nella categoria è stata la giapponese Narumi Tanioka.
Nei -70 kg Serena Ondei non è riuscita a opporsi alla brasiliana Nauana Silva, che ha chiuso l’incontro dopo 2’42” con un ippon ottenuto attraverso yoko-shiho-gatame. Il titolo è andato alla croata Lara Cvjetko, vincitrice in finale sulla russa Tamara Lishchenko.