Nuoto
Simone Cerasuolo devastante nei 50 rana ai Campionati italiani. Pilato si riscatta, Paltrinieri di carattere e Curtis da poker
Si chiude con un carico di spunti tecnici e conferme di alto profilo l’edizione 2026 degli Assoluti primaverili in vasca lunga a Riccione. L’ultima giornata consegna indicazioni nette: velocità pura, solidità nel mezzofondo e segnali importanti anche tra i rientri eccellenti.
L’apertura è affidata ai 50 rana femminili, subito ad alto tasso qualitativo: due atlete scendono sotto il limite europeo di 30″40. A imporsi è Benedetta Pilato, che ritrova il vertice con una prova costruita sulla consueta esplosività al via e una gestione impeccabile della fase subacquea. La primatista italiana (29″30) tocca in 30″13, precedendo Anita Bottazzo, ottima in 30″20 – quarta prestazione personale di sempre – al termine di un percorso di crescita rilanciato anche dall’esperienza negli Stati Uniti. Completa il podio Lisa Angiolini in 30″61.
Tra gli uomini, i 50 rana diventano il manifesto della condizione di Simone Cerasuolo. Il campione del mondo in carica domina con autorità in 26″51, seconda prestazione personale di sempre e unico sotto i 27 secondi nella sessione pomeridiana, non lontano dal 26″42 del titolo iridato. Alle sue spalle si migliorano sensibilmente gli avversari: Flavio Mangiamele è secondo con il personale in 27″11 (precedente 27″45), mentre Gabriele Mancini chiude terzo in 27″21. La prestazione di Cerasuolo è anche la migliore al mondo nel ranking stagionale.
Nel mezzofondo femminile, Simona Quadarella completa il tris dopo 800 e 1500 stile libero, imponendosi anche nei 400 sl. La romana cambia passo dopo metà gara e chiude in 4’03″59, nuotando con grande regolarità (passaggi attorno ai 30″6-30″7) e firmando la seconda prestazione personale di sempre, a ridosso del 4’03″35 di Glasgow 2018. Alle sue spalle si migliorano le due atlete della RN Florentia: Bianca Nannucci è seconda con il personale in 4’08″24 (precedente 4’11″25), Emma Vittoria Giannelli terza in 4’09″42, entrambe però ancora sopra il limite per gli Europei fissato a 4’07″00.
Nei 400 misti, in assenza di Alberto Razzetti, emerge con decisione il solito Jacopo Barbotti, che centra una prestigiosa doppietta dopo il successo nei 200. Il 20enne nuota un eccellente 4’16″01, abbassando drasticamente il precedente 4’20″63 e compiendo un salto notevole nelle graduatorie nazionali. Alle sue spalle il podio è completato da Emanuele Potenza in 4’17″20 e Simone Spediacci in 4’17″33.
Luci su Gregorio Paltrinieri, che sceglie l’ultima giornata per il rientro in piscina e non tradisce le attese. Nei 1500 stile libero il campione olimpico vince con carattere in 14’58″03, costruendo la gara su un ritmo costante (29″7-29″8 a vasca) e resistendo alla pressione degli avversari. Marcello Guidi chiude a ridosso con il personale in 14’58″30, seguito da Ivan Giovannoni in 14’59″21.
A far calare il sipario è arrivato il poker servito da Sara Curtis: quarto titolo tricolore a livello individuale per lei, vista l’affermazione nei 50 farfalla col nuovo personale di 25″89, a precedere Silvia Di Pietro (26″09) ed Elena Capretta (26″35).