Atletica

Eloisa Coiro: “Finale mancata ai Mondiali, il regolamento non si capisce. Che amarezza per il record italiano”

Gianluca Bruno

Pubblicato

il

Coiro Grana FIDAL

Il record italiano è solo rimandato. Eloisa Coiro ha disputato degli ottimi Mondiali indoor sugli 800 metri, sfiorando il primato nazionale. La mezzofondista azzurra è stata intervistata da Ferdinando Savarese nel corso della puntata di Sprint Zone.

Sui Mondiali indoor: “Sono sicuramente molto contenta. Chiaramente, dopo la semifinale, dopo aver corso così vicino al record italiano e comunque aver mancato la finale per poco, perché oggettivamente l’ho mancata per una questione di regolamento, non per non aver fatto il tempo necessario per andarci. È un po’ un peccato, perché non si capisce bene questo regolamento: nelle batterie ci sono sei tempi di ripescaggio, poi nelle semifinali non ci sono tempi di ripescaggio. Insomma, o ci sono o non ci sono, non capisco bene questo ibrido. La prima semifinale era palesemente quella più accessibile. Poi non significa che uno ce l’avrebbe fatta, però magari ci si poteva giocare un po’ meglio le carte. Però sì, sono comunque molto contenta: è un bel personale, che l’anno scorso non ero riuscita a fare per varie cose”.

E ancora sulla competizione iridata: “Sono molto contenta di questo Mondiale per tanti aspetti. Prima di tutto per il fatto che ho tirato in batteria, cosa che non avevo mai fatto nella mia carriera, nemmeno a un campionato italiano. È stato un po’ una sorpresa: non mi ero messa in testa di tirare, sinceramente. Però credo sia stato anche perché il lunedì della settimana dei Mondiali avevo 38 e mezzo di febbre. Arrivando un po’ all’ultimo, così, ho avuto voglia di testarmi. Mi sono messa lì, volevo fare il mio, volevo capire come stavo davvero, perché sapevo di stare bene, ma dopo la febbre non sai mai quanto ti abbia tolto. Sono contenta di questo atteggiamento in gara, un po’ diverso da quello a cui sono abituata: per me è stata una grande vittoria. Sono stata molto felice anche di come mi è venuto facile correre entrambe le gare, nel senso che è sempre un ritmo molto forte, indoor. In Italia l’hanno corso pochissime persone, solo Elisa Cusma, quindi ti fa capire quanto le indoor siano difficili: ti deve capitare la gara giusta. Io poi non sono una front runner, quindi il fatto di averlo fatto anche correndo da sola è stato sintomo di grande condizione fisica e mentale, di sicurezza. Il giorno dopo, chiaramente, correre in 1:59.33 è stato molto bello. Se devo essere sincera, quando sei così vicino a un record italiano pensi: “Cavolo, otto centesimi sono un centesimo ogni cento metri, cos’è?”. Quindi lì per lì ero un po’ amareggiata: niente finale, niente record. Almeno, se avessi fatto uno dei due, sarei stata parzialmente contenta. Però quello era il mio pensiero del momento; poi, facendo zoom out e guardando tutto quello che era successo, ero molto, molto felice”.

Sulla novità degli 800 metri indoor: “Devo dire che, da quando hanno cambiato il rientro, cioè adesso si rientra come nei 400, quindi a 150 metri, quello ha cambiato molto. È sempre più difficile interpretare gli 800 indoor rispetto agli 800 outdoor, però con il rientro a 150 metri la gara non è ancora del tutto delineata, ma si capisce già chi vuole partire più forte e chi invece vuole fare una gara più nelle retrovie. Quindi dà un po’ più di tempo a tutte”.

La preparazione invernale: “Abbiamo spinto molto in palestra. Ho avuto un grande cambiamento fisico: sono molto più forte a livello muscolare. Infatti, è il primo anno in cui, durante le gare, non perdo tanta massa, anzi non perdo massa muscolare, perché io ho sempre tendenza a tornare un po’ al mio fisico da più piccolina; non sono mai stata un’atleta forte, con grande massa muscolare. Quindi abbiamo spinto sicuramente tanto da quel punto di vista. Abbiamo inserito nuovi esercizi, come per esempio le girate, cose che io non avevo mai fatto. Questo perché abbiamo visto che gli 800 stanno cambiando molto. Da tanto tempo siamo convinti che gli 800 siano una gara di velocità, ma in questo ultimo periodo stiamo vedendo che è una gara di velocità, non dico pura, però le atlete si allenano e sollevano carichi come velociste, come le quattrocentiste, e in più corrono i lunghi come le 1500. Insomma, è davvero una disciplina in cui devi toccare tanto di entrambi i mondi. La scelta di fare i 400 ai Campionati italiani è stata perché il primo 400 della stagione ero caduta, mi ero rotta una costola, quindi dovevamo capire se avevamo indirizzato l’allenamento nella maniera giusta. Dopo il meeting di Torun, Emilio ha avuto questa idea, che già c’era da un po’, di provare a fare i Campionati italiani e stimolarmi un po’ in modo diverso. Una volta corso sotto i due minuti indoor, era chiaro che bisognava stimolare in qualche modo diverso. Così è stato: è andato molto bene, sono stata molto contenta e ne abbiamo ricavato tantissimi dati da questi 400. Stiamo lavorando anche molto sulla resistenza, perché io sono sicuramente molto veloce, ma sulla resistenza specifica degli 800 posso sempre migliorare qualcosa. Mi fa piacere che Emilio sia molto creativo in questo momento, stia inventando e cambiando molte cose, perché secondo me è molto interessante. E niente, speriamo che poi si incastri tutto, perché negli 800 devi un po’ fare i due mondi e poi costruire pian piano dei ponti che legano e mischiano queste due componenti, che tendenzialmente sono opposte: velocità e resistenza vanno in direzioni diverse. Quindi è sempre complesso allenare gli 800 come disciplina”.

Sui Mondiali di staffetta per la 4×400: “Mi hanno convocata proprio per il raduno di staffette. Ho dato la mia disponibilità per Gaborone e vediamo cosa sceglierà poi la Federazione: ancora non so nulla, ma la disponibilità c’è. Mi fa molto piacere, è sicuramente qualcosa che mi stimola allenarmi anche con le nostre quattrocentiste: sono tutte atlete che mi stimolano e mi fa molto piacere condividere con loro questi momenti di raduno e anche di gare. È stato molto bello a Tokyo fare la staffetta, mi sono divertita. L’ho sempre fatta nelle categorie giovanili e chiaramente adesso sono in una fase di preparazione e di focus sugli 800, perché in questo momento devo dare precedenza alla costruzione dell’allenamento per l’800. Abbiamo stabilito che sono sempre in grado di correre un 400 forte in qualsiasi periodo dell’anno. Poi, vicino all’appuntamento più importante, lo correrò un po’ più forte, ma tendenzialmente non è qualcosa che ci crea un problema; anzi, lo vediamo quasi come una verifica. A me ha fatto molto piacere. Anche perché a Tokyo mi sono divertita e penso di poter dare il mio contributo. Se sarà il caso, le ragazze correranno più forte e saranno loro; non sono attaccata al posto in staffetta. Ho i miei 800 e cerco di dare il mio contributo perché so che posso aggiungere valore. Però poi saranno le scelte tecniche a decidere”.

Sui 400 metri: “Per me è importante correre i 400 sempre più forte, ma non per le staffette in realtà: più che altro perché le migliori ottocentiste al mondo corrono tutte 50, 51 o 49. Quindi devo ragionare su quali siano le mie caratteristiche e su cosa mi convenga fare per correre più forte gli 800. Se mi conviene diventare ancora più forte sui 400, lavoreremo in quella direzione. L’obiettivo è valorizzare le mie qualità per ottenere un grande risultato sugli 800, perché il mondo dell’800 si sta muovendo in quella direzione”.

Tra le possibili avversarie agli Europei anche Femke Bol: “Deduco che forse lei non abbia fatto i Mondiali per concentrarsi sugli 800 all’aperto. Sapevo che aveva avuto un piccolo problemino a un piede, ma penso sia rientrato. Chiaramente sta affrontando un cambiamento notevole di allenamento e quindi è chiaro che, purtroppo, il fisico si deve un attimino abituare. Per quanto 400 e 800 siano legati, non significa che sia facile passare dai 400 agli 800 o viceversa. Quindi sicuramente penso che lei vorrà partecipare; da capire, chiaramente, è un’avversaria molto forte perché, avendo corso i 400 in 49, secondo me correrà forte. Su una distanza più lunga è vero che lei, sicuramente, su un 600 sarebbe fortissima, forse in grado di correre persino il record del mondo, però questi 200 metri in più sembrano pochi, ma fanno tutta la differenza. Perciò penso che sicuramente anche lei sarà un’altra da non sottovalutare. Chiaramente ci sarà la componente tattica: nei campionati lei non so quanto abbia questa qualità, abbiamo visto nelle staffette che è molto brava nella gestione di uno sforzo ad alta intensità, però correre con persone accanto, negli 800, in una gara un po’ nervosa e un po’ tattica, non è sempre detto che riesca a trovare la chiave giusta per interpretarla. Quindi sarà molto interessante”.

CLICCA QUI PER LA PUNTATA DI SPRINT ZONE CON ELOISA COIRO

Exit mobile version