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Roland Garros 2026, tenniste pronte al boicottaggio in caso di premi non adeguati. Paolini: “Bisogna essere unite”

Roberto Santangelo

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Roland Garros / LaPresse

Scoppia la grana legata ai premi al Roland Garros 2026 di tennis ed inizia a serpeggiare tra le atlete la possibilità di boicottare il secondo torneo stagionale del Grand Slam, con diverse giocatrici che aprono a questa possibilità, qualora ci sia accordo sulla scelta di non giocare a Parigi.

Quest’anno il Roland Garros ha deciso per un aumento del 9.5% del montepremi rispetto allo scorso anno, per complessivi 61.7 milioni di euro, dei quali 2.8 per i vincitori dei tornei di singolare, ma la cifra è ritenuta insufficiente dai giocatori, in quanto non proporzionata alla crescita dei ricavi dei tornei dello Slam.

La questione tiene banco nelle principali conferenze stampa odierne a Roma, e la domanda sul tema viene posta anche a Jasmine Paolini: “Quello dei premi è un tema che sta girando tra noi atleti. Stiamo facendo questo affinché ci sia una predisposizione migliore verso i giocatori, per quanto riguarda le tutele, la questione delle pensioni, quella della maternità e tante altre cose che gli Slam non stanno facendo, a differenza dei tornei dei circuiti ATP e WTA. Lottiamo per quello, siamo tutti uniti e andiamo tutti nella stessa direzione. Gli Slam stanno alzando il prize money, ma non in percentuale a quanto stanno guadagnando. E non contribuendo a pensioni e maternità. Boicottaggio degli Slam? Se siamo tutti d’accordo e siamo uniti è una cosa che si potrebbe fare“.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la numero 1 WTA, la bielorussa Aryna Sabalenka: “Ho la sensazione che lo spettacolo dipenda da noi e che, senza di noi, non ci sarebbero i tornei e non ci sarebbe questo tipo intrattenimento. Meritiamo assolutamente una percentuale di guadagno maggiore. Spero davvero che tutte le trattative in corso ci portino, prima o poi, alla decisione giusta, a una conclusione che soddisfi tutti. A un certo punto, potremmo boicottare; è l’unico modo per lottare per i nostri diritti“.

Di diverso avviso la polacca Iga Swiatek: “Il boicottaggio è una situazione un po’ estrema, mentre la proposta dei giocatori, che prevede di allineare i premi per tutti i tornei al 22%, è abbastanza ragionevole. Penso che la cosa più importante, onestamente, sia avere una comunicazione e un dialogo costruttivi con gli organi di governo, in modo da avere spazio per parlare e magari negoziare. Spero che prima del Roland Garros ci sia l’opportunità di avere questo tipo di incontri e vedremo come andranno“.

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