Judo

Judo, Erica Simonetti e Tiziana Marini ai piedi del podio nel Grand Slam di Astana

Giandomenico Tiseo

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Erica Simonetti / IJF

Calato il sipario sull’edizione 2026 del Grand Slam di Astana, in Kazakistan, sesto appuntamento stagionale del circuito maggiore. L’evento rappresentava l’ultimo banco di prova di rilievo prima dell’avvio ufficiale della qualificazione olimpica, che scatterà il 15 giugno con il Grand Slam di Ulan Bator. Per l’Italia sono saliti sul tatami Erica Simonetti e Tiziana Marini nei +78 kg femminili, Kenny Komi Bedel e Christian Parlati nei -90 kg maschili.

Le indicazioni più incoraggianti sono arrivate dal settore femminile, con entrambe le azzurre vicine al podio e capaci di chiudere al quinto posto. Simonetti e Marini si sono infatti giocate le proprie chance attraverso i ripescaggi. Simonetti è stata sconfitta nei quarti di finale, all’esordio nel torneo, dalla kazaka Aida Toishibekova per waza-ari, messo a segno con un o-uchi-gari. Marini, dopo aver superato al primo turno l’altra kazaka Akerke Ramazanova, ha invece dovuto arrendersi alla mongola Adiyasuren Amarsaikhan per tre shido.

Nel percorso di recupero, Simonetti ha piegato la brasiliana Giovanna Santos, penalizzata con tre shido, senza però riuscire a superare l’ostacolo rappresentato proprio da Amarsaikhan, già vincitrice contro la compagna di squadra, che si è imposta ancora una volta per tre shido. Marini, dal canto suo, ha avuto la meglio sulla brasiliana Thauana Silva grazie a uno yuko nel Golden Score, ma si è fermata nella sfida per il bronzo contro la padrona di casa Toishibekova, vittoriosa anche in questo caso per tre shido. Nei +78 kg a conquistare il successo finale è stata la russa Elis Startseva.

Meno positivo il bilancio azzurro nei -90 kg. Parlati si è arreso all’esordio contro l’azero Aslan Kotsoev per ippon, realizzato con un soto-makikomi. Bedel, 25enne originario di Pordenone, è invece stato sconfitto dall’ucraino Artem Bubyr, autore di un incontro dominato sin dalle prime battute: prima uno yuko dopo appena 20 secondi con un uchi-mata, poi l’ippon definitivo dopo 3’07” grazie a un o-soto-gari. Nella categoria il titolo è andato al serbo Boris Rutovic.

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