Pallavolo

Perugia vede lo scudetto, Civitanova cerca l’impresa per riaprire la serie

Enrico Spada

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Mattia Bottolo / LVM

La finale scudetto di Superlega arriva al primo vero punto di svolta. Mercoledì sera, al PalaBarton Energy, la Sir Susa Vim Perugia avrà l’occasione di chiudere i conti contro la Cucine Lube Civitanova, forte del 2-0 costruito nelle prime due sfide. Un margine netto, ma che non racconta fino in fondo la complessità di una serie che, soprattutto in gara-2, ha mostrato sfumature tecniche e mentali decisive.

Il dato più evidente è la superiorità strutturale di Perugia, emersa con continuità nei fondamentali chiave. La squadra di Lorenzetti ha dimostrato di avere più soluzioni offensive e una gestione più lucida dei momenti delicati. Non è un caso che anche nelle situazioni di svantaggio, come accaduto all’Eurosuole Forum, gli umbri siano riusciti a ribaltare l’inerzia con naturalezza, senza mai perdere ordine e qualità.

Il sistema costruito attorno a Simone Giannelli sta facendo la differenza. La distribuzione è ampia, imprevedibile, capace di coinvolgere tutti i terminali offensivi con efficacia. Ben Tara è il riferimento principale, ma non esclusivo; Plotnytskyi e Semeniuk garantiscono equilibrio tra potenza e continuità, mentre al centro Russo e Solé incidono con percentuali altissime, soprattutto nei momenti in cui il cambio palla diventa determinante.

La sensazione è che Perugia abbia sempre un’alternativa pronta. Anche quando il gioco si complica, riesce a trovare soluzioni ad alta efficienza, limitando errori e mantenendo pressione costante. È una squadra che oggi appare completa, capace di vincere sia dominando sia soffrendo.

Diverso il discorso per Civitanova. La Lube ha dimostrato di poter competere, soprattutto nella seconda gara, dove ha tenuto testa agli avversari per lunghi tratti e ha espresso un buon livello offensivo con Bottolo, Nikolov e Loeppky. Tuttavia, ciò che è mancato è stata la continuità nei momenti chiave.

Il limite principale dei marchigiani è emerso nei finali di set, dove la squadra di Medei ha spesso perso lucidità, pagando qualche imprecisione di troppo sia in attacco sia nella gestione del servizio. A questo si aggiunge una difficoltà nel contenere l’attacco umbro nelle fasi decisive, con il muro-difesa che non è riuscito a incidere come nelle serie precedenti.

In vista di gara-3, la chiave sarà soprattutto mentale. Perugia avrà il vantaggio di giocare senza pressione, con il pubblico dalla propria parte e la consapevolezza di poter chiudere la serie. Civitanova, al contrario, sarà chiamata a una partita quasi perfetta: servirà maggiore aggressività al servizio, più incisività a muro e, soprattutto, una gestione più lucida dei palloni che contano.

Il rischio per la Lube è quello di subire l’inerzia della serie e la solidità degli avversari. L’unica strada per riaprire i giochi passa da un cambio di ritmo netto, sia tecnico sia emotivo. Perugia, invece, sa di avere tutto dalla propria parte: qualità, fiducia e un sistema di gioco che finora ha fatto la differenza.

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