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Nuoto, l’Italia punta a Parigi: certezze e nuovi talenti dagli Assoluti di Riccione

Enrico Spada

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Sara Curtis / Alessandro Gennari

Gli Assoluti primaverili di Riccione 2026 sono stati per tanti atleti, soprattutto i big del nuoto italiano, una tappa di passaggio, mentre per gli emergenti o chi arrivava da una stagione non semplice, un primo importante test di verifica dello stato di forma. L’evento serviva anche a delineare la prima ossatura della Nazionale che affronterà gli Europei di Parigi. I cinque giorni romagnoli hanno promosso 30 atleti, ma soprattutto hanno restituito un quadro tecnico ricco di conferme, segnali di crescita e alcune criticità da non sottovalutare.

Il punto di partenza non può che essere Simona Quadarella, autentica leader del mezzofondo europeo. La romana ha dominato la scena con una tripletta di altissimo livello: 8’21”01 negli 800 stile libero, 15’55”89 nei 1500 e 4’03”59 nei 400, tre prestazioni costruite su una gestione tattica impeccabile e una solidità che la pone già oggi tra le favorite per Parigi. Non meno impressionante è stata Sara Curtis, la vera stella della manifestazione: record italiano nei 50 dorso in 27”33 e nei 50 stile con 24″29, fatto segnare al mattino, vittoria nei 100 stile libero in 53”40, nei 50 sl in 24”31 e nei 50 farfalla in 25”89. Una continuità tecnica e una versatilità che la proiettano tra le migliori interpreti europee.

Tra gli uomini, il segnale più forte arriva da Carlos D’Ambrosio, che si prende la leadership dello sprint azzurro con 47”83 nei 100 stile libero e 1’45”77 nei 200, pur con margini ancora evidenti. In scia si rivede Alessandro Miressi, secondo nei 100 in 48”46, tempo che vale la qualificazione e certifica il ritorno ad alto livello dopo una fase complicata. Sul podio anche Lorenzo Zazzeri (48”53), mentre nei 50 sl Leonardo Deplano si impone in 21”64, confermandosi riferimento nazionale.

La rana maschile ha trovato in Simone Cerasuolo un punto fermo: 58”82 nei 100 e 26”51 nei 50, entrambe prestazioni di rilievo mondiale. Alle sue spalle cresce il movimento, con Gabriele Mancini (59”98 nei 100) e Flavio Mangiamele (27”11 nei 50), ma resta il vuoto lasciato dall’assenza di Nicolò Martinenghi e Ludovico Viberti. Tra le donne, invece, la rana ha offerto un quadro più complesso: Lisa Angiolini ha vinto i 100 in 1’06”33 e i 200 in 2’22”28, con record italiano nella distanza doppia, mentre Benedetta Pilato, seconda nei 100 in 1’06”39, si è riscattata vincendo i 50 in 30”13, tornando competitiva dopo la squalifica. Ottima anche Anita Bottazzo (30”20 nei 50).

Nel settore dei misti e della farfalla, Alberto Razzetti si è confermato atleta di riferimento: vittoria nei 200 farfalla in 1’54”99 e nei 100 farfalla in 51”91, oltre al secondo posto nei 200 misti (1’57”76). Proprio nei misti è arrivata la grande sorpresa: Jacopo Barbotti, capace di vincere i 200 in 1’57”75 (record cadetti e pass europeo) e dominare i 400 in 4’16”01, migliorandosi di oltre quattro secondi. Una crescita clamorosa, che lo proietta stabilmente nel giro della Nazionale maggiore.

Tra le donne, oltre alla già citata Curtis, si è distinta Anita Gastaldi, vincitrice dei 100 farfalla in 58”10 e dei 200 misti in 2’11”06, mentre Chiara Della Corte ha centrato la qualificazione europea con 2’11”58. Nella farfalla lunga, exploit di Paola Borrelli nei 200 con 2’07”47, migliore prestazione italiana in tessuto. Lo stile libero femminile ha mostrato segnali molto interessanti: nei 200 sl vittoria di Bianca Nannucci in 1’57”82 (record di categoria), seguita da Anna Chiara Mascolo (1’58”09) e dalla stessa Quadarella (1’58”23). Nei 100, alle spalle di Curtis, brilla Emma Virginia Menicucci con 53”75, mentre Chiara Tarantino chiude in 54”30. Una profondità che rende la 4×100 sl femminile altamente competitiva.

Anche tra gli uomini la staffetta veloce è un punto di forza: D’Ambrosio, Miressi, Zazzeri e Deplano offrono garanzie, mentre per la 4×200 sl arrivano segnali incoraggianti ma non ancora definitivi: oltre a D’Ambrosio, bene Jacopo Barbotti (1’47”27) e Alessandro Ragaini (1’47”61), ma serve ulteriore crescita per competere con le grandi nazioni.

Nel mezzofondo maschile, oltre a Luca De Tullio (7’47”60 negli 800), il ritorno più atteso era quello di Gregorio Paltrinieri, che nei 1500 ha vinto in 14’58”03, dimostrando solidità e centrando la qualificazione. Alle sue spalle Marcello Guidi (14’58”30) e Ivan Giovannoni (14’59”21), segno di una buona profondità.

Non sono mancate le ombre. La più evidente, ma anche poco preoccupante, conoscendo le capacità del campione di farsi trovare in forma al momento giusto, riguarda Thomas Ceccon, terzo nei 200 dorso, unica gara individuale disputata, in 1’57”19, lontano dal suo standard e battuto da Daniele Del Signore (1’56”89) e Matteo Venini (1’57”00). Anche la farfalla veloce maschile (23”31 di Lorenzo Gargani) e il dorso femminile sulle distanze più lunghe non hanno espresso tempi di livello internazionale. Pesano inoltre alcune assenze: oltre a Martinenghi e Viberti, sono mancate Costanza Cocconcelli, la giovane Alessandra Mao e Christian Bacico, fermato per doping.

Il bilancio complessivo è comunque positivo: l’Italia esce da Riccione con certezze solide, giovani in forte crescita e staffette competitive, ma anche con la consapevolezza che servirà un ulteriore salto di qualità per ambire ai vertici europei. Il prossimo passaggio, il Sette Colli, sarà decisivo per completare una Nazionale che ha già basi importanti, ma non ancora definitive.

Si delinea la prima ossatura della Nazionale italiana che prenderà parte agli Europei di Parigi, grazie ai risultati ottenuti agli Assoluti primaverili di Riccione. In campo maschile, lo sprint vede protagonista Leonardo Deplano, qualificato nei 50 stile libero, mentre nei 100 e 200 stile libero si prende la scena Carlos D’Ambrosio, autore di una doppietta, affiancato nei 100 da Alessandro Miressi, tornato competitivo ad alti livelli. Nei 400 stile libero stacca il pass Davide Marchello, mentre nel mezzofondo i riferimenti restano Luca De Tullio negli 800 e Gregorio Paltrinieri nei 1500.

Nel dorso, doppia qualificazione per Michele Lamberti, vincitore sia nei 50 sia nei 100, mentre nei 200 emerge il giovane Daniele Del Signore. La rana conferma la leadership di Simone Cerasuolo, qualificato nei 50 e nei 100, con Christian Mantegazza che si prende il posto nei 200. In farfalla e nei misti domina la figura di Alberto Razzetti, capace di qualificarsi nei 100 e 200 farfalla e nei 200 misti, con Andrea Camozzi che lo affianca nei 200 farfalla. Nei misti cresce in maniera evidente Jacopo Barbotti, qualificato sia nei 200 sia nei 400.

Tra le donne, riflettori puntati su Sara Curtis, autentica protagonista con quattro pass conquistati tra 50 e 100 stile libero, 50 dorso e 50 farfalla. Nei 50 stile libero la affiancherà Silvia Di Pietro, mentre nei 200 stile libero emerge la giovane Bianca Nannucci. Il mezzofondo è saldamente nelle mani di Simona Quadarella, qualificata nei 400, 800 e 1500 stile libero, con Ginevra Taddeucci che conquista il pass nella distanza più lunga.

Nel dorso, oltre alla Curtis nei 50, si qualificano Federica Toma nei 100 e Alessia Bianchi nei 200. La rana vede il ritorno al vertice di Benedetta Pilato nei 50, affiancata da Anita Bottazzo, mentre Lisa Angiolini stacca il pass sia nei 100 sia nei 200, confermando il suo eccellente stato di forma. Nella farfalla, oltre alla Curtis nei 50, si mette in evidenza Anita Gastaldi, qualificata nei 100 farfalla e nei 200 misti, mentre nei 200 farfalla brilla Paola Borrelli. Nei 200 misti, infine, centra la qualificazione anche Chiara Della Corte, completando un quadro ricco di indicazioni interessanti.

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