Formula 1
Giorgio Piola: “Antonelli ha una robustezza di carattere incredibile. Russell depresso, Ferrari ancora lontana da Mercedes”
Tempo di bilanci dopo il Gran Premio di Monaco di F1, una gara che ha regalato emozioni soprattutto nel finale e che ha consacrato ulteriormente Kimi Antonelli. A tracciare un’analisi approfondita di quanto accaduto nel Principato è stato Giorgio Piola, firma storica del Motorsport, intervenuto nel consueto approfondimento sul canale Youtube di OA Sport.
Prima ancora di soffermarsi sugli aspetti tecnici della corsa, Piola ha raccontato il suo particolare rapporto con Montecarlo: “Ormai Montecarlo è diventato impossibile per lavorare, perché per esempio noi giornalisti e fotografi non possiamo più stare vicino alle macchine“. Un cambiamento che ha inciso anche sul suo modo di seguire il weekend: “Era il Gran Premio per me preferito, oltre al fatto che è il primo Gran Premio che ho visto di più in vita mia, era questo il mio 58°. Bisogna stare lontani, poi ogni spostamento devi passare mezz’ora, per cui stamattina ho deciso alle 10 di venirmene via e guardarmelo da casa“.
Il tema centrale dell’analisi è inevitabilmente la prova di Antonelli, autore di una prestazione che ha impressionato il giornalista italiano. “Sta dimostrando una robustezza di carattere, una maturità veramente incredibile“, ha spiegato Piola. “Quando uno ha un così grosso vantaggio che si è costruito tutto per poter fare il pit stop e rimanere davanti agli altri e poi si vede annullare tutto con una bandiera rossa, con una ripartenza in genere uno sballa un pochettino. Invece lui è stato tranquillissimo“.
Una tranquillità che, secondo Piola, rappresenta una delle caratteristiche più sorprendenti del giovane pilota Mercedes. “Kimi ha fatto sempre tempi da record, quindi veramente iper concentrato, non ha commesso il minimo errore, è stato veramente fantastico. Quindi tanto di cappello per lui“.
L’exploit monegasco assume ancora più valore considerando le aspettative che avevano accompagnato il weekend. “Le aspettative di questo Gran Premio erano tantissime“, ha osservato, ricordando come si immaginasse una gara più movimentata dopo le qualifiche. Invece, il colpo di scena è arrivato soprattutto dalla mancata partenza di Verstappen: “La grossa delusione è che Verstappen è rimasto fermo alla partenza. Questa è stata la prima doccia fredda“.
Se in pista Antonelli ha mostrato solidità e velocità, fuori dall’abitacolo continua a colpire per spontaneità e genuinità. Piola ha raccontato un episodio particolare avvenuto durante la cerimonia del podio, quando Kimi non si è accorto della presenza del Principe Alberto II e dei membri della famiglia reale schierati per i saluti di rito ed è andato direttamente sul podio più alto: “L’ha fatto proprio ingenuamente, cioè probabilmente non ha ascoltato quello che gli avevano spiegato. È salito pensando giustamente a quello che aveva fatto, a cosa aveva vinto“.
Un comportamento che, lungi dall’essere interpretato come mancanza di rispetto, viene letto come un tratto distintivo del suo carattere: “Bellissima scena e ti dà la dimensione di come realmente questo ragazzino sia un ragazzino pulito, pulito. Io spero che si mantenga così per sempre perché veramente questa può essere la sua forza“.
Piola è tornato più volte sul concetto di leggerezza mentale, individuandolo come uno degli elementi decisivi del successo di Antonelli. “Questa è l’ingenuità di questo ragazzo che a mio parere veramente lo porterà, se rimarrà così e non si farà influenzare, lo porterà veramente molto lontano“.
Anche la gestione della gara ha impressionato il collega. Nonostante dal muretto gli fosse stato chiesto di evitare rischi inutili, Antonelli ha continuato a mantenere un ritmo elevatissimo: “Gli hanno dovuto dire: ‘Guarda che non abbiamo bisogno di giri veloci, non ci interessa nulla, soprattutto a Montecarlo, dove se sbagli di un millimetro sei a muro’“. Eppure, il giovane pilota ha continuato a spingere: “Nel penultimo giro ha stampato un crono incredibile“.
Nel confronto con la concorrenza emerge anche la forza della scuderia. “La Mercedes sta dimostrandosi sempre estremamente forte“, ha sottolineato Piola. “Pensavamo quasi che a Montecarlo potesse essere un po’ più terrestre e non stratosferica, ma non è stato così“.
Sul fronte tecnico, Piola ha offerto anche una lettura delle novità viste nel paddock, soffermandosi sulle interpretazioni regolamentari adottate dai top team. “È un regolamento da un certo punto di vista difficile da capire perché ti verrebbe da dire: quelle cose lì sono fuori misura. Invece adesso con questa storia dei volumi le squadre possono interpretare e quindi giocare di più“.
Accanto all’entusiasmo per Antonelli, non manca una riflessione sulla situazione interna Mercedes e sulle difficoltà di George Russell. “Grande Kimi e di nuovo grandissima delusione per Russell“, ha commentato. “Io lo vedo psicologicamente veramente messo molto male. Lo abbiamo visto dopo la gara: era veramente nerissimo in volto, depresso. Ormai per lui diventa una situazione pesante“.
Per Piola il talento di Antonelli è ormai riconosciuto da tutto il paddock. “È forte, è forte ed è riconosciuto forte da tutti. Lo avete visto come viene abbracciato, come viene complimentato. È una meteora che è apparsa improvvisamente all’interno della pit lane e sostanzialmente, un po’ per la sua giovane età, un po’ per la sua semplicità e per il suo sorriso, è ben voluto“.
Diverso il discorso relativo alla Ferrari. Monaco, secondo Piola, non può ancora fornire indicazioni definitive sul reale livello della SF-26. “Questo circuito è anomalo, non si può. Un bilancio di quella che è la situazione tecnica lo si potrà fare soltanto dopo il Gran Premio di Spagna, di Barcellona“. Il motivo è semplice: “Lì è una pista probante. Se le macchine vanno bene lì, vanno bene dappertutto. Ci vuole carico, ci vuole velocità in curva, ci vuole una macchina che vada veramente bene“.
Da qui l’avvertimento alla scuderia: “Sarà molto importante se la Ferrari porterà delle novità, perché devono assolutamente lavorare. A livello soprattutto di ritmo gara e tenuta sulla distanza, la Mercedes ha ancora un bel passo avanti“.
Piola si è soffermato anche sulla situazione di Charles Leclerc, protagonista di un fine settimana dalle forti oscillazioni emotive. “Ho visto un Leclerc fantastico in un’intervista lunghissima prima della gara, molto umano, molto rilassato, molto positivo“. Poi, però, il cambio di scenario dopo la corsa: “La doccia fredda del Leclerc dopo la gara, un Leclerc estremamente negativo, estremamente duro anche con la squadra“.
Ciò che ha colpito maggiormente Piola è stata proprio la differenza tra il prima e il dopo. “La differenza dei due Leclerc, il Leclerc prima della gara e il Leclerc dopo, mi ha fatto sinceramente dispiacere“. Una reazione che il collega interpreta soprattutto sul piano umano: “Gli è un po’ crollato il mondo addosso e il pit stop è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso“.
In chiusura, Piola è tornato ancora una volta sul fenomeno Antonelli, individuando nella sua capacità di restare sé stesso la chiave del futuro. “Di gara in gara sta sempre crescendo in maturità pur non cambiando il suo atteggiamento fanciullesco, ingenuo, positivo“. E aggiunge: “Credo che sia estremamente ingenuo, estremamente fanciullo, ma cresce sia come forza di carattere sia come robustezza per difendersi da tutte le cose esterne“.
Il vero segreto, però, potrebbe essere proprio la sua disponibilità ad ascoltare e imparare. “Kimi è talmente naïf, talmente fanciullo che è aperto ad ascoltare tutto. Se l’ingegnere gli dice: ‘Guarda che quella curva lì hai anticipato troppo’, lui ci prova e lo fa senza nessuna arroganza“.