Pallavolo

Italia, quanti segnali dalla VNL: Paolo Porro cresce, Sani esplode e Mati convince

Enrico Spada

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Francesco Sani e Gabriele Laurenzano / Fivb

L’Italia chiude la prima settimana di Volleyball Nations League con un bilancio che consegna a Ferdinando De Giorgi una serie di risposte incoraggianti in vista del prosieguo della stagione e degli Europei, momento clou dell’estate 2026. Gli azzurri hanno affrontato avversari di alto livello, hanno giocato quattro partite in pochi giorni e soprattutto hanno confermato di possedere una qualità dell’organico forse superiore alle attese della vigilia. In una squadra costruita senza molte delle colonne portanti del gruppo titolare, l’aspetto più interessante è stato vedere quanti giocatori siano riusciti a sfruttare l’occasione per candidarsi a un ruolo importante anche nel futuro prossimo della Nazionale.

Tra le note più positive c’è sicuramente la crescita di Paolo Porro. Il palleggiatore lombardo era atteso da una verifica importante e ha risposto con prestazioni di qualità, mostrando personalità, leadership e gestione del gioco sempre più convincenti. Ha saputo valorizzare tutti gli attaccanti, ha mantenuto alto il ritmo offensivo e soprattutto ha dimostrato di poter reggere il peso della regia contro avversari di primo piano. La sensazione è che la corsa al ruolo di vice-Giannelli sia più aperta che mai. Riccardo Sbertoli resta un riferimento per esperienza internazionale e affidabilità, ma Porro ha aggiunto elementi importanti alla propria candidatura, offrendo una pallavolo veloce, aggressiva e moderna.

Al centro il tema principale resta l’individuazione dell’erede di Simone Anzani. In questo senso la prima settimana canadese ha probabilmente premiato soprattutto Pardo Mati. L’esordio assoluto contro la Francia è stato sorprendente per maturità e impatto, ma ciò che ha colpito maggiormente è stata la continuità di rendimento mostrata nelle gare successive. Servizio, muro e capacità di incidere nei momenti decisivi fanno pensare che il centrale azzurro abbia compiuto un importante salto di qualità. Sanguinetti ha confermato il proprio valore, risultando spesso determinante nelle situazioni più delicate, mentre Gargiulo ha saputo ritagliarsi uno spazio importante entrando dalla panchina e portando energia soprattutto nel fondamentale del muro. Al momento sembra proprio Mati ad aver guadagnato qualche posizione nelle gerarchie, ma il reparto appare complessivamente molto competitivo e ricco di soluzioni.

Anche nel ruolo di opposto sono arrivati segnali interessanti. Alessandro Bovolenta ha probabilmente compiuto il passo avanti più evidente rispetto alle precedenti apparizioni in azzurro. L’ingresso contro la Germania ha cambiato l’inerzia della partita e in diverse occasioni il ravennate ha mostrato tutto il proprio potenziale offensivo. Restano però alcuni aspetti da perfezionare. Quando parte titolare tende ancora ad alternare momenti eccellenti a passaggi più complicati e sugli attacchi ad alta palla può crescere ulteriormente in termini di potenza e continuità. Il talento è evidente e la sensazione è che il suo percorso internazionale sia appena iniziato.

Discorso diverso per Kamil Rychlicki, che continua a rappresentare una certezza offensiva ma anche un giocatore capace di alternare prestazioni dominanti a fasi meno brillanti. I 30 punti contro la Francia hanno confermato il suo valore da terminale principale dell’attacco azzurro, ma il tema della continuità nell’arco della partita resta centrale nella sua valutazione complessiva.

Se però bisogna individuare la vera rivelazione di questa prima settimana, il nome è probabilmente quello di Francesco Sani. Lo schiacciatore toscano è cresciuto partita dopo partita fino a diventare uno dei punti di riferimento dell’Italia. Ha garantito qualità in ricezione, efficacia in attacco, presenza a muro e personalità nei momenti decisivi. La prestazione contro la Turchia ha certificato una maturazione importante e rilancia inevitabilmente il tema dell’abbondanza nel reparto delle bande.

Con Alessandro Michieletto e Daniele Lavia destinati a restare i titolari di riferimento, alle loro spalle si è aperta una concorrenza estremamente interessante. Mattia Bottolo continua a offrire garanzie importanti, soprattutto in ricezione e nei momenti di equilibrio delle partite. Luca Porro ha confermato il proprio talento e la capacità di reggere il livello internazionale. Ora però c’è anche Sani, che ha sfruttato al massimo ogni opportunità ricevuta e che sembra aver ridotto sensibilmente le distanze dai compagni. Per due posti alle spalle dei titolari, la concorrenza è ormai apertissima.

Dal punto di vista tattico l’Italia ha mostrato una pallavolo moderna, aggressiva e coraggiosa. Il servizio resta il fondamentale chiave e questa squadra, la più giovane come età media di tutta la VNL in questa prima settimana, ha nella battuta un’arma importante, seppure da perfezionare. Gli azzurri sono stati capaci di costruire break importanti ma anche di concedere troppo attraverso gli errori diretti. Molto positiva invece la crescita del sistema muro-difesa, migliorato sensibilmente nel corso della settimana, così come la capacità di coinvolgere i centrali e di distribuire il gioco su tutti i terminali offensivi.

La fotografia che lascia Ottawa è quella di una Nazionale che forse non ha ancora trovato tutte le proprie certezze, ma che ha scoperto nuove risorse tecniche. Ed è probabilmente questa la notizia migliore per De Giorgi: oltre ai risultati, l’Italia esce dalla prima settimana con diversi giocatori che hanno dimostrato di poter essere qualcosa di più di semplici alternative. E in prospettiva futura, questo rappresenta un patrimonio di enorme valore per il volley azzurro.

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