Ciclismo

Pagelle Giro d’Italia 2026: Alberto Bettiol trionfa con un’azione di classe. Stuyven sempre presente

Gianluca Bruno

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Alberto Bettiol - Foto: Pier Colombo

PAGELLE TREDICESIMA TAPPA GIRO D’ITALIA 2026

Alberto Bettiol, voto 10: quando ha questa gamba è veramente devastante. Azione di classe sull’ultima salita, quella di Ungiasca, che aveva studiato alla perfezione. Il toscano della XDS Astana Team sale con il suo passo, attende l’attacco di Leknessund e poi lo distrugge con una sparata delle sue, che gli avevamo già visto fare sulle strade della Corsa Rosa a Stradella qualche anno fa. Dopo un periodo lontano dal successo torna alla vittoria e lo fa alla grande.

Andreas Leknessund, voto 8: secondo a Fermo, secondo a Verbania. Stesso risultato, altra prestazione eccellente, entrambe le volte però avversario troppo forte per il campione norvegese. Contro il Narvaez di qualche giorno fa e contro questo Bettiol puoi davvero poco. Anticipa l’attacco in salita, ma in qualunque scenario, vista la gamba del toscano, sarebbe finita allo stesso modo.

Jasper Stuyven, voto 8: che classe il belga della Soudal Quick-Step. Altra giornata all’attacco (già ieri era in fuga ed ha chiuso quinto). Un corridore da classiche, vincitore della Milano-Sanremo 2021 e sul podio alla Roubaix quest’anno, ci prova nonostante le salite e si difende al meglio chiudendo in un’eccellente terza piazza.

Michael Valgren, voto 7: il veterano danese continua a mettersi in mostra nonostante i 34 anni. Dopo la vittoria alla Tirreno-Adriatico quest’anno ci ha riprovato sulle strade italiane, non ne ha avuto però sul finale per tenere il passo di Bettiol. Quarto posto comunque di rilievo.

Francesco Busatto, voto 6,5: dodicesimo ieri a Novi Ligure, all’attacco e all’ottavo posto oggi in quel di Verbania. Condizione in crescita per il 23enne nativo di Bassano del Grappa. Lo aspettiamo all’attacco nella terza settimana.

Filippo Ganna, voto 5,5: era la sua tappa, davanti al pubblico di casa, ma purtroppo non è riuscito ad andare all’attacco. Ci ha provato una, due, tre volte nella prima fase di gara, ma era troppo marcato e dunque risultava quasi impossibile centrare la fuga giusta.

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